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Rockin’1000, la campagna unisce OOH e mobile grazie al programmatic

Numeri importanti per la campagna DOOH sviluppata da Grandi Stazioni Retail e Adform per la rock band Rockin’1000, in occasione di Rockin’1000 That’s Live. Il quarto evento italiano della band ha visto esibirsi all’unisono 1.500 musicisti sabato 21 luglio presso lo Stadio Artemio Franchi di Firenze, con la partecipazione straordinaria di Courtney Love e il Maestro Peppe Vessicchio.

La campagna realizzata da Grandi Stazioni Retail per Rockin’1000, on air per due settimane dal 26 giugno 2018 al 9 luglio, ha visto il coinvolgimento di Adform in qualità di partner tecnologico per la realizzazione di un’iniziativa di proximity marketing volta a promuovere l’evento. L’operazione ha voluto coniugare il DOOH con il mobile e la prossimità al cliente facendo leva su 355 impianti GoTv, 8 Maxi Led e 108 Digimupi, nonché sulla piattaforma lato acquisto di Adform.

L’attività di coinvolgimento e ingaggio del target è avvenuta sia sui canali social di Rockin’1000 che nei luoghi fisici: i viaggiatori in passaggio dalle stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Bologna Centrale, Roma Termini e Firenze Santa Maria Novella, hanno potuto approfittare di una promozione esclusiva a loro dedicata sull’acquisto dei biglietti per Rockin’1000, attraverso mobile e QR code. Navigando su internet con il proprio smartphone all’interno delle stazioni e cliccando sul banner di Rockin’1000 comparso sullo schermo, gli utenti hanno potuto accedere alla pagina con gli sconti sul sito di prevendite online ufficiali www.mailticket.it.

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L’intera operazione è stata eseguita utilizzando la piattaforma di Adform che ha integrato la sua DSP nei sistemi di inventory di Grandi Stazioni Retail, consentendo a Rockin’1000 di selezionare le posizioni Out of Home su cui desideravano investire sulla base di ciascuna impression. La soluzione hyperlocal targeting offerta da Adform permette di targetizzare il punto fisico sia attraverso l’indirizzo, sia attraverso latitudine e longitudine: grazie alla tecnologia basata su GPS, infatti, alla location fisica viene applicato un raggio intorno al quale è possibile intercettare i device in tempo reale, consentendo in questo modo di raggiungere un target mirato e geolocalizzato.

La sinergia tra la soluzione di DOOH e le campagne di proximity marketing, gestite tramite la piattaforma di Adform, ha portato ad un risultato di 1.500.000 impression prevalentemente su mobile e in-app erogate ad oltre 8,5 milioni di contatti esposti alla campagna DOOH.

«La tecnologia è di fondamentale importanza quando si tratta di raggiungere e analizzare le campagne digital, siamo stati i primi ad affacciarci in questo settore già nel 2016, e grazie alle capacità della nostra piattaforma e delle nostre soluzioni abbiamo stretto collaborazioni importanti contribuendo in prima linea allo sviluppo del mercato del DOOH in Italia – afferma Valeria Mazzon, Country Manager Adform Italia -. Siamo lieti di essere stati scelti ancora una volta come partner tecnologico da Grandi Stazioni Retail, realtà leader sul territorio italiano, confermando Adform come piattaforma di fiducia per l’implementazione di campagne di successo».

Brand care, da Adform e ADmantX un nuovo approccio alla brand safety

Quello della brand safety, oggi, è un tema che sta impegnando particolarmente gli operatori dell’industry digitale.

Per iniziare un percorso consapevole sulle misure da attuare per una corretta strategia di brand safety, ADmantX, azienda specializzata in contextual targeting e brand safety avanzati e in soluzioni di first-party profiling, e Adform, piattaforma ad-tech full stack indipendente e aperta, hanno organizzato la scorsa settimana un incontro rivolto ad agenzie e centri media per approfondire il tema e individuare alcune soluzioni utili per adempiere alle attività quotidiane di pianificazione.

Nel corso dell’evento, i partecipanti hanno posto l’accento sulla mancanza di una definizione comune e univoca di brand safety, e chiesto risposte su come identificare il corretto livello di brand safety nelle strategie di pianificazione dei loro clienti. Da qui sono stati identificati diversi elementi che concorrono a costruire una strategia di cura del brand: l’attribuzione delle responsabilità tra editori e buyer, l’importanza e il valore che l’azienda attribuisce alla protezione del brand e il livello di equilibrio tra delivery e sicurezza. In particolare, però, è l’identificazione del livello di brand safety che gioca un ruolo importante nella strategia.

