Main partner:

Jobs

ADmantX introduce nuovi segmenti di brand safety per settore verticale

ADmantX ha annunciato oggi il lancio di nuove categorie di brand safety per settore verticale con l’obiettivo di rafforzare la sua offerta di brand care.

Alimentata dalla sua tecnologia NLP (Natural Language Processing), la società, grazie a una granulare analisi semantica a livello di pagina, ha arricchito le categorie di brand safety per settore verticale con nuovi segmenti, al fine di supportare i clienti nella creazione di campagne online più sicure e personalizzate.

ADmantX offre più di 120 categorie specifiche di brand care in diversi settori e prodotti chiave correlati. Questi si aggiungono alle pagine in cui ADmantX ha trovato del contenuto standard negativo (come contenuto pornografico, disastri, incidenti, criminalità, terrorismo e droghe illegali) e contenuto inappropriato specifico per ciascun segmento verticale del mercato.

Disponibili per i clienti ADmantX da settembre, i nuovi segmenti di brand safety rafforzano la capacità di personalizzare meglio la strategia di brand safety in settori come il Pharma (ad esempio il nuovo segmento di antidolorifici include la protezione da contenuti come abuso di droghe/pillole e cause legali contro il settore farmaceutico), Finance (protezione da contenuti negativi in caso di fallimento, licenziamenti e problemi relativi a prestiti e mutui), Consumer Electronics (protezione da contenuti inappropriati riguardo agli wearable o a un brand specifico nel settore) e Fashion (protezione da contenuti negativi riguardo a beni di lusso e alta moda ed esclusione di contenuti sensibili per questo specifico settore, come pagine con argomenti su povertà, ecc.).

ADmantX ha anche creato segmenti di brand safety per il nuovo settore Wellness & Healthy Living per escludere pagine non sicure che menzionano disturbi alimentari, allergie alimentari, abuso di sostanze e contenuti negativi riguardo a fitness, esercizio fisico e vita sana.

È tempo che il mercato passi dalla brand safety alla vera brand care, personalizzando l’esclusione dei contenuti inappropriati per ogni brand. La nostra nuova offerta avanzata di brand safety per la finanza, l’elettronica di consumo, la moda, il settore farmaceutico e wellness & healthy living è il risultato della nostra tecnologia cognitiva-semantica (NLP) unica, che comprende il vero significato di una pagina con una precisione senza pari, senza liste di keyword inefficaci e filtri di inventory eccessivi associati”, ha dichiarato Giovanni Strocchi, CEO di ADmantX.

The Ozone Project sceglie ADmantX per la classificazione contestuale del contenuto

Continua l’espansione internazionale di ADmantX. L’azienda, specializzata nella fornitura di soluzioni basate su tecnologia semantica (NLP) per la pubblicità contestuale, ha annunciato una partnership con The Ozone Project, la principale piattaforma inglese per la pubblicità programmatica, joint venture di News UK, The Guardian News and Media, The Telegraph e Reach plc.

L’incarico, ottenuto a seguito di una gara internazionale, vedrà ADmantX supportare la piattaforma pubblicitaria britannica, di proprietà editoriale, per comprendere il contesto dei contenuti editoriali online a livello di pagina.

Collaborando con ADmantX, The Ozone Project punta a sviluppare una maggiore capacità di comprensione del contenuto editoriale online a livello di pagina, per offrire al mercato pubblicitario i migliori livelli di accuratezza nel targeting contestuale.

Al giorno d’oggi – spiega una nota diffusa da ADmantx – basarsi esclusivamente sulle keyword come base per la comprensione contestuale spesso lascia troppo spazio agli errori, il che significa che gran parte dell’inventory degli editori è classificata in modo errato. La tecnologia di Natural Language Processing (NLP) di ADmantX è stata sviluppata per leggere i contenuti nello stesso modo in cui farebbe un essere umano, rilevando le sottili sfumature nel contesto che possono cambiare completamente il significato delle parole di una pagina.

Danny Spears, Commercial Director di The Ozone Project, ha dichiarato: “Oggi gli inserzionisti devono affrontare maggiori pressioni per attrarre l’attenzione dei consumatori. In The Ozone Project comprendiamo l’importanza di sfruttare la potenza dei dati di first-party del proprio pubblico per aiutare gli inserzionisti a creare campagne digitali efficaci e mirate che migliorano notevolmente il ROI. Dopo numerosi test, ADmantX è stata scelta in base alla qualità della sua comprensione contestuale. La sua qualità, serie di caratteristiche dei dati e capacità nel supportare la nostra esigenza di personalizzazione, si sposa perfettamente con i nostri obiettivi di business.”

