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Adform riceve un investimento strategico dal fondo GRO Capital

Nuova iniezione di capitali per Adform: la piattaforma ad-tech indipendente ha annunciato un round di investimenti da parte del fondo danese GRO Capital, che diventa inoltre un nuovo azionista della società e collaborerà con l’attuale shareholder VIA equity e il management team di Adform nello sviluppo ulteriore dell’attività della società nel settore del Programmatic Advertising.

Il contesto di incertezza globale presente nell’ecosistema pubblicitario non ha impedito ad Adform di ottenere questo finanziamento strategico, che segnala un futuro positivo per il comparto ad tech, come sottolinea la nota stampa: “L’investimento consente ad Adform di offrire un’alternativa trasparente ai walled garden dei grandi operatori tecnologici” scrive la società basata a Copenaghen in un comunicato.

La società ad-tech è da tempo in controtendenza rispetto alla pratica di crescita attraverso acquisizioni, a favore, invece, della costruzione della propria piattaforma tecnologica in-house. L’obiettivo di Adform è quello di offrire una proposta completa di buy-side su trading, dati e creatività. “L’approccio ‘built as one platform’ – prosegue la nota – ha consentito ad Adform di definire la Integrated Advertising Platform (IAP) come una nuova categoria capace di affrontare direttamente molte delle questioni critiche all’interno dell’ecosistema odierno del digital advertising. La Integrated Advertising Platform è costituita da strumenti che supportano l’intero processo di pianificazione digitale a partire dall’Ad Serving e dalla creatività, seguiti dall’attivazione attraverso la Demand Side Platform con ulteriori targeting e insight possibili attraverso la Data Management Platform“.

Nell’ambito dell’investimento, GRO Capital entra nel Consiglio di amministrazione di Adform con Lars Dybkjær (Managing Partner in GRO Capital), Lars Lunde (Partner di GRO Capital) e Torben Munch (ex CEO di Itiviti Group AB e COO di SimCorp A/S). Munch assumerà inoltre il ruolo di Chairman.

Adform negli ultimi 12 mesi ha continuato inoltre la propria espansione con l’apertura di uffici in sette nuovi mercati, tra cui: Dubai, Australia, Sud Africa, Giappone, Estonia, Romania e Cina. Ad oggi, la società è cresciuta fino a contare circa 850 dipendenti, e opera in 27 paesi, espandendosi per servire clienti globali e attrarne nuovi internazionali.

“Siamo molto entusiasti della partnership con GRO Capital e non vediamo l’ora di collaborare per realizzare la nostra visione comune, offrendo a grandi inserzionisti, agenzie e publisher la nostra piattaforma software leader nel campo di dati, creatività e trading”, dichiara Gustav Mellentin, CEO e co-founder di Adform. “GRO Capital rappresenta una combinazione unica di capitale e competenze capaci di supportarci nel nostro percorso per diventare il principale fornitore ad-tech full-stack indipendente con un impatto globale”.

“Abbiamo seguito Adform per molti anni e siamo rimasti molto colpiti dalla sua base di prodotti e clienti che include alcuni dei più grandi inserzionisti e agenzie a livello globale. Questo investimento è perfettamente in linea con la strategia di GRO Capital di investire in società tecnologiche eccezionali a supporto delle loro ambizioni di trasformazione e crescita”, afferma Lars Dybkjær, Managing Partner di GRO Capital. “Gustav Mellentin ha costruito una squadra molto forte e ha assemblato un gruppo di individui altamente qualificati e ambiziosi. Siamo davvero impazienti di aiutare il team a sfruttare i punti di forza esistenti per far leva sulla loro posizione privilegiata di software provider full stack indipendente con un elevato livello di trasparenza, standard leader di sicurezza e privacy, e un forte supporto ai clienti”.

In Italia la società, che giovedì ha visto l’Enterprise Sales Director Michele Salani partecipare come speaker al Programmatic Day, ha recentemente annunciato una riorganizzazione del team locale con l’ingresso di Michela Passera e Alessandra Viganò nell’area sales.

 

Programmatic, nuove frontiere: dall’audio all’AI fino alla creatività

Se la crescita del programmatic advertising sta attraversando un fisiologico rallentamento del ritmo su Internet, sono alte le aspettative che il mercato nutre verso l’ingresso dell’ad tech nei mezzi “tradizionali”: in particolare out of home, tv e audio.