A tal proposito, ADmantX individua un primo livello che fa leva sull’uso di whitelist o blacklist che portano all’esclusione di domini pericolosi a beneficio dell’inclusione di domini sicuri, e un secondo livello dove si vanno a creare categorie pressoché universali e condivise di tematiche inappropriate (violenza, pornografia, linguaggio violento etc.) da escludere a livello di pagina web. Ma è l’applicazione del terzo livello che permette un approccio più preciso e senza sprechi al brand safety perché permette di lavorare con settori verticali o “custom brand safety segments”.

Il terzo livello è sinonimo di una ben precisa presa di coscienza del tema brand safety che porta le aziende ad affrontare il problema con una visione più precisa e maggiore consapevolezza. Un metodo più analitico che apre le porte al concetto di “brand care” che va oltre l’aspetto di protezione base per diventare cura a 360 gradi del marchio nel contesto della sua comunicazione digitale.

L’analisi ha preso in esame anche il tema delle fake news, fattore non più trascurabile nelle pianificazioni digitali. Riguardo a questo, ADmantX ha messo a punto una soluzione che combina un filtro semantico che analizza oltre 1200 web site, individua pagine e siti in cui prevalgono hate speech, razzismo e discriminazioni, e li esclude da ogni possibile pianificazione. Un insieme di intelligence on text e di inventory management per una protezione completa contro questo fenomeno.

«Adform, grazie a una serie di algoritmi che rilevano ed escludono attività fraudolente delle nostre piattaforme, crea da sempre un ambiente pulito per garantire che gli annunci dei propri advertiser e brand raggiungano gli utenti in un environment sicuro. Anche negli acquisti RTB, le nostre piattaforme di DSP non effettuano alcun tipo di bid su URL ritenute non safe. Tuttavia, il contributo che un player come ADmantX può dare è fondamentale per essere allineati non solo con le esigenze di comunicazione e di pianificazione dei singoli brand, ma anche con la loro filosofia aziendale ed etica», afferma Valeria Mazzon, Country Manager Adform Italia.

«Oggi, la gestione del Brand Safety si sta sempre più spostando al “Brand Care”, dall’eliminazione di contenuti genericamente inappropriati all’eliminazione di contenuti dannosi per il brand – dichiara Giovanni Strocchi, CEO di ADmantX -. Offrire ai nostri clienti (agenzie) soluzioni avanzate di Brand Safety per la gestione del processo di protezione efficace del marchio è sempre stato uno dei nostri obiettivi principali. Solo la tecnologica Cognitiva Semantica di ADmantX permette la vera comprensione del contesto testuale ed emozionale di erogazione con la flessibilità e la precisione necessarie per lo scopo. Dalla nostra collaborazione con Adform, oltre 116 categorie di Brand Safety per tutti i settori verticali e i principali prodotti sono disponibili allo stesso prezzo della “protezione base” e, inoltre, categorie di “Brand Care” speciali possono essere create per il giorno successivo».

Coalition for Better Ads, da Adform consigli e soluzioni per essere conformi agli standard

Lo scorso 15 febbraio Google ha rilasciato una nuova versione del proprio browser Chrome con ad-blocker. Questa novità ha rappresentato un cambio di direzione nel settore dell’advertising digitale con lo scopo di garantire il giusto equilibrio tra pubblicità creativa ed esperienza utente.

Il filtro non viene applicato a tutti gli annunci ma solo a quelli non conformi agli standard proposti da Coalition for Better Ads, con l’obiettivo di eliminare i formati pubblicitari troppo invasivi sia su desktop, sia su mobile. Le direttive si applicano a elementi creativi e al modo in cui gli stessi interagiscono con il contenuto dell’editore. Inoltre, si concentrano sull’annuncio su due livelli: interazione con l’utente e posizione nella pagina. La maggior parte dei potenziali problemi legati alla user experience deriva infatti dal modo in cui gli annunci vengono visualizzati durante le costumer journey dell’utente nel sito web o su mobile.

Per aiutare i propri clienti a rispettare le direttive ed essere conformi, Adform ha realizzato una serie di linee guida per aiutare creativi ed editori a interpretare al meglio gli standard Initial Better Ads offrendo a tutte le parti coinvolte suggerimenti circa i formati pubblicitari migliori e più performanti e le soluzioni creative ottimali conformi alle nuove direttive.

