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Integral Ad Science (IAS): Vista Equity Partners acquisisce la maggioranza della società

La società di private equity Vista Equity Partners ha firmato un accordo per acquisire la maggioranza di Integral Ad Science (IAS), la società specializzata in soluzioni per la verifica e l’ottimizzazione della pubblicità online. L’operazione è finalizzata a supportare i piani di crescita globale della società e dovrebbe finalizzarsi nel terzo trimestre dell’anno.

Si spengono così i rumors circa una possibile quotazione di IAS, di cui si era iniziato a parlare dopo che i suoi principali competitor erano stati acquisiti: è il caso di Moat (comprata da Oracle per una cifra vicina agli 850 milioni di dollari) e DoubleVerify (passata sotto il controllo del fondo Providence per circa 200 milioni). Al momento, l’ammontare dell’investimento di Vista Equity Partners non è stato specificato.

Fondata nel 2009, con sede principale a New York e uffici in 13 Paesi, IAS è leader di mercato nelle soluzioni tecnologiche in grado di garantire che ogni annuncio digitale raggiunga utenti reali in ambienti viewable e brand safe.

L’operazione permetterà a IAS di intensificare i suoi piani di sviluppo, salvaguardandone al tempo stesso la neutralità, come sottolinea la stessa società in una nota: “l’accordo con Vista offre a IAS il meglio di entrambi i mondi. La partnership consente a IAS di rimanere una terza parte neutrale, aspetto fondamentale per fornire fiducia e trasparenza non solo ai nostri clienti, ma all’industria nel suo complesso. Inoltre, [questa operazione] ci aiuterà ad accelerare la nostra crescita e la nostra visione“.

Per Vista non si tratta del primo investimento nel campo delle tecnologie per l’advertising online. Il fondo ha infatti acquisito Mediaocean nel 2015 e l’azienda fornitrice di software per l’automazione del marketing Marketo nel 2016 per 1,8 miliardi di dollari.

Heineken internalizza i processi di verifica della pubblicità

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità in campo ad tech di Heineken e OpenX e la prima trimestrale 2018 di The Trade Desk.

Heineken internalizza i processi di verifica della pubblicità

Heineken punta a internalizzare i processi di verifica della pubblicità. La società, che fino ad oggi faceva riferimento a società esterne per la verifica di brand safety, frodi e viewability della pubblicità acquistata, starebbe conducendo una ricerca a livello globale per trovare una tecnologia di “ad verification” direttamente implementabile da tutti i mercati in cui l’azienda è operativa. Una volta trovata la tecnologia, l’azienda di birra porterà in-house la gestione del business. Leggi di più su Digiday.

OpenX annuncia un nuovo exchange pubblicitario per il mobile video “opt-in”

Il fornitore di tecnologie pubblicitarie OpenX ha annunciato la nascita di un nuovo exchange pubblicitario per il mobile video. La sua particolarità è che è dedicato esclusivamente agli spot “opt-in“, ossia a quegli annunci che gli utenti scelgono di guardare in cambio della fruizione di un contenuto. Dopo una fase di alpha test privato, la soluzione è ora passata alla sperimentazione beta e ad una disponibilità più vasta. Durante i primi test, il tasso di completamento degli spot ha superato il 90%, un aumento del 30% rispetto a tutti gli altri formati video. Leggi di più su MediaPost.

The Trade Desk corre nel Q1 2018

Il primo trimestre 2018 è positivo per The Trade Desk. La società di ad tech ha generato 85,7 milioni di dollari di fatturato, in aumento del 61% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche i profitti sono cresciuti, con un utile netto trimestrale di 9,1 milioni di dollari, rispetto ai 4,9 del Q1 2017. In virtù di questi numeri, la società ha aumentato di 30 milioni di dollari le sue previsioni di fatturato complessivo per il 2018: la nuova stima è di 433 milioni di dollari. Leggi di più su AdExchanger.

Tradelab, ad-verification con Adloox. Polignano: «Usare questi strumenti è un dovere dell’industry»

La protezione dell’immagine di marca è sempre più al centro delle preoccupazioni degli advertiser, soprattutto quando si parla di acquisto programmatico. Per questo il tema dell’ad-verification oggi è particolarmente attuale.

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’ad-verification non è solo un fattore che consente di proteggere i brand, ma è anche uno strumento che consente di aumentare le performance delle campagne, razionalizzando gli investimenti media.

Tradelab, piattaforma programmatica, e Adloox, programma di ad-verification, partner sul fronte della soluzioni di protezione, ci raccontano in un’infografica tutte le caratteristiche, i benefici e i risultati di un corretto utilizzo delle soluzioni di protezione (brandsafety, visibilità e frode) sulla pubblicità digitale. Nell’infografica è possibile scoprire tutte le possibilità di sicurezza che si possono garantire agli advertiser in un ecosistema così in movimento.

«L’ad verification è importantissima per i nostri clienti, soprattutto per i marchi del lusso che vogliono associare il loro brand solo a determinati siti e ad una determinata audience – ci spiega Gaetano Polignano, Country Manager Italia di Tradelab -. Utilizzare Adloox è perfetto perché ci consente di controllare che il banner stia apparendo al posto giusto, e nella giusta pagina web in modo da poter essere visibile alla audience di riferimento del nostro cliente. L’utilizzo è semplice perché la soluzione è già integrata al nostro bidder grazie ad una partnership ad hoc. La verifica avviene in tempo reale dandoci la possibilità di non rispondere a una bid request se lo spazio non viene considerato adeguato da Adloox, il che significa un abbassamento dei costi e un aumento delle performance non da poco per l’inserzionista».

«Penso che utilizzare sistematicamente questi strumenti sia un dovere della nostra industry – aggiunge il manager -, per cambiare il modo di acquistare pubblicità, aumentando la visibilità media delle campagne, e per aiutare a minimizzare l’impatto di piaghe del sistema come i robot da click e il traffico fraudolento».

Di seguito l’infografica (qui nella sua versione originale). ad-verification-tradelab

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