Su quest’ultimo aspetto in particolare si è concentrato l’intervento al Programmatic Day 2019 di Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, società che sta investendo in questo settore con il brand VoiceMax.

Secondo la manager, il mercato dell’audio è di fronte a «uno tsunami chiamato audio on demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare». Dal palco del Programmatic Day, Cristina Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia.

Nel nostro Paese i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e brand.

Cristina Pianura
Cristina Pianura

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha lanciato sul mercato VoiceMax: un brand che nasce su tecnologia spreaker e che vanta già un bacino di download di podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili sia in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz sia in reservation. «I podcast si ascoltano soprattutto in casa, il che vuol dire che sottraggono tempo alla tv, alla radio ma anche a internet, rappresentando così un nuovo ambiente dove poter incontrare gli utenti», ha detto ancora Pianura.

Anche per Michele Salani, Enterprise Sales Director di Adform, l’esigenza di uscire da una logica a silo per diventare un approccio capace di applicarsi a nuovi ambiti media è una delle nuove frontiere del mercato programmatico, insieme ad altri importanti temi come l’Intelligenza Artificiale e il rapporto tra dati e creatività. Secondo il manager, «la pubblicità guidata dai dati sta vivendo un importante punto di svolta: il suo ruolo è ormai riconosciuto non solo da inserzionisti ed editori ma anche dalle istituzioni» (vedi le nuove regolamentazioni sul settore come il GDPR), ed essa si trova ormai chiamata ad affrontare importanti responsabilità, come quella di trovare il giusto equilibrio tra i bisogni degli inserzionisti, degli editori e degli utenti, garantendo affidabilità, trasparenza e fiducia.

Michele Salani
Michele Salani

La tavola rotonda con HyperTV, Viralize, Ogury, Italiaonline e IAS

Sempre in tema di nuove frontiere dell’ad tech, un tema molto caldo è quello della “programmatic creativity”, in cui dati e automazione entrano in gioco per personalizzare il messaggio pubblicitario in tempo reale, sulla base delle caratteristiche dell’utente e del contesto. Un possibilità raccolta da HyperTV, società nata a Roma nel 2011 con base anche a New York. «La nostra soluzione», ha spiegato il Founder & Ceo Claudio Vaccarella, «brevettata a livello europeo, è costituita da una sovrapposizione di layer fatta in maniera dinamica, una sequenza di frame con elementi di interattività, elementi indispensabili oggi per coinvolgere e catturare l’attenzione dell’utente. Grazie alla raccolta di informazioni di profilo e di contesto, la soluzione di HyperTv è in grado di generare contenuti in tempo reale alla chiamata dell’ad server, dimostrandosi così la sua efficace per la realizzazione di creatività sempre più targettizzate».

Occhi puntati sul video, innanzitutto, sempre più al centro dell’interesse del mercato, come ha dimostrato la recente acquisizione da parte di Vetrya del 100% del capitale di Viralize, start up italiana specializzata nella distribuzione online di video pubblicitari. «L’ottimo andamento del video ha permesso a Viralize di crescere fino al 100% di anno su anno», ha detto la Sales Director Greta Gilardi. «Oggi stiamo sviluppando la nostra offerta per intercettare la crescita di domanda di soluzioni “data driven” con la nostra DMP, sul mercato da un paio di anni, e presto con nuove soluzioni che l’ingresso in Vetrya, una realtà con grandi competenze in tema di dati, ci permetterà di lanciare sul mercato». In merito alla DMP, «la novità del 2019 è la possibilità di utilizzare le keyword per colpire in modo verticale i singoli cluster, migliorando ancora di più l’efficienza della nostra offerta».

Accanto al video, un altro tema al centro dell’interesse è quello del mobile. Usando lo smartphone, infatti, tendiamo a mostrare il nostro comportamento digitale reale. Ecco perché i behavioural data possono essere la vera strada per arrivare all’audience. «Oggi siamo in grado di conoscere tutto quello che la GDPR ci permette di sapere dei nostri utenti che hanno accettato la politica del dato», dice Gino Ruli, programmatic Sales Director di Ogury. «In particolare, il mondo potenzialmente più promettente per il mercato è quello dell’in-app, un ambiente dentro il mobile, adatto per la fruizione dei video, il formato più in forma del mercato, e dove è possibile acquistare spazi in modalità programmatica».

