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TV connesse, Adobe amplia la partnership con White Ops per inventory più sicure

Molte aziende penseranno che le TV connesse siano un canale non coinvolto dal fenomeno delle frodi pubblicitarie, ma in realtà non è così. Se è vero che tipicamente chi usa servizi su tv connesse deve autenticarsi o effettuare login per accedere ai contenuti, e dispositivi come smart tv e OTT sono naturalmente meno predisposti all’azione di bot, pure questo mezzo rimane tanto soggetto a fenomeni come spoofing e rappresentazioni ingannevoli delle inventory quanto gli ambienti desktop e mobile.

Per questo, Adobe Advertising Cloud ha ampliato la sua integrazione con White Ops all’individuazione dell’ad fraud sugli spazi pubblicitari delle Connected TV. Grazie all’accordo, tutte le inventory video disponibili su Adobe Advertising Cloud saranno scansionate da White Ops, per selezionare l’eventuale presenza di fenomeni fraudolenti.

Le aziende che utilizzano Adobe Advertising Cloud possono acquistare inventory OTT da servizi specializzati come Dish, Hulu e FuboTV, da un centinaio di network televisivi, e da partner di vendita come Freewheel, Telaria e SpotX.

Da Adobe nuovi strumenti pubblicitari per editori e aziende

Novità in arrivo per le aziende e gli editori che utilizzano Adobe per le loro strategie pubblicitarie. In occasione del suo Summit di Las Vegas, la società ha annunciato infatti una serie di nuovi strumenti che andranno ad arricchire l’offerta della DMP Audience Manager e della suite Advertising Cloud.

Si parte da un nuovo strumento dedicato agli editori: Audience Manager Reporting for Publishers. Un tool di reportistica, costruito all’interno della DMP Audience Manager della società, creato per unificare dati di tipo comportamentale come click a ricerche e display ai dati di prima parte di un editore, in modo da arricchire così il patrimonio di informazioni sui lettori e dare più valore agli spazi pubblicitari.

Utilizzando questo strumento, ad esempio, i publisher potranno inserire i loro cluster comportamentali all’interno della DMP e associarli a informazioni di tipo demografico, individuando così quali contenuti sono stati visti da giovani tra i 18 e i 25 anni e mettendoli a paragano con altre fasce d’età.

Le novità di Adobe Advertising Cloud

Audience Manager Reporting for Publishers non è la sola novità annunciata da Adobe, che a Las Vegas ha presentato, tra le novità di prodotto, anche svariati arricchimenti per la sua Advertising Cloud.

La società ha presentato infatti Advertising Cloud Creative, una nuova piattaforma self-service per la creazione di annunci che va ad ampliare in maniera significativa l’offerta di Dynamic Creative Optimization (DCO) di Adobe. Su Advertising Cloud Creative saranno automaticamente disponibili gli elementi creativi presenti su Adobe Creative Cloud e le aziende potranno utilizzarli in completa autonomia per modificare o ottimizzare in itinere i loro annunci, senza bisogno di coinvolgere nuovamente l’agenzia o fare re-trafficking.

Su Advertising Cloud arrivano inoltre nuove funzioni volte a facilitare l’integrazione di mezzi e canali all’interno delle strategie di acquisto pubblicitario, grazie a una più ampia integrazione con Adobe Analytics Cloud. Grazie alla possibilità di usufruire del nuovo Adobe Experience Cloud Device Co-op – un programma che consente ai brand partecipanti di unire le forze per identificare in maniera più precisa i loro consumatori sui vari touch point digitali -, inoltre, le aziende avranno ora a disposizione un device graph indipendente per raggiungere i loro consumatori indipendentemente dal dispositivo che essi stanno usando. Altre nuove funzioni permetteranno anche di effettuare una migliore misurazione dell’attribuzione o sfruttare metriche di brand sulla demand-side platform (DSP) per prendere decisioni di acquisto più informate.

Non da ultimo, Advertising Cloud includerà adesso nuove funzionalità alimentate da Adobe Sensei, il framework di intelligenza artificiale e machine learning della società.

Dentsu Aegis Network punta sui dati con M1; nuovo capo per Adobe Advertising Cloud

Oggi nella nostra rassegna internazionale parliamo di tre player del mondo ad tech: Dentsu Aegis Network e la sua M1, Adobe e AppNexus.

Dentsu Aegis Network punta sui dati con la piattaforma M1

Tra le parole chiave della strategia futura di Dentsu Aegis Network ci sono anche i dati. Lo ha rivelato il Presidente e Chief Executive della holding pubblicitaria Toshihiro Yamamoto in occasione dell’ufficializzazione della trimestrale di Dentsu relativa al Q4 2017. «Dentsu Aegis Network continua ad investire nelle sue capacità nell’area dei dati – ha dichiarato -. La piattaforma M1 è un pilastro chiave della nostra strategia ed è il primo step verso una visione people-based di tutta la pianificazione media e l’attivazione. Il FY 2018 vedrà il lancio della piattaforma M1 al di fuori degli Stati Uniti». Leggi di più su Campaign.

Adobe Advertising Cloud ha un nuovo capo

Adobe ha un nuovo manager alla guida della sua piattaforma Advertising Cloud. Si tratta di Keith Eadie, a lungo CMO e Head of Strategy di TubeMogul. La nomina, che naturalmente si inserisce nell’ambito dell’integrazione tra le due società dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte di Adobe, porterà il manager ad assumere la responsabilità del business media e pubblicitario della società a livello di prodotto, progettazione e rilascio sul mercato delle soluzioni. Il suo titolo sarà quello di VP e GM di Adobe Advertising Cloud. Leggi di più su AdExchanger.