ADmantX lancia una soluzione focalizzata sulla home page degli editori

ADmantX ha annunciato oggi il lancio della sua nuova soluzione contestuale dedicata agli editori e focalizzata sulla home page, denominata Home Page Intelligent.

La nuova soluzione consentirà di incrementare le proprie entrate pubblicitarie rendendo la home page più accessibile agli inserzionisti e migliorando la profilazione dei propri lettori. Attraverso un’analisi granulare degli articoli con i titoli e abstract sulla home page dell’editore, la società fornitrice di soluzioni basate su tecnologia semantica sarà in grado di posizionare gli annunci nel giusto contesto, con una gestione personalizzata della sicurezza del marchio, migliorando al tempo stesso la capacità dell’editore nella creazione dei profili di prima parte.

La nuova soluzione di ADmantX sarà in grado di offrire un’analisi semantica avanzata delle home page degli editori considerando ogni sezione di scorrimento, tutti i contenuti in vista ai lettori per ogni browser e tipo di risoluzione dello schermo. La capacità di gestire ogni sezione di scorrimento, per il contesto e per la brand safety, consentirà agli editori di sviluppare offerte più personalizzate aumentando al contempo la raccolta di insights sui propri lettori.

La nuova soluzione Home Page Intelligent di ADmantX sarà disponibile da luglio 2019 per alcuni dei suoi principali partner editoriali.

“Offrire ai nostri clienti publishers soluzioni innovative per aumentare le entrate pubblicitarie è sempre il nostro obiettivo principale. La nuova soluzione, per la gestione delle home page, rappresenta uno step fondamentale per supportarli nella gestione efficace della totalità dei loro contenuti e la profilazione dei loro clienti. Sempre più publisher stanno riconoscendo la necessità di affidarsi alla nostra esclusiva tecnologia cognitiva semantica basata su NLP per la gestione del loro inventory e di una brand safety efficace e senza spreco per filtri indiscriminati basati su keywords0”, ha dichiarato Giovanni Strocchi, CEO di ADmantX.

Adform avvia il suo programma di partner certificati: nasce “Trusted Partners Program”

Adform ha annunciato il lancio di un proprio programma di partner certificati, Trusted Partners Program.

In questo modo, la piattaforma indipendente di ad tech vuole offrire ai propri clienti “nuovi ed esistenti” una soluzione “pronta all’uso, certificata e indipendente” per consolidare e ottimizzare i propri servizi in outsourcing e i processi di integrazione nell’ambito dell’advertising online verso una serie di fornitori di tecnologie che offrono “servizi, soluzioni e prodotti di massima qualità“, si legge in una nota.

Il programma è in fase di lancio e coinvolge nove partner accreditati in diverse specializzazioni, tra cui audience data, verification, software di automazione media e marketing, come: ADmantX, Adsquare, Eyeota, Freewheel, Global Data Resources, Integral Ad Science, SAP, SAS e Semasio.

Questi partner, spiega Adform, sono “leader riconosciuti nelle proprie aree di competenza e forniscono soluzioni ampiamente utilizzate dal mercato. Soddisfano rigorosi standard di accuratezza e utilizzano metodologie affidabili per migliorare le campagne realizzate da advertiser, marketer e brand. Adform lavorerà a stretto contatto con questi player per garantire che le soluzioni rispettino la privacy degli utenti”.

Con Trusted Partners Program, Adform offre una propria risposta rispetto a un tema di attualità nell’ambito del programmatic, ossia l’estrema frammentazione del mercato. Come sottolinea la società citando Lumascape, nel settore dell’ad tech negli ultimi 10 anni si sono formate oltre 5.000 nuove società. “Trusted Partners Program si basa sugli oltre 17 anni di esperienza di Adform nel digital advertsing e offre agli inserzionisti un’alternativa trasparente, pronta all’uso, certificata e indipendente in un ecosistema sovraffollato – perché avere a disposizione un numero sempre più grande di opzioni non significa necessariamente possibilità di scelte migliori“, scrive adform.

