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Improve Digital, parla il CTO Turkington: «Su 360 Polaris costruiremo il nostro futuro»

Una soluzione completa che integra le funzionalità di un adserver premium con quelle di una piattaforma supply-side. Così può essere definita 360 Polaris, la nuova piattaforma per la monetizzazione della pubblicità per editori video, web e mobile, recentemente lanciata da Improve Digital.

360 Polaris è la più grande release nella storia di Improve Digital e, come ha spiegato la stessa azienda in una nota, riflette i principi fondamentali dell’azienda: trasparenza, ottimizzazione dei ricavi e attenzione specifica verso gli editori.

Abbiamo chiesto a Garry Turkington, Chief Technical Officer di Improve Digital, di spiegarci quali sono le sue caratteristiche distintive e come la nuova soluzione si inserisce nell’offerta programmatica della società.

Da un punto di vista tecnologico, cosa distingue 360 Polaris dai suoi predecessori?

«I miglioramenti introdotti con 360 Polaris possono rientrare in tre categorie: architettura di sistema basata su API, modifiche alla logica delle aste e nuova interfaccia utente. Ma prima di descrivere più nel dettaglio la nuova interfaccia, mi piacerebbe illustrare gli altri cambiamenti.

Abbiamo iniziato qualche tempo fa, offrendo ai nostri clienti delle API (Application Programming Interface), che consentivano un’integrazione programmatica con i nostri sistemi sistemi, consentendo ad esempio ai clienti di creare configurazioni nei propri sistemi in-house che venivano poi automaticamente integrate nei nostri.

Le API stanno riscuotendo un enorme successo e per una buona ragione: sono un ottimo strumento per consentire l’integrazione automatica con i nostri clienti e alleviare così la mole di lavoro, impedendo al contempo la sua duplicazione.

Con 360 Polaris siamo diventati, per così dire, clienti di noi stessi. Tutti i nostri componenti destinati all’utente finale si avvalgono ora della stessa API che offriamo ai clienti. Ora, creando una campagna in 360 Polaris o attraverso un’integrazione API, il codice in esecuzione è esattamente lo stesso. Oltre a permettere una maggiore coerenza, ritengo che aumenti anche la fiducia nel modello API: ci affidiamo ad esso per il nostro business, così i nostri clienti sanno che possono fare lo stesso.

Questa separazione tra logica di sistema nell’API e logica di visualizzazione nell’interfaccia utente fornisce un’eccellente architettura di sistema, con aree precise di responsabilità tra i componenti del sistema medesimo. Inoltre, ciò ci ha permesso di migliorare la struttura del nostro sempre più numeroso team di sviluppo e di inserire delle funzionalità nuove in maniera più efficiente.

Con 360 Polaris abbiamo rielaborato alcuni degli elementi di base dei nostri sistemi. In parte, mi riferisco all’aggiunta di alcune caratteristiche specifiche, come la priorità dei line-item, ma si è trattato anche di un adeguamento ai cambiamenti del mercato e del settore rispetto a quando abbiamo lanciato la nostra piattaforma nel 2010. Una volta definita la piattaforma che sarebbe poi diventata 360 Polaris, però, ci siamo resi conto che questi cambiamenti erano assolutamente fondamentali. Non si trattava solo di aggiungere alcune nuove funzionalità: era necessaria una rivisitazione completa del funzionamento di un’asta. Questo è il motivo per cui diciamo che la piattaforma 360 Polaris arriva oltre i concetti tradizionali di adserver ed SSP, dato che queste etichette non sono più applicabili».

Perché avete deciso di rielaborare completamente l’interfaccia utente e come siete riusciti a farlo?

«Quando abbiamo iniziato a realizzare 360 Polaris, ci siamo resi subito conto delle profonde trasformazioni alle quali sarebbe stato sottoposto il nostro sistema, e abbiamo pertanto deciso di approfittare di questa opportunità per costruire una nuova user interface. Grazie alla vasta disponibilità di best practice per la progettazione e agli strumenti a nostra disposizione, abbiamo anche avuto l’opportunità di rielaborare completamente la piattaforma che i nostri clienti utilizzano ogni giorno.

Abbiamo reperito le metriche preferite dai nostri utilizzatori, intervistato molti publisher e chiesto il parere di esperti di user experience per creare un design che avesse non solo un aspetto eccellente, ma che fosse anche capace di aiutare i clienti nel loro lavoro. Per me, che non sono un esperto di user interface, capire che alla realizzazione di un’interfaccia concorrono molti altri elementi oltre a quelli prettamente estetici è stata un’esperienza piuttosto appassionante. Si trattava anche di identificare come un utente realizzerà un’operazione nel sistema e di garantire che il flusso fosse logico e intuitivo. A volte ciò portava a discussioni accese all’interno del team. Decidere dove portare l’utente dopo che ha fatto clic su “Salva” può davvero mettere in evidenza opinioni contrastanti.