Tre i principi chiave da seguire per raggiungere la conformità:

  • Non bloccare il contenuto degli editori
  • Non distrarre l’utente (non riprodurre video con audio o animazioni lampeggianti)
  • L’utente ha il controllo (non bloccare l’utente dalla chiusura di un annuncio o dalla lettura di un articolo)

Lo standard, al fine di garantire un’esperienza utente ottimale, prevede quindi l’eliminazione di annunci considerati troppo invadenti che distraggono l’utente dalla fruizione del contenuto principale della pagina. Adform, attraverso le proprie linee guida suggerisce l’alternativa adatta a ogni circostanza:

  • Gli annunci scrollover a schermo intero non sono previsti su siti web visualizzati da mobile. Il consiglio di Adform è utilizzare annunci a dimensione fissa con scroll in-line ad.
  • Gli annunci pop-up non sono previsti sia per display, sia per mobile. Il suggerimento è utilizzare annunci prestitial per display e postitial per mobile
  • Gli annunci prestitial per mobile non sono previsti. È possibile utilizzare annunci postitial con pulsante ‘Chiudi’.
  • Gli annunci postitial per mobile non sono previsti se non contengono un pulsante ‘Chiudi’ o ‘Salta’ che permetta all’utente di terminarne la riproduzione.
  • Gli annunci video possono essere riprodotti automaticamente solo se in modalità silenziosa. L’audio può essere abilitato solo dall’utente. Questo requisito è obbligatorio sia per display che per mobile.
  • Gli annunci pop-up che si azionano automaticamente durante l’attività dell’utente non sono previsti, sia per display, sia per mobile. È possibile utilizzare annunci prestitial per display e postitial per mobile. Devono inoltre sempre contenere un pulsante ‘Chiudi’ o ‘Salta’ che permetta all’utente di terminarne la riproduzione.
  • L’altezza degli annunci Large Sticky su display non deve superare i 250 px altrimenti non è conforme allo standard; su mobile invece, non deve coprire più del 30% dello schermo.
  • Qualsiasi formato con animazioni lampeggianti non è previsto dallo standard.

In questo contesto, Adform si è mossa in anticipo mettendo a punto una suite di soluzioni in grado di rispettare le nuove direttive e, dopo poco più di tre mesi dall’avvento dell’adblocker, ha potuto registrare buoni risultati ottenuti dall’implementazione di formati alternativi conformi a Chrome.

Si tratta di formati pubblicitari sviluppati per fornire strumenti di lavoro sia per creativi, sia per editori, permettendo loro di realizzare annunci conformi allo standard e rispondendo alle nuove esigenze di mercato. I formati sono realizzati per desktop e mobile e comprendono soluzioni capaci di fornire un’alternativa agli annunci di vecchia generazione troppo invasivi per la user experience dell’utente.

Per i formati Rich Media Always On, Adform ha introdotto l’ad format Sticky Bottom in sostituzione del precedente formato FloorAd. Sticky Bottom non è autoexpanding e quindi conforme con le nuove direttive, mantenendo alta visibilità e più spazio per i contenuti senza impattare l’esperienza utente.

Per i progetti speciali, Adform ha inserito il formato Skin Pushdown al posto del Masthead in Sync con Floating Fullscreen. Grazie a questo nuovo formato è possibile ottenere grande visibilità dei contenuti, facendo leva su placement skin e rendendolo maggiormente dinamico e attrattivo.

Inoltre, Adform sta testando nuovi formati High Impact, per la reservation e il PMP, con diversi publisher, tra cui: Automoto Network, Sportnetwork, Network WebSystem, Mediamond, Ciaopeople.

“Dopo l’avvento dell’adblocker, la creatività diventa di primaria importanza rispetto alla scelta dell’ad format. Adform si propone di sfruttare il prorpio know how tecnico e la conoscenza dei publisher per realizzare creatività capaci di ingaggiare maggiormente l’utente rimanendo nei limiti imposti”, afferma Valeria Mazzon, Country Manager Adform Italia. “Grazie al dipartimento Production & Design che realizza custom template con creatività innovative, siamo in grado di fornire ai clienti prodotti impattanti, creativi e performanti rispondendo alle esigenze di utenti e consumatori e alle nuove richieste di mercato”.

Il 13 giugno a Roma si parla di Programmatic con Adform e Digital Angels

Lo stato dell’arte e gli sviluppi attesi dello scenario ad-tech sono al centro di “Let’s HITalk About… Programmatic Advertsing“: un confronto a due che si svolgerà mercoledì 13 giugno a Roma presso la sede di LVenture Group, holding di partecipazioni che investe in startup digitali, in via Marsala 29.