“Il programma Trusted Partners Program di Adform punta sulla trasparenza, fornisce integrazioni più profonde, standard di servizio più elevati e rafforza l’impegno dell’azienda nel fornire un accesso semplice ai migliori dati e servizi di digital advertising del mercato. Sappiamo che tutte le piattaforme adtech consentono l’integrazione con quasi tutti gli operatori del settore, ma il modo in cui questa viene affrontata, così come il modo in cui i servizi e i prodotti vengono mostrati al cliente attraverso l’interfaccia utente, può variare notevolmente”, dichiara Filippo Gramigna, VP Business Development di Adform.

“Rimaniamo una piattaforma aperta, il cui approccio consente un metodo su misura ed efficiente in termini di risorse per tutti i partner. Continueremo a lavorare per stabilire standard comunemente accettati e soluzioni avanzate che aiutino ad alzare l’asticella nell’industry”, conclude il manager.

ADmantX, arriva un riconoscimento per la soluzione di brand safety

ADmantX, società specializzata nella fornitura di soluzioni basate su tecnologia semantica (NLP), ha annunciato di aver ricevuto da ABC la certificazione di Content Verification (CV) per il raggiungimento degli standard JICWEBS.

Il certificato verifica le capacità della soluzione di Intelligent Brand Safety di ADmantX, ed evidenzia come il prodotto soddisfi i dieci principi chiave che sono stati concordati dall’industria britannica dei media attraverso JICWEBS. La trasparenza della certificazione aiuta a minimizzare il rischio che gli annunci appaiano accanto a contenuti inappropriati e supporta il processo di negoziazione dando maggiore fiducia agli inserzionisti e alle agenzie.

La rete semantica di ADmantX utilizza il Natural Language Processing (NLP) per leggere e comprendere il contenuto online nello stesso modo in cui farebbe un essere umano, proteggendo i brand dall’apparire accanto a contenuti online rischiosi o inappropriati in base al loro vero significato. A differenza delle tradizionali soluzioni di sicurezza del marchio basate su tecniche di keywords, l’approccio semantico di ADmantX evita che gli URL sicuri vengano bloccati inutilmente, mantenendo una fonte di inventory di alta qualità per gli inserzionisti.

La soluzione completa di brand safety di ADmantX include pre-bid e post-bid blocking, categorie standard di brand safety, un’ampia gamma di categorie verticali di brand safety per settore, categorie personalizzare di brand safety (Brand Care) e reporting e misurazione completa dell’erogato.

«Siamo orgogliosi di aver ricevuto la certificazione JICWEBS – commenta Giovanni Strocchi, CEO di ADmantX -. Questo risultato rafforza il nostro impegno a migliorare gli standard di brand safety in tutto il settore verso il vero Brand Care. Garantire una protezione personalizzata perfetta (Brand Care), senza influire sui volumi di delivery dell’inventory di alta qualità, è ciò che riteniamo essere la naturale evoluzione della brand safety».

ADmantX, acquisti media ottimizzati grazie a un nuovo strumento di analisi semantica

Novità nell’offerta di ADmantX. La società specializzata nella fornitura di soluzioni basate su tecnologia semantica per la pubblicità contestuale, la sicurezza avanzata del brand e la profilazione dell’audience, ha annunciato oggi il lancio di una nuova soluzione di Planning & Reporting.

Si tratta di uno strumento completo di analisi, che consente agli inserzionisti di ottenere i dati contestuali dettagliati richiesti per la selezione di inventory rilevanti e sicure per il brand, contribuendo a verificare lo spazio acquistato.

Grazie all’utilizzo della tecnologia semantica di ADmantX, la nuova suite offre infatti una visione dettagliata e multidimensionale del contenuto dell’inventory, identificando la distribuzione del volume e il contributo di 1.200 categorie contestuali (incluse le 698 nuove categorie di IAB Tech Lab), domini e siti web, lingue, sentimenti ed emozioni, entità chiave (come persone, prodotti, organizzazioni), categorie verticali di settore, categorie di brand safety e qualsiasi categoria speciale personalizzata.

“Gli inserzionisti possono raccogliere informazioni approfondite in grado di generare dati altamente dettagliati per orientare le scelte di acquisto – spiega la società in una nota stampa -.  Ad esempio, i clienti possono scoprire i siti più rilevanti per ciascuna categoria contestuale in un periodo specifico come l’ultima settimana (comprese le categorie speciali), le persone più popolari (o altre entità) che vengono citate più frequentemente all’interno di una categoria specifica, e il sentimento e le emozioni dominanti per una selezione di inventory specifica, consentendo una selezione più personalizzata dei contenuti”.

