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DoubleVerify ha un nuovo proprietario: la società di investimenti Providence

Poco più di un mese fa era circolata la notizia di una possibile vendita di DoubleVerify. Adesso la stessa azienda specializzata in misurazioni dell’ambiente digitale ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la società di investimenti Providence Equity Partners, che ne acquisirà la maggioranza delle quote.

In base all’accordo, il CEO e Presidente Wayne Gattinella continuerà a guidare la società, anche se a capo del Board of Directors ci sarà una new entry: l’ex CEO di Starcom MediaVest Group Laura Desmond.

I termini economici dell’operazione non sono stati resi noti, ma, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Providence Equity Partners avrebbe investito intorno ai 200 milioni di dollari, valutando DoubleVerify intorno ai 300 milioni. Sempre secondo la testata, DoubleVerify si stima possa generare 75 milioni di dollari di fatturato quest’anno, e superare i 100 milioni di dollari nel 2018, sull’onda della sempre maggiore importanza che le società di misurazioni rivestono nell’ambito della pubblicità digitale, e considerando che tra i clienti dell’azienda ci sono anche tanti big, come Snapchat, Youtube e Facebook.

Providence contribuirà a far crescere l’azienda a livello internazionale, e ad espandere la sua offerta al di là dei principali servizi di verifica dei media digitali. A detta di Davis Noell, managing director di Providence, e di Gattinella, questo potrebbe includere investire in nuovi strumenti di analisi e media-mix-modeling, così come in tecnologie che possano aiutare a predire le performance dei media.

L’acquisizione di DoubleVerify segue quella di un’altra società dello stesso settore, Moat, acquisita lo scorso aprile da Oracle per 850 milioni di dollari.

Gli obiettivi di Teads dopo il finanziamento di 43 milioni: acquisizioni ad-tech e crescita nel programmatic

Teads raccoglie nuove risorse finanziarie per continuare a crescere sul mercato anche attraverso acquisizioni e per sviluppare ulteriormente la sua presenza nel mercato asiatico.

Il gruppo, la prima realtà ad aver ideato formati video pubblicitari outstream e la prima piattaforma video SSP a livello globale secondo comScore, ha ottenuto un finanziamento di 43 milioni di euro da parte di un gruppo di banche formato da BNPP, Bank of China, HSBC, Banque Palatine e BPI.

Il finanziamento, si legge nella nota di Teads, sarà utilizzato per acquisire società ad-tech al fine di consolidare il proprio posizionamento in termini d’innovazione tecnologica nel mercato della pubblicità video e di espandere la società nel mercato asiatico.

«Sono davvero felice di vedere che le banche stiano supportando la nostra strategia di M&A e il consolidamento del nostro attuale posizionamento: primo video advertising marketplace al mondo», commenta Pierre Chappaz, Executive Chairman di Teads. «Questo importante finanziamento mostra la fiducia riposta nel management di Teads e le capacità della società di mantenere costante l’equilibrio tra crescita e profitto».

Teads può infatti contare su un bilancio in attivo da 4 anni.

Per quanto riguarda il mercato asiatico Teads ha oggi un ufficio in Giappone che sta crescendo rapidamente e ora, per guidare la politica di sviluppo nella regione, ha avviato un nuovo hub di base a Singapore affidandone la guida a Christian Guinot, che per il nuovo incarico in Teads lascia la carica di presidente di MEC Cina.

Ora, tra le prossime aperture, figura nel 2017 proprio la Cina. «Abbiamo già una forte presenza in tutti i più grandi mercati americani, europei e, recentemente, anche in Giappone. È giunto il momento per noi di diventare più presenti all’interno del mercato asiatico, solidificando le nostre operazioni globali, per offrire un servizio sempre migliore ai nostri clienti, brand, agenzie, trading desk e publisher», ha precisato Bertrand Quesada, Ceo Teads.

Intanto, nell’ambito della pubblicità video outstream, Teads si posizione come detto come prima piattaforma video SSP a livello globale (secondo comScore). Dopo questo round di finanziamento, evoluzioni sono attese quindi anche sul fronte programmatic: «La nostra attività programmatica sta crescendo molto rapidamente», spiega ancora Chappaz. «Abbiamo collegato 1,2 miliardi di utenti unici a tutte le principali DSP, in collaborazione con centinaia dei migliori editori di tutto il mondo. Attualmente, le revenue programmatiche rappresentano il 30% del nostro fatturato, mentre erano insignificanti l’anno scorso. Il nostro obiettivo ora è quello di arrivare a oltre il 50% nei prossimi trimestri».