L’evento si colloca all’interno della manifestazione Let’s HITalk About”, format di approfondimento, discussione e condivisione su innovazione digitale e imprenditoria giovanile. In questo caso il topic degli interventi sarà focalizzato sul Programmatic Advertising e ne discuteranno insieme Piermario Tedeschi, Managing Director di Digital Angels e Antonello Sessa, Agency Sales Manager di Adform, piattaforma ad-tech full stack indipendente e aperta che serve agenzie media, trading desk, brand ed editori.

Durante l’evento, i due relatori si alterneranno sul palco per presentare l’ecosistema del Programmatic in Italia. Uno speech snello e veloce per capire innanzitutto cos’è davvero il Programmatic e per entrare nel dettaglio delle piattaforme, delle strategie e di tutte le technicalities.

L’evento inizierà alle 18:30 ed è gratuito, previa registrazione.

 

Cinque strategie vincenti per l’ottimizzazione delle campagne in Programmatic

Uno studio di Publicis Groupe Zenith di fine 2017, prevede che entro il 2019 circa i due terzi di tutto il digital display advertising saranno pianificati in modalità programmatica e raggiungeranno circa gli 84,9 miliardi di dollari. Il mercato del Programmatic, quindi, promette di affermarsi e crescere ancora di più di quanto già non stia facendo in questi anni. Diventa quindi fondamentale capirne non solo i meccanismi ma essere in grado di calibrare un adeguato mix di ottimizzazioni tecniche per permettere di raggiungere gli obiettivi di performance con qualsiasi tipologia di budget. Partendo dalla nostra esperienza e dai nostri tool, in questo articolo vogliamo condividere alcune delle tecniche e funzionalità disponibili nelle DSP per gestire al meglio le campagne di programmatic.

1. Utilizzo di dati di prima, seconda e terza parte

Rivediamo prima insieme cosa si intende per dati di prima, seconda e terza parte: i dati di prima parte sono tutti dati proprietari dell’inserzionista, raccolti attraverso cookie sul sito e che riescono a tracciare le azioni compiute dagli utenti durante la navigazione del sito. I dati di seconda parte, sono invece dati di prima parte di un altro player provenienti direttamente da quest’ultimo, ad esempio dati provenienti da campagne online (social, display, ecc.). Infine i dati di terza parte sono dati che vengono raccolti, raggruppati, arricchiti e rivenduti da data provider indipendenti.

L’utilizzo di questi dati nelle DSP permette di colpire le audience con maggiore precisione.  Ad esempio, un tipo di strategia consiste nell’utilizzare dati di prima parte collezionati sul sito dell’inserzionista attraverso i pixel di conversione presenti in piattaforma, in combinazione con quelli di terza parte acquistati a CPM per targetizzare solo utenti che hanno effettuato determinate azioni sul sito e/o che hanno attributi particolari (genere, età, interessi, ecc.)

2. Target Geografico

Un altro metodo efficace per raggiungere una specifica audience è quello del targeting geografico che permette di mostrare annunci pubblicitari limitatamente a paesi e città in cui servizi e prodotti offerti sono disponibili. Nel nostro caso specifico, la nostra piattaforma viene riconosciuta perché offre diversi tipi di targeting geografico:

  • Geo & Zip code: per raggiungere aree geografiche specifiche, la piattaforma permette di targettizzare l’utente non solo per Paese, regioni e città, ma anche in determinate zone delle città attraverso l’inserimento degli Zip Code (CAP).
  • Hyperlocal targeting: questa funzionalità permette di targetizzare utenti in real-time, in base alla posizione rilevata dal GPS del device utilizzato. L’Hyperlocal targeting può essere utilizzato in più modi, ad esempio introducendo delle coordinate di latitudine e longitudine, uno o più indirizzi fisici, o, semplicemente, utilizzando la funzione di pin nella mappa direttamente in piattaforma; per ogni location si può definire un raggio per delimitare un’area precisa entro cui gli annunci saranno mostrati. Tale approccio (definito proximity targeting o GEO fencing) è particolarmente vantaggioso per chi volesse mostrare i propri annunci ad utenti sui loro mobile device e che si trovano nelle vicinanze di un negozio o altra attività commerciale (Drive to Store).

In aggiunta, utilizzando la tecnologia di Cross-device disponibile nella nostra piattaforma è possibile tracciare e targettizzare lo stesso utente anche quando è loggato su più dispositivi con conseguente massimizzazione del budget investito.