Quello dei dati comportamentali è, dunque, un tema emergente nell’ambito delle data-driven strategies, nel contesto di un mercato in cui le aziende sono sempre più sensibili alla leve che è possibile attivare per rendere più efficace la comunicazione, evitando di “sprecare” budget per inventory scarsamente qualitativa o, addirittura, potenzialmente dannosa. Non per nulla, temi come Viewability e Brand Safety sono all’ordine del giorno. «Il tema della qualità dei dati e della brand safety saranno ancora al centro delle attenzioni del mercato per tutto il 2019», conferma Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline. «Lavoriamo quotidianamente su tutti i livelli per garantire alle aziende e ai marchi interessate a gestire un posizionamento premium contesti sicuri e di qualità, dai contenuti alla user experience e all’advertising experience. Sul fronte dei dati, un ambito che quest’anno sarà in forte crescita sarà quello legato alla geoproximity, per il quale stiamo potenziando la nostra suite di prodotti dedicati».

Brand safety e contesti editoriali di qualità sono temi, quindi, molto cari alle aziende. Lo ha confermato Elisa Lupo, Director Italy di IAS – Integral Ad Science, nome di punta nel settore della certificazione “indipendente” della qualità della comunicazione. «Il mercato chiede sempre di più agli operatori del digital di combattere le frodi, di evitare ai propri brand e prodotti di finire all’interno di contesti editoriali poco consoni. E di avere quindi informazioni sempre più precise e puntuali sui livelli di Roi delle proprie pianificazioni marketing». Sul fronte delle misurazioni, quello che sta avvenendo «è il passaggio da una metrica basata sulle impression ad una fondata sul tempo di visualizzazione».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

Esprimi la tua opinione sui trend del digitale: partecipa a Yoursight!

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Adform rafforza l’area sales con Michela Passera e Alessandra Viganò. Esce Valeria Mazzon

Novità in casa Adform: la piattaforma di programmatic “full stack” usata da agenzie media, trading desk, brand ed editori a livello globale ha annunciato un’estensione degli incarichi per il VP Southern Europe Julien Gardès, che allarga le sue responsabilità all’area Middle-East Africa, e due nuovi ingressi nell’area sales della sede italiana: Michela Passera e Alessandra Viganò.

Ufficializzata anche l’uscita di Valeria Mazzon, che lascia il ruolo di country manager Italia per intraprendere un nuovo progetto professionale. La carica sarà ricoperta ad interim dallo stesso Gardès.

Nell’ambito della riorganizzazione del team locale, Adform conferma dunque la propria strategia di sviluppo del team sales, attraverso un ulteriore potenziamento del gruppo vendite con l’ingresso di due nuove risorse che andranno a supportare quest’area: Michela Passera, in qualità di Sales Director per la linea di Business Publisher e Digital Outdoor e Alessandra Viganò nel ruolo di Sales Account.

Adform, il profilo di Passera e Viganò

Passera entra in Adform come Sales Director dedicata al comparto publisher, rich media, SSP, adserver, programmatic, Dynamics ads, e DOOH. Esperta in marketing, sales e advertising, Michela vanta un’esperienza ventennale nel settore, grazie ai ruoli coperti in concessionarie e aziende digital. Prima di approdare in Adform, la manager è stata Sales Director di Erredue Communication, responsabile della gestione dei rapporti commerciale con clienti, agenzie e centri media/trading desk. Dal 2014 al 2016, ha ricoperto il ruolo di Responsabile Commerciale Digital presso il Gruppo Finelco con l’obiettivo di coordinare forza vendita, clienti e centri media. In precedenza, ha ricoperto la carica di Sales Manager con focus al comparto web per diverse testate editoriali e concessionarie italiane.

Alessandra Viganò fa il suo ingresso in Adform come Sales Account dopo aver ricoperto le cariche di Digital Sales Manager presso Quantum Advertsing e Digital Sales Account presso SHAA. Ruoli che hanno permesso ad Alessandra di approfondire il proprio know-how in campo digital e appassionarsi alle tematiche di settore dopo una laurea in Relazioni Internazionali e un Master in International Business – Economia presso l’Università Cattolica di Milano.