Riguardo alla nuova interfaccia, ritengo che la usability sia l’aspetto di cui i nostri clienti beneficeranno di più. L’abbiamo progettata mettendo in primo piano le task e i flussi di lavoro, quindi risulterà facile e intuitiva per gli utenti».

Mi può descrivere la vostra vision per 360 Polaris in ambito tecnologico?

«Abbiamo dato ascolto alle esigenze dei nostri clienti e 360 Polaris unisce tutto ciò che abbiamo imparato nel corso degli ultimi cinque anni: è la concretizzazione delle possibilità che intendiamo offrire ai nostri clienti e un trampolino di lancio per ulteriori sviluppi.

A volte, quando parlo della realizzazione della nuova piattaforma, sono così entusiasta di tutte le sue fantastiche nuove funzionalità che potrebbe sembrare che non consideri valida la piattaforma precedente. Ma non è così: considero invece il suo predecessore, la 360 Platform, qualcosa di cui andare incredibilmente fieri. 360 Polaris sarebbe stato impensabile senza tenere ben presente tutto ciò che abbiamo fatto e imparato in quel progetto. Dal lancio di 360 Yield, nel 2010, siamo cresciuti enormemente, sia come attività sia in termini di ampliamento della piattaforma; quindi è importante ricordare che 360 Polaris poggia le sue fondamenta su una vasta esperienza, che ci ha permesso di apportare cambiamenti significativi su quasi tutta la nostra tecnologia.

360 Polaris è stato un progetto imponente per noi di Improve Digital e stiamo ancora lavorando ad alcuni progetti paralleli. Abbiamo elaborato piani d’azione futuri su prodotti e tecnologia dei quali abbiamo tenuto conto durante la realizzazione di 360 Polaris. Ecco perché penso a 360 Polaris come alla pietra miliare su cui costruiremo il nostro futuro; di conseguenza, alcune delle nostre decisioni architetturali, come l’utilizzo delle API e alcuni degli sviluppi nei nostri sistemi di elaborazione dati, non sono state prese solo per contribuire alla realizzazione di 360 Polaris, ma anche in vista della costruzione del futuro.

Potrebbe sembrare strana una dichiarazione del genere subito dopo il lancio di una piattaforma così imponente come 360 Polaris, ma noi non lo consideriamo un progetto finito. È un punto di partenza».

SpotX scelta da Playwire Media come partner tecnologico per il video

Playwire Media, piattaforma di video online, ha scelto SpotX per la gestione delle sue attività di video ad-serving.

Gli strumenti programmatici e l’ad server di SpotX saranno utilizzati per monetizzare l’inventario video di Playwire all’interno del suo portafoglio, ossia con i suoi partner di bandiera CinemaBlend.com, BleedingCool.com and SuperCheats.com

“Playwire sfrutterà la funzionalità di targeting di viewability di SpotX, su desktop e mobile, per permettere al proprio team di concentrarsi sugli standard di reach e qualità richiesti dall’inserzionista, utilizzando l’efficienza delle operazioni Deal ID”, ha commentato a MediaPost Mike Laband, VP of business development di SpotX.

La funzionalità di viewability offre agli editori un modo per prevedere e ottimizzare i punteggi di viewability delle campagne.

Tipico sceglie Adform per gestire in-house il Programmatic

Tipico, leader mondiale nel settore delle scommesse sportive online, fondato nel 2004, ha scelto Adform, la piattaforma ad-tech full stack indipendente e aperta, come soluzione per i bisogni legati all’ad serving globale, al reporting e ai dati.

L’ad server della società, guidata in Italia da Alfonso Mariniello, è una soluzione stand-alone che Tipico utilizzerà per pianificare tutte le campagne pubblicitarie digitali, dando vita ad attività pubblicitarie in-house efficienti, trasparenti e fluide. Esso consentirà la creazione di segmenti di nicchia utilizzati per personalizzare e ottimizzare l’alto impatto delle campagne video e mobile digitali e programmatiche. I segmenti saranno utilizzati anche sul sito di tipico.com per indirizzare contenuti pertinenti sul sito web e sull’app.