3. Creatività Dinamiche (Dynamic Ads)

L’approccio Data-driven dei Dynamic Ads utilizza segnali raccolti dal brand e i vari media partner per poter mostrare agli utenti creatività che vengono dinamicamente assemblate in base all’audience, il contesto e l’ambiente in cui vengono visualizzate. I Dynamic Ads rendono facile e veloce lo storytelling e la personalizzazione di messaggi pubblicitari scongiurando l’approccio “one fits all”, permettendo anche di risolvere una moltitudine di problemi legati all’ottimizzazione di asset creativi e culminando in un sostanziale miglioramento dei flussi operativi. Ad esempio, ad utenti che hanno navigato sul sito si possono mostrare offerte relative al prodotto o servizio visualizzato e per utenti in una certa area geografica andare a mostrare annunci personalizzati senza dover creare una versione apposita per ciascuna offerta.

4. Brand Safety

Sul tema della protezione del proprio brand si è molto dibattuto in questi mesi: è un argomento molto importante che ha spinto tutti gli operatori a mettere a punto soluzioni a tutela della brand safety. Adform è stata da subito in prima linea in questo campo:  per quanto riguarda l’acquisto RTB, le nostre piattaforme di DSP non effettueranno alcun tipo di bid su URL ritenute non-safe. E lavoriamo affinché la funzionalità di Brand Safety sia attivata per ciascuna campagna attraverso l’utilizzo di dati collezionati dalla nostra piattaforma (whitelist e/o blacklist) oppure quelli di dati di terze parti: DoubleVerify, ADmantX, Grapeshot, IntegralAds, BatchMedia, e comScore.

5. Ottimizzazioni di campagne RTB

Ma il lavoro su una campagna in Programmatic non si può dire terminato con il set up delle campagne e funzionalità di targetizzazione. Il monitoring delle performance in base ai KPI definiti in fase di setup presenta ulteriori sfide da affrontare. Di seguito alcuni suggerimenti per l’ottimizzazione, che consigliamo di applicare effettuando sempre una modifica alla volta, per comprendere con esattezza quali di essi si rivelano più adeguati a conseguire i propri obiettivi:

  • Audience: abbiamo già visto come targetizzare annunci su un pool specifico di utenti. Per aumentare la probabilità di raggiungere queste audience, consigliamo l’utilizzo dei bid multiplier per incrementare il bid su un set specifico di utenti. Ad esempio, se la strategia richiede di aumentare le vendite da smartphone, l’utilizzo di bid multiplier a livello di audience permette di alzare il bid solo per gli utenti che utilizzano dispositivi mobili.
  • Inventory: consigliamo sempre il monitoring puntuale della performance di ogni media in modo da poterli inserire in blacklist qualora non raggiungano determinati KPI quali viewability, CTR o anche conversion rate.
  • Dynamic: l’utilizzo di creatività dinamiche richiede una sinergia continua tra centro media e agenzia creativa in modo da ottimizzare gli asset creativi in base alle performance e al fine di targetizzare in maniera immediata in base alle offerte attive su determinate aree geografiche, audience o tracking point.

[Videointervista] Adform al Programmatic Day(s): «La nostra missione è fornire un ambiente sicuro per i marchi»

Come funziona il Programmatic per le aziende e quali benefici può portare? Sul palco di Programmatic Day(s) ce lo hanno raccontato Valeria Mazzon, Country Manager di Adform e Andrea Stefanini, Analytics and Digital Operations Manager di DeAgostini Publishing.

I due manager hanno illustrato come la loro collaborazione è nata e si è evoluta nel tempo, forte del valore aggiunto costituito dall’offerta full stack di Adform. La collaborazione tra le due società è nata nel 2013 ed è parte di una più ampia strategia di digital trasformation messa in atto dall’azienda di collezionabili. «Essere proprietari di tutti i pezzi della filiera è il nostro plus- ha affermato la Country Manager- Operare in full stack riduce la dispersione in termini di tempo e utilizzo del dato. Automatizzazione e dati sono necessari, ma fanno la differenza se combinati con la giusta creatività».