AppNexus cresce nel Video

Dal lancio del marketplace per la pubblicità automatizzata video nel 2015, AppNexus ha fatto tanta strada. Secondo dati rilasciati dalla stessa azienda, la piattaforma ha registrato ogni anno una crescita media della spesa video in RTB del 230%. E da quando la società si è lanciata anche nel mercato OTT, ha messo a segno nel corso del 2017 anche una crescita della spesa in pubblicità su tv connessa del 360% di trimestre in trimestre. Leggi di più sul sito di AppNexus.

Trasparenza sui costi del Programmatic: Adobe e AppNexus lanciano un’iniziativa congiunta

Un nuovo progetto congiunto di Adobe e AppNexus getta luce sul tema delle fee, questione da tempo al centro dei dibattiti di mercato relativi al mondo programmatico.

Le due piattaforme ad tech hanno ufficializzato la nascita di un’iniziativa volta alla promozione della trasparenza della filiera, che le vedrà rivelare i prezzi richiesti ai clienti lato domanda e offerta. L’intento è quello di aiutare i marketer a tracciare il viaggio della spesa pubblicitaria all’interno della lunga supply chain programmatica.

Per Adobe non si tratta di un’assoluta novità. Adobe Advertising Cloud già ad ottobre aveva lanciato un’iniziativa simile, chiedendo a una serie di partner supply-side, ad exchange ed SSP, di esplicitare tutte le tariffe tecnologiche lato domanda, incluse quelle in precedenza non dichiarate. In tal senso, l’iniziativa con AppNexus costituirebbe un passo in avanti verso una completa trasparenza della filiera, come ha confermato a Programmatic Italia Pierpaolo De Vita, Sales Specialist, Advertising Solution Leader di Adobe: «In aggiunta a quanto fatto a ottobre, cioè mettere in chiaro le fee dei partner supply side, con quest’ultima mossa metteremo in chiaro anche le nostre fee per tutti i clienti e le agenzie: l’intento è costruire una best practice di trasparenza totale per i clienti, che finalmente saranno in grado di conoscere la distribuzione sui vari player della filiera di ciascun dollaro speso».

Secondo quanto riporta la testata Ad Exchanger, le aziende saranno in grado di visualizzare le fee sulla loro Interfaccia Utente di Adobe Advertising già da marzo.

Quanto ad AppNexus, la società mostrerà alle aziende le quote chieste agli editori. «AppNexus vuole fortemente creare il marketplace più trasparente della industry ed assicurare che ogni brand veda esattamente quanta porzione del proprio budget ha raggiunto il publisher – ci ha spiegato Bruno Schirò, responsabile di AppNexus Italia -. Questa è una delle motivazioni per le quali AppNexus ha intenzione di raggiungere accordi di trasparenza simili con altre tecnologie DSP».

Entrambi gli operatori infatti contano di coinvolgere nel loro progetto diverse altre piattaforme, tra DSP e SSP, con l’intento ultimo di promuovere una maggiore trasparenza nella filiera e, di conseguenza, una più diffusa fiducia nell’ecosistema programmatico.

Adobe, l’Advertising Cloud dichiarerà tutte le fee per garantire la trasparenza

Tramite un accordo stipulato con le supply-side platform e gli exchange partner l’Advertising Cloud di Adobe è diventata una delle prime piattaforma per l’acquisto di spazi pubblicitari a rendere pianamente trasparenti tutte le tariffe tecnologiche, incluse quelle che in precedenza non erano dichiarate.

Le SSP ottengono la maggior parte dei loro ricavi fornendo agli editori online servizi di monetizzazione dell’inventario, tuttavia, si legge nella nota, in seguito a segnalazioni secondo cui alcuni operatori avrebbero celato dei costi di commissione aggiuntivi, Adobe ha deciso di siglare una collaborazione con le principali SSP ed exchange dell’industria al fine di eliminare interamente queste tariffe o chiederne l’esplicitazione. Tutti i costi saranno visualizzati all’interno della piattaforma.

Ecco la lista di tutti i partner di Adobe aderenti all’iniziativa:

  • DoubleClick Ad Exchange
  • FreeWheel
  • Index Exchange
  • MoPub
  • OATH by Verizon
  • OpenX
  • PubMatic
  • Sharethrough
  • SpotXchange
  • The Rubicon Project
  • Teads
  • Telaria
  • TripleLift

Adobe, nuovo capo EMEA per la piattaforma Advertising Cloud: è Philip Duffield

Un anno dopo aver arricchito l’offerta per la pubblicità video con l’acquisizione della DSP specializzata TubeMogul, Adobe ha scelto il nome del nuovo general manager della piattaforma Advertising Cloud.

Si tratta di Philip Duffield, veterano dell’industria digitale, con alle spalle una serie di incarichi di prestigio all’interno di AOL, culminati nella posizione di Head of Advertising di AOL International.

Nel nuovo ruolo in Adobe, si occuperà del business di Advertising Cloud, guidando la sua crescita nella regione EMEA attraverso l’attenzione al rapporto continuativo con aziende e agenzie.

«Ogni business ha esigenze diverse e per questo è sfidante, ma con l’unione in Adobe della trasparenza cross-channel e di un’ampia tecnologia di marketing, l’opportunità di guidare le attività europee è ancora più entusiasmante per me», ha commentato il manager.

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