Adform è un partner a prova di futuro, un partner fidato, che ci può aiutare a scalare le nostre attività pubblicitarie a livello globale. Abbiamo utilizzato l’ad server di Adform da marzo e siamo rimasti molto colpiti dalla capacità di servire in modo affidabile e trasparente, di ottimizzare e analizzare le campagne in modo efficiente ed efficace.”  – ha affermato Nadja Julich, Marketing Director di Tipico.

Marc Hudoffsky, Vice President Platform Solutions di Adform per il mercato EMEA, ha poi aggiunto: “Tipico si è dimostrato all’avanguardia implementando un ad server flessibile e integrato. È una società che comprende i benefici della pubblicità e dei contenuti rilevanti e personalizzati e sta fortemente puntando su questi aspetti. Il team di Tipico davvero è in grado di cogliere le opportunità e i vantaggi di una soluzione tecnologica per la pubblicità in-house. Siamo orgogliosi di essere partner di Tipico e siamo entusiasti di vedere dove la loro strategia di marketing data driven li porterà”.

Ad Server, Programmatic Tv e non solo: la nuova strategia di SpotX

Questa edizione del Dmexco ha consacrato la potenza e la forza del programmatic, un mercato inarrestabile che negli ultimi anni ha guidato l’evoluzione del mercato digital.

A testimoniarlo la presenza imponente dei più importanti rappresentanti di questo mercato a livello internazionale, tra cui troviamo anche SpotX, l’online video advertising platform per publisher e broadcaster, tra le aziende in più rapida crescita.

«A livello globale la nostra crescita media è stata di oltre il 20% negli ultimi anni», dichiara Joanna Burton, Vice President dell’area European Strategy. «Lavoriamo con oltre 600 publisher e broadcaster nel mondo, ai quali offriamo strumenti dedicati alla monetizzazione dell’inventory video su tutti i device: dal mobile, al desktop, dalla tv alla connected tv».

Anche a fronte delle buone performance e della stabilità di un business che guarda costantemente all’innovazione, due anni fa SpotX ha potuto beneficiare di un finanziamento importante: «Soldi che abbiamo deciso di utilizzare per aprire nuove sedi soprattutto in Europa. Stoccolma e Londra sono state due delle più importanti sedi aperte e in particolare con quella inglese coordiniamo la nostra presenza in tutto il Sud Europa (Italia, Francia e Spagna, nello specifico)».

L’Ad Server elemento di forza del business

A trainare i buoni andamenti di SpotX le ottime performance registrate dall’ad server dell’azienda, «che ha registrato negli ultimi anni una media di crescita delle revenue pari al +111%», specifica ancora Burton.

Ad attestare la forza di questa parte del servizio anche le dichiarazioni degli stessi publisher che collaborano con SpotX: «il 25% dei nostri clienti ha dichiarato di considerare SpotX il principale ad server sul mercato», dice la manager.

I 5 trend del futuro secondo SpotX

Connected tv, Ad Server sempre più moderni, Programmatic Tv, l’addio definitivo al formato Flash in favore dell’HTML5 e la virata definitiva del programmatic a favore dei Private Marketplace.

Sono questi i 5 trend identificati dalla piattaforma e spiegatici da Joanna Burton: «La connected tv è il fenomeno secondo noi in maggiore crescita. Motivo per cui si stanno moltiplicando anche i publisher attivi in questo mercato. Ecco perché abbiamo scelto di sviluppare un SDK dedicato, che oggi è integrato con AppleTv, iOS e Amazon».

Edward Wale, Director Platform Services, ci spiega poi i passi avanti fatti per facilitare la migrazione al formato HTML5: «Entro la fine di quest’anno il formato Flash sarà sospeso da tutti i browser. Ecco perché bisogna aiutare i publisher a capire come aggiornare gli spazi affinché possano supportare i nuovi formati, e gli advertiser e le DSP affinché le creatività siano sviluppati o distribuiti come nativamente creati in HTML5. E SpotX lo fa con la soluzione The Universal AdOS lanciata di recente e che consideriamo di grande aiuto in questo delicato momento di transizione».

La nostra chiacchierata si conclude poi con un accenno particolare all’impegno che SpotX sta mettendo nell’ulteriore sviluppo del concetto di Private Marketplace: «Abbiamo sviluppato in questo senso il Curated Marketplace, inteso come una variazione dei private marketplace, specificatamente pensata per rispondere alle necessità degli advertiser di ottimizzare il proprio investimento pianificando secondo categorie di properties, metriche come la viewability, i numeri di audience e i device più performanti. E per dare la possibilità ai publisher di poter rendere scalabile i propri private deal», conclude Wale, confermando quanto il programmatic e la conseguente automazione dei processi siano i veri driver per la crescita dell’online adv.

comScore lancia Activation: risultati pubblicitari migliori grazie ai dati

I dati sono il cuore di comScore Activation, la nuova soluzione globale proposta dalla società americana per aiutare inserzionisti ed editori di costruire dei target più performanti in termini di audience o di contenuti, e ottenere risultati pubblicitari migliori.