Intervistato sul palco, Stefanini ha raccontato come nel canale D2C dell’azienda i numeri degli abbonamenti ai collezionabili siano cambiati: oggi vengono fatti su telefono, coupon, ma all’80% su Internet, un dato significativo e quindi decisivo per attrarre quanti più clienti, anche nei mercati di nicchia. Inoltre ha accennato alle barriere interne che l’azienda si è trovata a dover superare per sviluppare la sua strategia programmatica, ricordando: «Penso che in aziende con forte tradizione off line ci sia un naturale scetticismo nei confronti delle nuove tecnologie: nel nostro caso abbiamo un team forte sul prodotto e la distribuzione, sul lato digitale invece abbiamo dovuto imparare. Il Programmatic non si improvvisa e noi ci siamo impegnati per studiarlo. Gli obiettivi della nostra pianificazione media oggi sono due, ovvero ampliare le reach delle campagne e spostarsi su un modello di buying Audience Based.

Infine, Mazzon ha commentato uno dei principali trend del mercato ad tech, tema portante della due giorni di evento: la fiducia nei confronti del Programmatic. A tal proposito, la Manager ha posto l’accento su alcune delle iniziative che i player di settore stanno mettendo in campo per togliere di dosso al Programmatic quell’alone di “incertezza” che lo circonda: «Non basta spostare il budget sul Programmatic – ha ricordato – Una campagna va pensata per il Programmatic con tutti i KPI dell’azienda, per guidare all’acquisto. La mission di Adform è quello di fornire un ambiente sicuro per brand e investitori. Per questo abbiamo messo in campo una suite di strumenti antifrode. Non si tratta solo di un semplice algoritmo, ma abbiamo investito sulla parte tecnologica e su risorse umane, che leggono i dati e sanno sventare le frodi. Oggi la situazione è positiva e chi si avvicina al Programmatic può stare tranquillo, adesso che il “traffico sporco” è sotto controllo».

Guarda la videointervista a Valeria Mazzon e Andrea Stefanini, a margine del loro intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Adform, accordo con Id-Entity per fornire soluzioni ad-tech alle PMI

Id-Entity, gruppo attivo nell’ideazione, produzione e gestione di contenuti e servizi di comunicazione digitale, si allea con Adform per offrire anche alle micro imprese, ai commercianti e ai liberi professionisti italiani l’accesso al programmatic su un network di siti premium e app, per pianificare campagne di comunicazione a livello locale.

Grazie a questo accordo, i marchi locali potranno utilizzare la piattaforma per pianificare, anche con budget contenuti, campagne di comunicazione iper-locali su un target mirato e ipersegmentato e sui siti, testate online e applicazioni.

“Un nuovo progetto, dalla grande forza commerciale, che si avvale delle nuove frontiere tecnologiche applicate alla pubblicità per rendere il mondo del programmatic accessibile non solo
alle grandi imprese, ma anche agli esercenti e professionisti interessati a migliorare la propria visibilità a livello locale”, ha commentato Christian Traviglia, fondatore di Id-Entity, “Una proposta innovativa che inizieremo a vendere in Italia con la nostra offerta dedicata alle PMI, “Fatti trovare”, e che consolida il nostro posizionamento nella comunicazione digitale locale. Id-Entity con questo accordo si conferma tra le società del settore più attente e attive nel fornire soluzioni innovative e all’avanguardia alle PMI e alle piccole attività”.

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Christian Traviglia

Il software inoltre geo-localizza l’utente e durante la navigazione segnala, con dei banner promozionali e altre soluzioni di display, le offerte dell’inserzionista locale più vicino, così da attirarlo nel negozio o nel suo esercizio commerciale. La nuova offerta Id-Entity e Adform è integrata anche con i principali fornitori dati, che consentono di selezionare i destinatari della comunicazione secondo gli interessi, le caratteristiche sociodemografiche e le intenzioni di acquisto.

“Adform, da sempre focalizzata a fornire i migliori strumenti di pubblicità digitale a livello globale, grazie all’accordo con Id-Entity, è in grado di dare supporto anche alle PMI per le proprie attività di comunicazione”, dichiara Julien Gardès, Vice Presidente Sud Europa Adform, “Grazie alla flessibilità delle proprie piattaforme, Adform risponde alle diverse esigenze dei clienti in tutto il mondo, fornendo i sistemi migliori per raggiungere i propri obiettivi di business”.

Viewability, il Media Rating Council americano potrebbe rivedere i propri standard

Mentre la industry americana si interroga su nuovi possibili standard per la viewability, Salesforce acquisisce una società per 6,5 miliardi di dollari e Adform annuncia una serie di nomine internazionali.