Esce Valeria Mazzon, nuovi incarichi per Gardès

Con l’uscita di Valeria Mazzon, la guida della italiana sarà dunque ricoperta da Julien Gardès. “Il 2019 si è aperto all’insegna del cambiamento per Adform Italia dando il benvenuto a due nuove figure che andranno a rafforzare un’area molto importante per la società”, afferma il manager. “Grazie all’ingresso di Michela e Alessandra il team Sales si amplia ulteriormente contribuendo a rafforzare il servizio e la presenza di Adform nel territorio italiano, intensificando in modo particolare l’attenzione al cliente in termini di supporto locale e partnership di lungo periodo che il mercato ci riconosce”.

Per Gardès, oltre alla responsabilità dell’ufficio italiano, sono poi arrivati nuovi incarichi internazionali: il manager, entrato in Adform nel 2017 con il ruolo di VP Southern Europe, grazie al nuovo incarico di VP Southern Europe & Middle-East Africa avrà la responsabilità di sviluppare il business di Adform in Turchia, Dubai e Sud Africa oltre che nei mercati sud-europei.

Con un’esperienza ventennale in ambito marketing e digital, prima di approdare in Adform, il manager ha ricoperto dal 2011 al 2017 la carica di Managing Director, Continental Europe & Mena presso Rubicon Project con il focus di espandere il business dell’azienda nei mercati di riferimento. In precedenza, Julien Gardès è stato Head of Technology Sales per la Francia di 24/7 Real Media (WPP Company), Head of Publishers & Operations di Valueclick Media e Business Development Director France di Miva Media.

In questo contesto Adform – che ha di recente presentato al mercato la nuova soluzione di targeting “self service” Audience marketplace – continua anche la sua espansione a livello globale. Solo nell’ultimo anno la società adtech ha aperto uffici in sette nuovi mercati, tra cui: Dubai; Australia; Sud Africa; Giappone; Estonia; Romania e Cina. Ad oggi l’azienda conta di circa 900 dipendenti ed è attiva in 28 Paesi.

Adform: «La parola d’ordine del Programmatic quest’anno è “creatività”»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Julien Gardès, VP Southern Europe di Adform. Ecco cosa ci ha risposto.

Julien, quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Creatività è la parola d’ordine! La velocità di consegna e la personalizzazione del contenuto aumenteranno nel 2019. Quest’anno, infatti, i dynamic ads, che vengono indirizzati ad ogni utente in modo personalizzato, ridurranno l’utilizzo di banner tutti uguali così come li abbiamo visti finora nel programmatic. Online non esistono settimane, giorni o ore, l’utente è possibile raggiungerlo in un preciso momento con uno specifico messaggio. La tecnologia è lo strumento messo a disposizione per segnalare esattamente quando è arrivato questo attimo e come un utente può essere identificato e targettizzato. Bisogna soltanto essere pronti ad adeguare le creatività e i materiali ad una moltitudine di scenari diversi. Ovviamente, ciò richiede tempo, ma in compenso i vantaggi in termini di costi sono considerevoli e svolgono un ruolo fondamentale nella strada verso l’ottimizzazione e l’automazione dei processi, a vantaggio della user experience».

Nel 2018 il programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Per il 2019 si prevede in generale un focus più intenso su temi legati alla qualità dei dati, alla governance, all’analisi e alla gestione dei rischi. La proprietà dei dati non è più un problema di nicchia, in quanto sta guadagnando sempre più un’importanza strategica. Gli inserzionisti hanno già iniziato ad esaminare i propri investimenti in ad server o DSP in aggiunta alle DMP, lanciando nuove sfide per i fornitori di ad-tech. All’improvviso, infatti, si necessitano requisiti completamente diversi per integrare le tecnologie nelle infrastrutture IT esistenti.

Inoltre, ci sono i temi legati alle piattaforme chiuse. In privato, la maggior parte di noi è “cliente” dei big di Internet globali: una condizione che di fatto ne intensifica l’espansione. In molte aree, queste aziende hanno già una posizione predominante sul mercato, a causa delle grandi quantità di dati che confluiscono in queste piattaforme e da cui ne esce solo una piccola parte. La trasparenza nell’elaborazione diventa quindi una difficoltà: il fatto che “nessun dato” venga condiviso è un problema per gli inserzionisti. Per assumere il controllo, la frequenza e l’esposizione devono essere gestiti nel modo migliore possibile per il consumatore, sia che provenga dal cliente, da un’operazione di marketing o attraverso l’editore.