La soluzione di reportistica offrirà un’analisi dettagliata del traffico per URL specifici e includerà anche rapporti completi sulla sicurezza del brand e su trend di volume su categorie speciali per ogni singola campagna. Inoltre, consentirà l’estrapolazione dei dati di analisi per uso interno.

«Con il contestuale sempre più centrale nel GDPR e la maggiore attenzione alla sicurezza del brand, è fondamentale ottenere una visione intelligente avanzata dell’inventory disponibile e della delivery della campagna – ha commentato Giovanni Strocchi, CEO di ADmantX -. Con una visione dettagliata sia dell’inventory che della delivery che copre molte lingue, categorie, domini, filtri di sicurezza del brand e vari argomenti, i nostri clienti si troveranno nella migliore posizione possibile per scegliere media allineati con i valori e le esigenze del proprio brand, e ottenere significativi insight che migliorano nel complesso le performance di comunicazione».

La nuova soluzione sarà disponibile per i clienti di ADmantX (agenzie, editori integrati, brand e clienti dei partner DSP) da fine settembre 2018.

L’intelligenza artificiale è un elemento fondamentale per la brand safety

Si sente spesso dire che la reputazione richiede una vita intera per essere costruita, ma un istante per essere distrutta, dichiarazione particolarmente veritiera per la pubblicità digitale. Dai dati IAB per il 2017, la spesa pubblicitaria online in Europa ha raggiunto l’incredibile cifra di 48 miliardi di euro, il doppio rispetto al 2012 e di conseguenza risulta cruciale che i marchi non sprechino il loro budget in attività che rovinano la loro reputazione piuttosto che rafforzarla.

Non solo i budget spesi sono raddoppiati, ma gli annunci vengono acquistati in misura sempre maggiore attraverso reti programmatiche, in cui le piattaforme si confrontano l’una con l’altra per proteggere gli spazi pubblicitari. Il settore è cresciuto enormemente, grazie alla possibilità di distribuire più annunci in maniera automatica senza la necessità di significativi input umani.

Tuttavia, questo complesso processo tecnico sembra aver portato all’aumento delle minacce alla sicurezza del marchio, aumentando negli inserzionisti l’incertezza sulla necessità di dare priorità alla sicurezza o scalabilità e mettendo in allerta le soluzioni basate su intelligenza artificiale quando si tratta di affidabilità.

Per affrontare questo problema è fondamentale che i marchi abbiano un’idea chiara di dove sia il rischio per la sicurezza del marchio e di come possa essere evitato senza compromettere la crescita nell’era digitale. Può quindi l’intelligenza artificiale essere la risposta?

Il problema

Negli ultimi 18 mesi il settore è stato colpito da una serie di scandali, con annunci inseriti accanto a contenuti inappropriati. Indipendentemente dal canale, che si tratti di social media, YouTube o altri contenuti online – questi errori hanno evidenziato la necessità di proteggere il marchio. Mentre il timore principale per i marchi, tradizionalmente, è stato l’acquisto di spazi su una pagina che offre contenuti per adulti, incitamenti all’odio o all’uso di droghe, oggi anche le notizie e l’attualità sono causa di preoccupazione per molti inserzionisti.

I brand e gli editori sono ben consapevoli dei rischi, ma continuano a utilizzare tecnologie obsolete che non sono in grado di raggiungere la comprensione contestuale che fornisce la sicurezza reale del marchio – e in ultima analisi sono i marchi che subiscono danni duraturi come risultato.

Limitazioni della soluzione attuale

In genere molte aziende si affidano a liste di siti che sono considerati rispettabili e a blacklist di siti che non lo sono. Queste possono essere utili, forse per gestire fenomeni evidenti come l’eliminazione di siti pornografici o altamente negativi. Tuttavia, possono anche essere limitanti, impedendo agli inserzionisti di apparire su pagine di un sito che sono effettivamente appropriate.

Ci sono anche tentativi di esaminare le pagine alla ricerca di parole offensive, ma questo può anche limitare il successo dell’azienda, oltre a proteggerla. Ad esempio, un marchio di cucina può anche voler pubblicizzare in una pagina con la parola “coltello” se ci si riferisce all’utilizzo di esso nella preparazione degli ingredienti. Tuttavia, sarà molto probabilmente bloccato nel farlo dal software che collega la parola al reato, indipendentemente dal contesto della singola pagina interessata.