Il MRC americano rivede i propri standard sulla viewability

Il Media Rating Council (MRC) americano ha intenzione di rivedere i propri standard sulla viewability. Attualmente l’associazione considera “visibile” un annuncio se sono a vista almeno il 50% dei suoi pixel per un secondo (nel caso di pubblicità display) o per due secondi consecutivi (nel caso di spot video). Adesso, tuttavia, la MRC starebbe considerando di portare la percentuale di pixel visibili al 100%, come già qualche anno fa avevano auspicato varie grandi aziende e agenzie come Unilever e GroupM. Leggi di più su MediaPost.

Salesforce punta all’integrazione dei dati con una nuova acquisizione

Salesforce ha acquisito Mulesoft, società specializzata nella creazione di reti capaci di connettere app, dati e dispositivi. L’operazione, per cui Salesforce ha sborsato 6,5 miliardi di dollari, è legata alla creazione di una nuova Integration Cloud, che consentirà alle aziende di mettere insieme i dati su un determinato utente indipendentemente dal luogo in cui vengono prodotti, per migliorare l’offerta di servizi personalizzati al consumatore. Leggi di più su MarTech Today.

Cambi al vertice per Adform

Adform ha ufficializzato una serie di cambi al vertice a livello internazionale. A seguito dell’uscita del CRO Jay Stevens, che lascia la società per motivi familiari, Oliver Whitten, prima COO di Adform, assumerà adesso anche la responsabilità globale delle revenue dell’azienda, del business operativo e del marketing. Adform ha anche nominato Holger Mews nuovo CRO della società. Leggi di più su The Drum.

Valeria Mazzon nuova Country Manager per l’Italia di Adform

Dopo aver conferito ad Alfonso Mariniello un ruolo internazionale, Adform ufficializza la nuova stuttura italiana, ufficializzando il nome della nuova Country Manager per il nostro Paese.

E’ Valeria Mazzon, già Platform Solution Director Southern Europe della società ad tech. A partire dal 2 aprile, la manager guiderà il mercato italiano e lo sviluppo del business dell’azienda con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento full stack e global.

Valeria Mazzon ha iniziato il suo percorso professionale in Adform nel 2016 entrando alla guida del team Operation per consolidare l’area di Client Service locale. Ha poi abbracciato successivamente il ruolo di Platform Solution Director Southern Europe, apportando miglioramenti ai processi di business e comunicazione interna e rafforzando la squadra di consulenti dedicati di Adform nelle aree di riferimento. “Grazie alla vasta esperienza nelle relazioni con clienti, centri media ed editori e nell’organizzazione dei servizi, Valeria ha contribuito a potenziare la capacità di Adform di posizionarsi sul mercato come partner privilegiato per affrontare le nuove sfide legate alle tecnologie del settore digital”, spiega la società in una nota ufficiale.

Prima di entrare in Adform, Mazzon ha maturato una solida esperienza manageriale e commerciale in aziende multinazionali e concessionarie pubblicitarie: è stata Go To Market Manager di Casa.it e precedentemente ha ricoperto per dieci anni ruoli manageriali in Yahoo! Italia, inizialmente per costituire e consolidare il team di Operation, e, in seguito, ricoprendo la carica di Head of Solution Development con la responsabilità di armonizzare l’offerta commerciale della concessionaria di pubblicità per prodotto e industry. Ancor prima è stata Sales Marketing Manager in Lycos Europe, e Marketing Manager in Eurosport.

«Sono orgogliosa e soddisfatta della scelta premiante di continuità effettuata dall’azienda – commenta la manager -. L’Italia rappresenta da sempre un territorio di sviluppo importante per la nostra società e sono lieta di poterne guidare il rafforzamento e la crescita. Il mercato italiano ha dimostrato in questi anni la sua dinamicità nell’adozione di nuovi strumenti di gestione dell’advertising online – pensiamo solo al Programmatic Outdoor – e la capacità di guardare al customer journey del consumatore grazie all’efficacia nella gestione del dato. In questo Adform si posiziona come player innovativo in grado di fornire ai clienti soluzioni integrate e all’avanguardia per rispondere alle diverse esigenze di un mercato sempre più in evoluzione».

«In qualità di Country Manager – prosegue – mi attendono sicuramente sfide impegnative come lo sviluppo del business locale in armonia con la continua espansione globale dell’azienda ed il consolidamento della qualità del servizio ai nostri clienti ed agenzie. In questo, il supporto del team di professionisti qualificati ed esperti di Milano, insieme a quello dei team global, costituiscono un’eccellente base di partenza per rafforzare la quota di mercato di Adform in Italia».