In particolare, comScore Activation – secondo un comunicato rilasciato dalla società – aiuta chi vende spazi pubblicitari online a elevare i CPM della propria inventory e consente agli inserzionisti di raggiungere il proprio target con il messaggio più rilevante in nel contesto più adeguato.

La soluzione si basa su un’attenta analisi dei contenuti a livello di singola pagina e del comportamento del pubblico. In questo modo, i clienti di comScore possono costruire segmenti di audience sulla base di criteri personalizzati. Questi possono essere poi integrati direttamente in un ad server o in una DMP, ed essere attivati rapidamente al momento dell’acquisto di impression o nella costruzione di segmenti di inventory.

In pratica, con comScore Activation i media buyer possono raggiungere il pubblico attraverso strategie di campagna più personalizzate, e i venditori di media possono portare alla luce in modo efficiente contenuti altamente rilevanti per differenziare la loro inventory e aumentarne il valore complessivo.

“Nell’era della personalizzazione, inserzionisti e editori che vendono spazi hanno bisogno, per fornire esperienze pubblicitarie di rilievo, di creare i target in base ad attributi che vadano oltre all’età e al genere“, dichiara Manish Bhatia, Chief Product Officer di comScore . “I nostri clienti si rivolgono a noi perché la nostra tecnologia proprietaria consente loro di creare segmenti più scalabili con precisione, e possono così ottenere risultati che sono superiori a quello che si otterrebbe utilizzando solo un approccio semantico”.

TheOutplay pronta a lanciare una nuova versione della piattaforma Content Exchange

Dopo aver archiviato un 2015 ricco di novità, tra cui si ricordano gli accordi siglati con Reuters, TheTelegraph, National Geographic, ITN, Videoelephant e RAI, l’avvio dell’attività in Danimarca (dopo Italia e Uk) e l’ingresso di nuovi investitori nella holding a cui fa capo (tra questi Davide Serra, Founder e Ceo di Algebris Investments), TheOutplay si prepara ad annunciare altri importanti novità. A confermarlo è Andrea Pezzi, Fondatore e Ceo del Content and Audience Exchenge e della holding, a cui TheOutplay fa capo, Gagoo Group.

Andrea, abbiamo riassunto le tappe più importanti degli ultimi mesi per TheOutplay. Ci sono altre news da segnalare? In generale, come procede la crescita di TheOutplay a livello locale e internazionale?

Il 2016 porterà molte novità. In primis il lancio previsto per giugno della nuova release della piattaforma di Content Exchange che consentirà di mettere in contatto i publisher e gli advertiser attraverso i video in un modo del tutto nuovo e totalmente disruptive. In generale, posso dire che la crescita di TheOutplay nei vari Paesi segna un +300% rispetto allo stesso quarter del 2015, sia in termini di qualità degli accordi, sia per volumi di business fatturato. Questo conferma la bontà della strada intrapresa un anno fa, quando abbiamo messo in cantiere la rivisitazione della piattaforma e del nostro modello di business sul mercato.

Entriamo più nel dettaglio. Quali sono le novità di prodotto che vi apprestate a lanciare?

Sono veramente tantissime. Solo il product team è cresciuto di 3 volte negli ultimi 6 mesi e gli investimenti in questo ambito sono stati molti. La piattaforma di Content Exchange in release a giugno è un vero gioiello: immaginate di mettere insieme un Content Management System, un Ad-Server, una SSP e un sistema di Ad Analytics, il tutto segnato da una user experience semplicemente fantastica. Il Content Exchange segnerà decisamente uno spartiacque tra quello che sono state fino a oggi le piattaforme Ad Tech di video advertising e quelle di domani.

Però hai parlato di “tantissime novità”. Cosa puoi anticiparci ancora?

In questo momento il nostro focus di sviluppo è orientato alle nuove tecnologie di ad-stitching per combattere il fenomeno degli ad-blocker, all’erogazione dei video e dell’Adv su Player di terze parti e alla full-stack integration con tutte le SSP e DSP del mercato. Il Content Exchange consentirà così a tutti, advertiser, publisher, content owner, di gestire la propria strategia video in totale autonomia.