Il tutto alla fine risiede nella vera comprensione semantica del messaggio e non nelle keyword presenti. Un ottimo esempio che abbiamo incontrato nella vita reale è stato un articolo su come Ikea “kills it a retail” (kill nel senso che “stravince” nel mercato). E’ stata ovviamente una storia molto positiva per il gigante svedese del fai da te, e non qualcosa da cui stare lontano. Tuttavia, solo la tecnologia semantica riesce a comprendere che in realtà, nonostante la frase sembri minacciosa, “kill” è solo un titolo ad effetto e quindi positivo.

Cosa possono fare la tecnologia semantica e l’intelligenza artificiale

Mentre la tecnologia per proteggere i brand ha compiuto progressi significativi, sembra che l’adozione dell’intelligenza artificiale e delle soluzioni tecnologiche semantiche in tutta Europa sia lenta – solo una su sei (17%) delle aziende italiane ritiene che l’intelligenza artificiale sia strategicamente importante. Ma sono questi nuovi progressi tecnologici che potrebbero aiutare nella lotta per mantenere i brand al sicuro.

L’intelligenza artificiale fornisce una soluzione avanzata ai computer per gestire problemi complessi, imparando le migliori tecniche man mano che progrediscono. La tecnologia semantica e l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) sottolineano questo aspetto, consentendo la comprensione automatica del modo in cui le parole si inseriscono nel contesto di un’intera pagina. Mentre la tecnologia più obsoleta bloccherebbe la pagina a causa della mancata comprensione del reale significato e sentimento, i brand possono evitare questa inutile restrizione abbracciando queste soluzioni.

L’intelligenza artificiale consente ai computer di pensare molto più come un essere umano, ma a un ritmo e una scalabilità inimmaginabili. È l’equivalente della sostituzione di sistemi di keyword search che hanno continuamente deluso i brand con insiemi di occhi e menti in grado di comprendere i contenuti web come una persona reale, il vero NLP.

Con il marketing digitale in crescita a tale ritmo, e diventando sempre più automatizzato, l’uso di motori cognitive NLP per la classificazione di pagine dovrebbe essere un percorso ovvio per la protezione del marchio e per garantirgli le massime opportunità pubblicitarie che potrebbero invece essere state inutilmente bloccate.

Brand care, da Adform e ADmantX un nuovo approccio alla brand safety

Quello della brand safety, oggi, è un tema che sta impegnando particolarmente gli operatori dell’industry digitale.

Per iniziare un percorso consapevole sulle misure da attuare per una corretta strategia di brand safety, ADmantX, azienda specializzata in contextual targeting e brand safety avanzati e in soluzioni di first-party profiling, e Adform, piattaforma ad-tech full stack indipendente e aperta, hanno organizzato la scorsa settimana un incontro rivolto ad agenzie e centri media per approfondire il tema e individuare alcune soluzioni utili per adempiere alle attività quotidiane di pianificazione.

Nel corso dell’evento, i partecipanti hanno posto l’accento sulla mancanza di una definizione comune e univoca di brand safety, e chiesto risposte su come identificare il corretto livello di brand safety nelle strategie di pianificazione dei loro clienti. Da qui sono stati identificati diversi elementi che concorrono a costruire una strategia di cura del brand: l’attribuzione delle responsabilità tra editori e buyer, l’importanza e il valore che l’azienda attribuisce alla protezione del brand e il livello di equilibrio tra delivery e sicurezza. In particolare, però, è l’identificazione del livello di brand safety che gioca un ruolo importante nella strategia.

A tal proposito, ADmantX individua un primo livello che fa leva sull’uso di whitelist o blacklist che portano all’esclusione di domini pericolosi a beneficio dell’inclusione di domini sicuri, e un secondo livello dove si vanno a creare categorie pressoché universali e condivise di tematiche inappropriate (violenza, pornografia, linguaggio violento etc.) da escludere a livello di pagina web. Ma è l’applicazione del terzo livello che permette un approccio più preciso e senza sprechi al brand safety perché permette di lavorare con settori verticali o “custom brand safety segments”.