Il modo in cui operano le piattaforme chiuse si riflette nella diminuzione della fiducia nei servizi offerti. Il 2018 ha insegnato che il tanto discusso controllo e la gestione nitida dei dati, nonché le metriche affidabili non sono obiettivi irraggiungibili. I rapporti tra i grandi attori della tecnologia e i provider indipendenti in tutte le industry si sono da tempo irrigiditi. Quindi, è ancora più comprensibile che la richiesta di alternative stia diventando più forte. Nel marketing è in definitiva l’identificazione multi-piattaforma che consente il tracciamento e il targeting personalizzato dell’utente, anche al di fuori delle piattaforme chiuse. Anche se quest’anno l’argomento è stato oggetto di dibattiti, Adform si aspetta che il settore entri sul mercato nel 2019 con un contrappeso reale».


Adform sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Adform rende il targeting più efficace grazie al nuovo Audience Marketplace

Adform ha annunciato il lancio del nuovo Audience Marketplace, una soluzione self-service che riorganizza l’offerta di dati di terza parte accessibili attraverso la DSP e che consente alle aziende di aumentare la portata delle loro campagne e aggiungere ad esse una maggiore precisione attraverso l’attivazione di dati provenienti da un ampio bacino di fornitori.

Una nuova “esperienza di scoperta delle audience“, come la descrive la società in un blog post, che è “adesso disponibile sulla DSP di Adform”. La soluzione attinge alle capacità della DMP di Adform, mettendo a disposizione dei clienti della piattaforma 300 data provider e circa 400.000 segmenti di audience a livello globale, per un targeting ancora più mirato ed efficace.

La navigazione di Audience Marketplace, assicura la società, è discover-friendly, e consente di esplorare l’offerta a disposizione per “proprietari dei dati” o per “tipologia di audience”; grazie a una tassonomia unificata tra i vari fornitori, che offre insight sociodemografici, di interesse e di intenzione d’acquisto, i clienti della DSP di Adform potranno facilmente trovare e confrontare audience simili, oltre che avere accesso a dati catalogati in base alla loro origine (di prima, seconda o terza parte).

“Ora che ci sono più dati a disposizione che mai, sappiamo che individuare e comunicare con il giusto pubblico è la cosa principale per le aziende – spiega Adform nel blog post -. Con oltre 300 dei migliori data partner disponibili su Adform Audience Marketplace, questa soluzione aiuta a scoprire e raggiungere le audience più rilevanti per i messaggi pubblicitari“.

Il nuovo Audience Marketplace di Adform è disponibile anche per tutti i clienti italiani, a cui offre una vasta gamma di data providers con copertura in Italia tramite sia partner globali che locali.

Di seguito un video che spiega il funzionamento della nuova soluzione.

Teads e Adform, partnership per l’offerta programmatic outstream

È una partnership esclusiva quella formalizzata tra la Global Media Platform, Teads, e Adform, piattaforma tecnologica indipendente tra le più affermate del mercato dell’advertising.

Grazie all’accordo, Teads sarà da oggi integrata direttamente con la piattaforma di programmatic buying di Adform.

Questa operazione consentirà quindi alle agenzie e ai brand che collaborano con Adform di avere accesso all’inventory outstream, scalabile e di qualità, di Teads, attraverso un marketplace esclusivo (PMP), che comprende i più prestigiosi publisher del mondo: BBC, Apple News, Bild, Business Insider, Clarin, Corriere.it, El Mundo, El Pais, Spiegel, Forbes, Fortune, Gannett, L’express, Les Echos, Cosmopolitan, Gioia, The Business Times, Times, Vanity Fair e molti altri.

Data la capillare diffusione dei formati di outstream video advertising in Europa, che raggiunge ormai il 54,1% della spesa sul digitale, risulta necessario ampliare l’offerta disponibile anche via programmatic buying.

L’accordo di integrazione siglato tra le due realtà va incontro a questa esigenza, rendendo disponibile a buyers di Europa, Nord America, MENA e APAC nuove inventory.