[Leggi l’intervista completa ad Andrea Pezzi di TheOutplay su Engage.it]

AppNexus lancia la sua Publisher Suite: la sfida a Google è aperta

AppNexus ha presentato la sua Publisher Suite in modo da offrire un’alternativa a DoubleClick for Publishers di Google.

Questo nuovo strumento include un nuovo ad server, ricostruito e potenziato grazie alle acquisizioni di Open AdStream e Yeldex, che i publisher possono utilizzare da desktop, mobile e video inventory. Viene supportata la vendita in automated guaranteed, private marketplace e programmatic deal.

Tra le novità, l’ad server unisce la domanda proveniente dal programmatic con gli accordi della vendita diretta, abilitando la competizione tra le due.

Brian O’Kelley, ceo di AppNexus, ha commentato: «I publisher utilizzano la stessa tecnologia di ad serving dal lancio di DoubleClick, avvenuto negli anni ’90. Una delle mie aspirazioni è stata quella di rinnovare la piattaforma di monetizzazione dei publisher, puntando su tutto quello che abbiamo imparato negli anni scorsi».
Tra i clienti che utilizzano questa nuova suite c’è Microsoft.

Novità nell'offerta di DoubleClick: arriva il Programmatic Guaranteed

Il Programmatic Guaranteed sbarca su DoubleClick.

E’ questa una delle novità annunciate dall’ad server di Google in occasione del DoubleClick Leadership Summit a Key Biscayne, in Florida. Novità dedicate a inserzionisti ed editori, sull’onda di una fruizione della rete sempre più multipiattaforma.

«Non “andiamo” più online, ma piuttosto siamo presenti in molti brevi momenti durante tutto l’arco della giornata, e ci rivolgiamo automaticamente al dispositivo più vicino per soddisfare un’esigenza. In questi momenti, ci attendiamo di avere la risposta giusta, e di averla subito. In questi momenti di voglio-sapere, voglio-andare, voglio-fare, voglio-comprare, si prendono le decisioni e si formano le preferenze. Vincono i brand che sono presenti e utili ai consumatori nei momenti che contano – scrive Neal Mohan, vice president Video & Display Advertising di Google, su un blog post -. Oggi annunciamo alcuni passi avanti nei nostri prodotti DoubleClick per gli inserzionisti e gli editori, pensati per aiutarli a crescere in questo mondo fatto di momenti».

E tra questi passi avanti c’è proprio la disponibilità su DoubleClick del Programmatic Guaranteed, ossia quella modalità di compravendita automatizzata su una inventory garantita, venduta in modalità programmatic a prezzi prenegoziati. «Secondo i primi numeri, si tratta veramente di inventory premium, allo stesso livello delle prenotazioni, con CMPM quindici volte superiori al tasso sul mercato aperto», assicura Mohan.

Una scelta, quella di rendere acquistabili le inventory anche in modalità garantita, che il vice president Video & Display Advertising di Google giustifica in questo modo: «Nei primi tempi del programmatic advertising, tutto ruotava attorno agli inserzionisti orientati alla risposta diretta che compravano e vendevano banner in un’asta aperta. Oggi, ad affidarsi al programmatic advertising sono importanti brand ed editori premium, sull’intero arco delle app, del web mobile, del video e ora dei formati native. Assieme a questa espansione, assistiamo a una rapida crescita delle offerte dirette, le preferite dei brand e dei grandi editori per l’inventory premium. Solo sulle nostre piattaforme, il volume di transazioni in Direct Programmatic è raddoppiato nell’ultimo anno, e otto dei nostri primi 25 editori ora vendono almeno il 10% delle loro impression tramite questa modalità».  DoubleClick-google

Tra le altre novità annunciate da DoubleClick, che peraltro è stato oggetto anche di un rinnovo del brand, c’è anche la nuova possibilità di misurare le conversioni su più device e in tutto il web, e non solo per gli annunci acquistati da Google.

Attraverso DoubleClick, infatti, i marketer potranno adesso misurare le conversioni che iniziano con un click su un dispositivo e finiscono con una conversione su un altro per tutte le campagne in tutto il web, e dunque non solo per le campagne acquistate da Google.

Infine, DoubleClick offrirà inoltre supporto alla realizzazione di annunci Native, attraverso una nuova soluzione che consentirà agli editori di creare i propri formati nativi in scala, e stabilire come dovranno apparire sui loro siti e app. DoubleClick provvederà poi a generare automaticamente gli annunci, ad erogarli e a fornire gli strumenti per il fine-tuning post-erogazione. E per consentire una più facile pianificazione Native anche per gli inserzionisti, lo strumento fornirà anche template nativi standard adatti per tutti gli editori in scala.

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