Julien Gardès, Adform: «Il DOOH tra le nostre priorità nel 2018, anche in Italia»

Se c’è un mezzo che più di ogni altro, oggi, sta catalizzando l’attenzione del mercato, anche in chiave digitale e programmatica, quel mezzo è l’Out-of-Home.

Un mezzo che conta già numeri importanti: uno studio di Research & Markets stima che il Digital OOH raggiungerà i 26,2 miliardi di dollari entro il 2023 a livello globale, e una ricerca di PQ Media rileva che l’esposizione dei messaggi pubblicitari questa modalità nel corso del 2018 si attesterà su una media di 21 minuti. E il fatto che IAB abbia costituito un gruppo di lavoro totalmente dedicato all’affissione digitale e abbia recentemente pubblicato un glossario dedicato ai suoi termini che lo contraddistinguono, non fa che confermare l’importanza che tale canale sta assumento anche a livello di industry.

E grazie alla possibilità di integrazione di dati e informazioni (location data da mobile, rilevamento facciale, condizioni meteo, eventi sportivi e molto altro ancora), il DOOH è da qualche tempo un mezzo su cui la pubblicità viene acquistata anche in modalità programmatica.

L’impegno di Adform nel DOOH

Tra le società che per prime hanno introdotto nel mercato le prime campagne in Programmatic Out Of Home c’è Adform, che con Grandi Stazioni Retail ha realizzato una campagna che ha coinvolto alcune delle maggiori stazioni ferroviarie italiane (e che oggi si sta estendendo anche su altre stazioni dell’alta velocità).

Nel corso dello scorso anno, l’impegno di Adform verso il DOOH si è intensificato sia a livello internazionale, attraverso un accordo con la media company tedesca Ströer, sia a livello locale. In Italia Adform ha avviato partnership con alcuni dei principali operatori per fornire le proprie soluzioni per la gestione di campagne DOOH. Tra queste, Moving Up, con cui Adform collabora per le pianificazioni sui circuiti Clear Channel e Telesia, per cui Moving Up è digital company ufficiale. Grazie alle attività avviate da Moving Up nell’ultimo anno è possibile oggi misurare tramite un approccio hardware e software la quantità di persone potenzialmente esposte per tutta la durata di uno spot (OTS) e di tracciarne e misurarne i volumi in real time direttamente all’interno della piattaforma full stack di Adform.

Anche Xaxis, l’outcome media company di GroupM, e Kinetic, agenzia specializzata nella pianificazione OOH, hanno iniziato già da fine 2017 a sfruttare la DSP di Adform per offrire ai propri clienti la possibilità di pianificare gli schermi digitali del mondo out-of-home in programmatic. Aeroporti, metropolitane, stazioni e centri commerciali sono alcuni dei luoghi raggiungibili che beneficiano di tutti i vantaggi della gestione in programmatic, come la possibilità di pianificare per singolo giorno o fascia oraria e utilizzare più soggetti creativi, novità assolute per il mondo OOH.

«Essere stati i first mover in questo settore che nel 2016 si affacciava timidamente sul mercato, ci ha premiato permettendoci di diventare i partner di riferimento di agenzie, brand e media company – dichiara Julien Gardès, VP Southern Europe Adform -. La tecnologia è alla base dei successi delle campagne di DOOH: la nostra piattaforma, insieme al servizio di accounting d’alto profilo che da sempre ci contraddistingue, hanno dimostrato di poter far fronte alle nuove sfide del digitale».

DOOH una priorità per Adform anche nel 2018

E questo mezzo rimarrà prioritario per la società ad tech anche quest’anno, come conferma Gardès a Programmatic Italia: «Il DOOH resta una nostra priorità, a livello globale e locale, e ci auguriamo di continuare a poter collaborare con operatori come Grandi Stazioni e Stroer, così come con partner locali come Moving Up e Xasis. Pertanto continueremo a porre grande attenzione sull’evoluzione delle tecnologie che stanno alla base del digital signage».

Il nostro Paese si conferma strategico per Adform, con performance dinamiche grazie alle quali la società ha potuto concludere positivamente l’esercizio 2017: «Abbiamo chiuso un 2017 al di sopra dei target prefissi, segno di un forte dinamismo di Adform Italia e del mercato italiano – ci ha detto il manager -. L’Italia resta uno dei mercati chiave del successo di Adform e puntiamo a continuare lo stesso trend nel 2018 valorizzando la nostra offerta full stack e creando soluzioni per sostenere i nostri interlocutori – advertiser e publisher – ad affrontare le nuove sfide del mercato, come ad esempio Google Chrome Adblock».

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