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Twitter al lavoro sul suo ad network: si chiamerà Twitter Timeline Ads

Dall’ad network di Twitter al programma di funding per i creatori di contenuti mobile di Snap, passando per il nuovo framework di IAB su dati e targeting. Ne parliamo nella nostra rassegna di oggi.

Twitter al lavoro sul suo ad network: si chiamerà Twitter Timeline Ads

Dopo Google col suo Display Network e Facebook col suo Audience Network, ora anche Twitter punta a portare la pubblicità al di fuori della sua piattaforma. Il social starebbe contattando vari editori per un nuovo progetto pubblicitario, chiamato Twitter Timeline Ads: un ad network attraverso cui Twitter punta a erogare pubblicità attraverso un software automatizzato al di fuori del suo sito e della sua app, espandendo le sue capacità programmatiche oltre l’exchange MoPub. Leggi di più su Business Insider [accessibile su iscrizione].

Trasparenza nei dati e nel targeting, IAB lancia un framework dedicato

IAB Tech Lab ha proposto al mercato un nuovo framework, chiamato “Data Transparency Framework”, volto ad offrire agli inserzionisti maggiori informazioni sul tipo di dati dei consumatori migliori per la segmentazione della pubblicità. “Senza un approccio coerente e flessibile all’organizzazione dei dati e alla loro etichettatura all’interno della supply chain, la possibilità di classificazioni sbagliate aumenta, producendo esperienze pubblicitarie più intrusive per i consumatori, investimenti pubblicitari meno efficienti e minori opportunità di monetizzazione per gli editori”, ha dichiarato l’associazione. Il framework fornirà informazioni standardizzate riguardo ai fattori che hanno portato un utente ad essere catalogato all’interno di un determinato segmento. Leggi di più su MediaPost.

Snap lancia un programma di finanziamento per le startup specializzate in contenuti mobile

Snap, società proprietaria di Snapchat, ha intenzione di investire nei creatori di contenuti mobile. L’azienda ha infatti annunciato la nascita di Yellow, un nuovo programma volto al finanziamento di startup specializzate nello storytelling mobile. Snap ha dichiarato di voler investire 150 mila dollari in ogni team ammesso al programma, mettendo anche a disposizione per tre mesi anche uno spazio all’interno della sua sede a Venice, in California. I partecipanti potranno anche distribuire i loro contenuti su Snapchat. Leggi di più su Variety.

News Corp lancerà il suo ad network

Durante un colloquio telefonico con gli investitori, Robert Thomson, Chief executive di News Corp ha riservato parole dure per i distributori digitali, rei di “essere stati per lungo tempo una piattaforma di veicolazione di falso e aver eroso l’integrità dei contenuti danneggiandone la provenienza”.

Thomson ha anche incolpato le agenzie pubblicitarie e i network programmatici: “In alcune occasioni hanno aggregato audience artificialmente per essere poi riempite con contenuti di dubbia origine”.

Come risultato, ha proseguito il Chief executive, News Corp sta testando il proprio ad network digitale che “fornirà un’audience misurabile e di alta qualità agli inserzionisti, che dal canto loro sono sempre più preoccupati a causa del nebuloso mondo della pubblicità digitale”.

Cresce la quota digitale delle entrate di News Corp

Nell’ultimo trimestre del 2016, la compagnia media ha registrato una perdita pari a 219 milioni di dollari, nello stesso periodo dello scorso aveva incassato 106 milioni.

“Per quanto riguarda i servizi di informazione e notizie, stiamo attraversando una decisa transizione verso il digitale, che ora rappresenta il 27% dei ricavi del segmento, in aumento dal 22%”, ha aggiunto il manager.

Ad network mobile: quali offrono le migliori performance in termini di ROI?

L’ad network mobile di Facebook è stato quello più performante in termini di ROI nella seconda parte del 2016, fornendo agli inserzionisti su Android un ritorno sugli investimenti più alto di quello di Google AdWords.

Lo rivela il Mobile ROI Index della società americana Singular che, dopo aver setacciato 3 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria e 2,4 miliardi di installazioni di app, ha stilato una classifica degli ad network più performanti tra un migliaio di piattaforme.

«E’ la prima volta che Facebook supera AdWords sulla piattaforma Android – spiega Susan Kuo, co-founder di Singular, ripresa da MediaPost -. Fino ad ora, Android è stato il cavallo di battaglia di AdWords».

Secondo il report, tra l’altro, AdWords sarebbe in calo anche su iOS, nonostante gli inserzionisti mobile continuino a spendere molto su questo network quando pianificano campagne sul sistema operativo Apple.

In assoluto, secondo Kuo, «c’è una forte disparità tra la spesa e il ROI».

La classifica di Singular è stata compilata dando ad ogni ad network un punteggio sulla case di due fattori: l’effettivo Return on Investment (indice di tipo qualitativo) e l’adozione da parte del mercato basata sulla spesa pubblicitaria complessiva (indice di tipo quantitativo). Su Android, gli ad network più performanti sono Facebook, AdWords e AdLovin, mentre su iOS sono Facebook, AdColony e Vungle. In classifica anche alcuni nuovi nomi da tenere sott’occhio: NativeX, Mavista, Fyber e Motive Interactive.

Google: arriva il report sulla Viewability delle campagne video

Google è pronta a fornire ai propri clienti una reportistica sulla viewability delle campagne video erogate dai suoi network pubblicitari, tra cui il Google Display Network e YouTube.

Lo ha annunciato al CES di Las Vegas Neal Mohan, head of video and display ad products di Mountain View. L’operazione è parte della politica di “piena trasparenza” rispetto al tema della viewability intrapresa da Google, che a dicembre aveva pubblicato una ricerca in cui ammetteva che oltre la metà delle impression erogate dai suoi server non è visualizzata dagli utenti.

Sostanzialmente, Mountain View informerà brand e investitori riguardo al fatto che i loro spot pubblicitari siano effettivamente guardati dagli utenti, oppure “skippati” o “scrollati” fuori dalla parte visibile della pagina web. Secondo la definizione di Viewability fissata dal Media Rating Council americano, su cui si basa Google, una pubblicità è “visibile” quando almeno il 50% dei pixel di cui è composta appare sullo schermo per almeno 2 secondi.

Google lancerà il viewability report nei prossimi giorni per i video erogati via DoubleClick e attraverso l’ad network, per poi estenderlo successivamente a YouTube. Più avanti nell’anno, poi, gli investitori potranno diporre di ulteriori informazioni qualitative: come ha scritto sempre Neal Mohan in un blog post, nel corso del 2015 la società ha in mente di offrire analytics anche sulla durata di fruizione dei video pubblicitari e sull’attivazione dell’audio durante la visione.