Il terzo livello è sinonimo di una ben precisa presa di coscienza del tema brand safety che porta le aziende ad affrontare il problema con una visione più precisa e maggiore consapevolezza. Un metodo più analitico che apre le porte al concetto di “brand care” che va oltre l’aspetto di protezione base per diventare cura a 360 gradi del marchio nel contesto della sua comunicazione digitale.

L’analisi ha preso in esame anche il tema delle fake news, fattore non più trascurabile nelle pianificazioni digitali. Riguardo a questo, ADmantX ha messo a punto una soluzione che combina un filtro semantico che analizza oltre 1200 web site, individua pagine e siti in cui prevalgono hate speech, razzismo e discriminazioni, e li esclude da ogni possibile pianificazione. Un insieme di intelligence on text e di inventory management per una protezione completa contro questo fenomeno.

«Adform, grazie a una serie di algoritmi che rilevano ed escludono attività fraudolente delle nostre piattaforme, crea da sempre un ambiente pulito per garantire che gli annunci dei propri advertiser e brand raggiungano gli utenti in un environment sicuro. Anche negli acquisti RTB, le nostre piattaforme di DSP non effettuano alcun tipo di bid su URL ritenute non safe. Tuttavia, il contributo che un player come ADmantX può dare è fondamentale per essere allineati non solo con le esigenze di comunicazione e di pianificazione dei singoli brand, ma anche con la loro filosofia aziendale ed etica», afferma Valeria Mazzon, Country Manager Adform Italia.

«Oggi, la gestione del Brand Safety si sta sempre più spostando al “Brand Care”, dall’eliminazione di contenuti genericamente inappropriati all’eliminazione di contenuti dannosi per il brand – dichiara Giovanni Strocchi, CEO di ADmantX -. Offrire ai nostri clienti (agenzie) soluzioni avanzate di Brand Safety per la gestione del processo di protezione efficace del marchio è sempre stato uno dei nostri obiettivi principali. Solo la tecnologica Cognitiva Semantica di ADmantX permette la vera comprensione del contesto testuale ed emozionale di erogazione con la flessibilità e la precisione necessarie per lo scopo. Dalla nostra collaborazione con Adform, oltre 116 categorie di Brand Safety per tutti i settori verticali e i principali prodotti sono disponibili allo stesso prezzo della “protezione base” e, inoltre, categorie di “Brand Care” speciali possono essere create per il giorno successivo».

GDPR e Contextual Targeting: trend e implicazioni

L’entrata in vigore del GDPR non porterà una riduzione della pubblicità online, ma una diversa gestione dei dati personali eliminando alcune delle possibili attività “poco trasparenti” nella creazione di profili di utenti da parte di alcuni attori del mercato pubblicitario.  Questo cambiamento sarà positivo, con una maggiore tutela e trasparenza dei dati personali di ogni utente e costituirà un’opportunità per aumentare la fiducia dell’audience nella pubblicità online.

Alla base, l’introduzione del GDPR imporrà in primo luogo una più trasparente gestione della catena di autorizzazioni alla profilazione, direttamente dall’utente al “profilatore”, e una più formale presa in carico della valutazione e gestione del rischio di trattamento dati personali da parte dei vari attori.

Questo ovviamente impatterà alcuni dei 3rd party profiler che non abbiano chiaro accesso diretto all’autorizzazione del cliente sul media finale (il publisher), con la potenziale riduzione della disponibilità di profili su cookie in vendita.

La naturale implicazione, che consolida un trend già avviato, sarà un maggiore utilizzo del targeting contestuale (con al centro l’attenta selezione del contesto di comunicazione a livello di pagina in linea con il contenuto/messaggio pubblicitario) ed una accelerazione del 1st party profiling (attivazione dei propri dati clienti e costruzione di propri profili digitali da parte dei principali brand e agenzie).

Il targeting contestuale è ovviamente completamente GDPR compliant (scelgo solo meglio a livello di pagina il media su cui comunicare in funzione del messaggio) se è l’indicazione dell’interesse istantaneo del cliente legato alla lettura di quel contenuto e quindi indirettamente dell’eventuale intento istantaneo legato ad un’offerta “allineata a quell’interesse”.