Hugues Templier, EMEA Programmatic Business Development Director di Teads.tv ha affermato: «Siamo lieti di estendere la scalabilità dell’inventory premium di Teads grazie a questo importante accordo. Attraverso l’integrazione diretta dell’inventory di Teads in Adform, una delle più importanti piattaforme di acquisto in RTB, gli advertiser e le agenzie avranno accesso al network dei più prestigiosi publisher al mondo. In questo modo, potranno avere la garanzia che i loro annunci vengano distribuiti all’interno di ambienti viewable e brand-safe».

Hugues-Templier-Teads
Hugues Templier

Rick Jones, SVP Global Revenue Development di Adform ha poi aggiunto: «Siamo davvero entusiasti di aver finalizzato questo accordo di diretta integrazione con la piattaforma di Teads che, siamo sicuri, conferirà maggior prestigio alla nostra offerta e supporterà i nostri clienti nell’obiettivo di creare nuove opportunità per distribuire pubblicità ad alto impatto comunicativo in contesti di qualità. Teads è stata in grado in questi anni di rafforzare la sua offerta scalabile con una inventory di alta qualità e di distinguersi nel mercato soprattutto per i suoi formati video, che costituiscono ormai una delle forze che trainano il mercato dell’advertising. Per questi motivi, siamo certi che trarremo ampi benefici da questa partnership».

La tecnologia può migliorare lo storytelling? Sì, secondo Adform

Avere a disposizione dati in tempo reale significa poter fornire esperienze più rilevanti al singolo consumatore, allo stesso tempo fornendo risultati dinamici e misurabili. E’ quanto rivela Adform in un suo nuovo whitepaper, dal titolo “The Art and Science of Digital Storytelling: The Five Rs of Creative Advertising“.

Il documento indaga il tema della creatività pubblicitaria, e come esso possa unirsi al meglio a quello dei dati per rendere le campagne ancora più personalizzate ed efficaci. In questo senso, Adform introduce il concetto delle “Cinque R della creatività pubblicitaria“, ossia Real-time, Reportistica, Reach, Rilevanza e Reazione.

In particolare, la società sottolinea perché sia importante per i brand incorporare uno storytelling d’impatto nelle loro campagne, che possa rendere il come, cosa e perché della loro offerta: in un mercato in cui la spesa pubblicitaria globale si appresta a superare i 630 miliardi di dollari nel 2018, le aziende dovrebbero dimenticare lo storytelling lineare, e puntare invece a creare campagne con storie dalle strutture complesse che possano catturare il giusto pubblico, nel giusto momento e sulla giusta piattaforma, con messaggi d’impatto. E qui si inseriscono le “Cinque R”, capaci di determinare come le tecnologie possano supportare i brand – attraverso retargeting, annunci dinamici, targeting cross-device e messaggi sequenziali – per raggiungere uno storytelling efficace e di impatto.

Alcune altre evidenze del documento:

  • E’ il rapporto tra analytics, dati e creatività che costruisce il framework di base per una storia;
  • Man mano che nuovi mezzi vengono integrati, come il cross-device o modelli look-a-like, aumenta il pitenziale per uno storytelling più stimolante e diversificato;
  • Le campagne devono avere un gancio emozionale per connettersi col pubblico e influenzare le azioni.

Il white paper è scaricabile a questo link.

Adform vicina all’IPO. Presentati i documenti al Nasdaq Copenhagen

Si può dire mancasse quasi solo lei tra i grandi player dell’ad tech rimasti indipendenti e non quotati in Borsa. Ma presto non sarà più così. Secondo quanto riporta AdWeek, Adform ha presentato i documenti per l’IPO al Nasdaq Copenhagen: una mossa che ha definitivamente ufficializzato l’intenzione della piattaforma danese di diventare pubblica.

La società, presente in Italia sotto la guida del Country Manager Valeria Mazzon, punta a raccogliere circa 115 milioni di dollari attraverso l’emissione di nuove azioni, che verranno utilizzato per supportare la società attraverso il finanziamento di attività strategiche e il rafforzamento dei conti di bilancio.

A proposito di conti, i documenti presentati dalla società rivelano che il giro d’affari di Adform ha raggiunto circa 53,5 milioni di dollari al 30 settembre, in aumento del 16% rispetto a un anno prima, e un amministrato di poco sotto i 252 milioni di dollari. La società oggi conta oltre 800 dipendenti in 23 Paesi nel mondo, ed offre tecnologie sia lato acquisto – da cui arriva l’84% delle sue entrate totali – che vendita. Per la fine del 2018 l’azienda stima di raggiungere ricavi per 78,4 milioni di dollari e tra gli 88 e i 92 milioni nel 2019.