Un maggiore utilizzo del contestuale ha alcune possibili implicazioni:

  • In linea generale il contextual targeting è più economico rispetto al behavioural targeting (1/5 o 1/10), per cui permette un maggiore investimento in media con un maggiore reach a parità di spesa.
  • Una maggiore attenzione al giusto contesto per il targeting ha come immediato effetto l’attenzione al vero brand safety, cioè all’eliminazione di tutti i contenuti dannosi per il brand e non solo quelli “inaccettabili”  rinforzando l’attuale trend verso il “Brand Care” (cosi tanto spinto da molti grandi buyers come P&G).
  • Inoltre, una maggiore attenzione al contestuale porterà ad un maggiore focus sui premium publisher secondo la logica che se non posso comprare ovunque “i cookies che voglio”, comprerò le qualified audience di premium publisher che creano contenuti premium per attrarre quella determinata audience.

Come secondo trend, già evidente dall’aumento dei casi in cui grandi brand si dotano della propria DMP per i loro progetti di digital activation, brand/agenzie con accordi diretti tenderanno ad investire per creare i propri 1st party profiles e ad attivare i propri dati (controllando la fonte dei dati e la modellizzazione dei propri profili).

Nell’insieme dei dati di 1st party ci saranno anche gli interessi dimostrati nella navigazione dei propri clienti/prospect per cui la analisi contestuale diventerà anche base fondamentale di “1st Party Interest profiles”.

Behavioural targeting con profili cookie di 3rd party continueranno ad essere importanti nelle pianificazioni ma con una più attenta selezione dei players, degli effettivi risultati di perfomance incrementale e con il possibile rischio di riduzione di volumi di cookie disponibili.

Una maggiore attenzione al “contestuale di qualità” e alla “personalizzazione” della selezione del contesto porterà ad una maggiore sensibilità sulla qualità delle tecnologie usate in questo ambito. Tecnologie a Keywords che offrono solo media precision e solo per categorie standard faticheranno rispetto a tecnologie “full semantic” (Natural Language Processing con reti semantiche cognitive) che hanno massima precisione anche nella massima personalizzazione e che sono la base anche di estrazione di molteplici dati di pagina per 1st party profiling.

Targeting contestuale: ADmantX lancia la nuova tassonomia con oltre 1.200 categorie

ADmantX, azienda specializzata nella profilazione dell’audience basata su una tecnologia contestuale, ha annunciato il lancio della sua nuova tassonomia aggiornata con oltre 1.200 categorie, che offre a editori, inserzionisti e aziende ad tech l’accesso a un targeting ancora più granulare.

Disponibile da giugno per i clienti di ADmantX, la tassonomia aggiornata include le 698 nuove categorie di IAB Tech Lab che si sommano a ulteriori espansioni di categorie in aree di grande interesse per la comunicazione. Per esempio, aumenta la granularità in categorie quali Business & Finance (tipi di investimenti, nuove forme di pagamento, cripto-valute, settori industriali verticali dettagliati, ecc.), Style & Fashion, Music & Audio (dettagliata lista di generi musicali), Eventi (24 nuovi tipi di eventi), Health & Fitness (con categorie su Healthy Living e aumento delle categorie di ambito medico), Sport, Automotive, Video Gaming (tipi di giochi), Technology & Computing (nuove categorie di tendenze tecnologiche come intelligenza artificiale e wearable), Television & Movies (ampia lista di generi cinematografici e televisivi) e Travel.

Grazie alla sua tecnologia di Natural Language Processing (NLP), la tassonomia di ADmantX include (unica nel mercato) anche la capacità di rilevare le emozioni sollecitate nel lettore a livello di pagina (oltre al sentiment generico) come amore, passione, tristezza, ecc.

“Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy (GDPR), il targeting contestuale granulare è un’alternativa chiave e la nostra nuova tassonomia, combinata con i nostri segmenti contestuali ottimizzati già esistenti, consentirà una maggiore precisione e flessibilità a tutti i nostri clienti nel targeting degli annunci e nella sicurezza del marchio”, commenta Giovanni Strocchi, Ceo di ADmantX. “Il lancio della nuova tassonomia in tempi brevi è il risultato della nostra esclusiva tecnologia cognitiva semantica basata su NLP, che capisce il vero significato della pagina con una precisione ineguagliabile e non ha bisogno di un lungo processo di riduzione degli errori, come è necessario con i tradizionali motori basati sulle keyword.”

Non solo: segmenti contestuali più dettagliati costituiranno anche, secondo Strocchi, “un vantaggio chiave per i numerosi clienti, aziende e agenzie, che oggi utilizzano le nostre soluzioni per il loro 1st party profiling/ECRM e per la creazione dei loro modelli di interazione digitale con il cliente finale“.