Adform andrà ad aggiungersi a una lunga lista di player ad tech che a un certo punto della loro storia hanno optato per la quotazione, che comprende Criteo, LiveRamp, RhythmOne, Rubicon Project e The Trade Desk. Altre società del mercato sono invece state acquisite: anche questo un folto gruppo – e che si sta ampliando ultimamente sempre più – che comprende ad esempio Rocket Fuel comprata da Sizmek, o TubeMogul da Adobe.

Domminaction debutta nel Programmatic DOOH con Adform

Nuovo partner per Adform sul fronte del Programmatic DOOH. La piattaforma ad tech full stack indipendente ha annunciato un nuovo accordo con Domminaction, start up che lavora nell’innovazione digitale applicata alla comunicazione, per l’implementazione di campagne di programmatic advertising su Digital Out of Home.

Domminaction, realtà nata nel 2016 con l’ambizioso obiettivo di reinventare la comunicazione digitale in outdoor, consente alle aziende una visibilità capillare ed esclusiva nei centri storici e nelle aree pedonali delle città di Milano. Grazie all’utilizzo di piattaforme di engagement in DOOH, Domminaction offre progetti di comunicazione taylor made in grado di completare una digital domination con attività di territorio finalizzate al drive to store. Tutto ciò facendo leva sui Digital Box, 15 monitor da 55 pollici presenti nei 380 metri di passeggiata che portano da Piazza Duomo a San Babila a Milano.

Grazie all’accordo con Adform, Domminaction debutta nel mondo del programmatic advertising con il suo circuito DOOH. I Digital Box, infatti, metteranno a disposizione la propria inventory ai clienti Adform che potranno intercettare le 350 mila persone che ogni giorno percorrono Corso Vittorio Emanuele. Accanto alla pianificazione classica dei Digital Box, che consiste in programmazione di contenuti per fasce orarie, giornate in esclusiva e campagne multicanali con integrazione fra DOOH, social, live streaming, campagne condizionate e digital engagement, Domminaction lavorerà insieme ad Adform per integrare campagne di Programmatic Digital Out Of Home, aprendosi così ad una fetta di mercato nuova e andando ad ampliare il numero degli inserzionisti, secondo un metodo di lavoro che è destinato ad avvicinare sempre di più l’out of home al web.

«Siamo lieti di annunciare la nostra collaborazione con Domminaction, una startup dalle grandi potenzialità che attraverso il suo operato cerca di reinventare la comunicazione digitale in outdoor – afferma Valeria Mazzon, Country Manager Adform Italia -. Il settore del DOOH è in forte crescita e grazie alla tecnologia odierna è possibile raggiungere il proprio target in mobilità pianificando in maniera programmatica. Grazie a questa partnership i clienti avranno l’opportunità di presidiare una location di forte impatto, il corso più frequentato dalla città di Milano, visitato da oltre 20 milioni di visitatori l’anno, intercettando i diversi tipi di target in un momento in cui è molto alta la possibilità di conversione, concretizzando così gli obiettivi di business»

«La ricerca dell’innovazione è la spinta che guida la nostra società – racconta Alessia Borgonovo, CEO Domminaction -. In un mercato così dinamico ma anche così ricco di offerta, ci si distingue e si cresce solo quando si reinventano le regole, aprendosi a nuove possibilità. La tecnologia, in questo senso, ci indica la strada da seguire e il lavoro cominciato con Adform può ancora cambiare modelli di vendita, avvicinando sempre più il mezzo digitale al destinatario del contenuto di ogni campagna»

Secondo il rapporto diffuso lo scorso giugno dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, il mercato del programmatic advertising in Italia è in continua crescita. A fine 2017 valeva 409 milioni di euro, il 30% in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Per il 2018 è atteso un ulteriore +20% di fatturato, con un valore complessivo di mercato pari a 500 milioni di euro. In questo mercato, il DOOH è uno degli ambiti nascenti, una modalità di pianificazione in progressivo aumento che permette di unire mobilità e tecnologia: grazie, infatti all’interattività degli schermi è possibile fornire agli inserzionisti uno strumento di contatto con gli utenti in movimento e ottenere dati e informazioni utili per i risultati delle campagne.