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Accenture Interactive lancia una divisione dedicata al Programmatic

Proprio poche settimane fa Accenture Interactive è stata riconosciuta da AdAge, per il terzo anno consecutivo, come l’agenzia più grande al mondo nel mercato del digital. Un successo dovuto al forte sviluppo del suo new business, a un team in costante crescita e a positive performance finanziare (nell’esercizio fiscale terminato il 30 giugno 2017 il suo fatturato è aumentato del 35% raggiungendo i 6,5 miliardi di dollari).

Nonostante questo riconosciuto successo, tuttavia, l’agenzia di Accenture non si ferma, puntando a nuovi obiettivi di crescita attraverso l’approdo a nuovi, floridi, mercati strategici. Come quello del Programmatic.

Accenture Interactive ha infatti annunciato il lancio di una nuova unit specificamente dedicata agli acquisti pubblicitari automatizzati: Accenture Interactive Programmatic Services. Una divisione che, secondo quanto dichiara la società, “aiuterà i clienti a navigare nella complessità del panorama digital, rendendoli in grado di assumere il controllo e la proprietà dei loro dati e tecnologie, fornendo loro ampia trasparenza e consentendogli di recuperare fiducia”.

Nel far questo, Accenture Interactive non punta a sostituirsi del tutto a un’agenzia media, quanto piuttosto a mettere le aziende nella posizione di poter gestire internamente il business programmatico, fornendo anche supporto nell’implementazione tecnologica. Offrirà comunque, a chi lo richiedesse, anche un servizio completo di pianificazione e acquisto di spazi pubblicitari.

Tre infatti sono i servizi che saranno forniti dalla nuova unit: Programmatic Consulting & In-housing, per aiutare i brand ad assumere il controllo delle loro capacità media, attraverso la costruzione di strategie programmatiche a lungo termine e di tecnologie interne, lo sviluppo di competenze in-house e la costruzione di nuovi modelli operativi; Ad Tech Implementation & Support, per affiancare i clienti nell’erogazione delle campagne in maniera fluida e scalabile, anche attraverso la fornitura di infrastrutture “as-a-service” (cioè utilizzabili autonomamente dal cliente); e Media Strategy, Planning & Activation, per offrire una gestione completa della pianificazione e dell’acquisto di inventory digitali in programmatic su ambienti search, social, video, display e altro.

In poche parole, come spiega l’agenzia, la unit aiuterà i clienti a “creare, costruire e formare professionalmente competenze interne da trading desk, o altrimenti gestire in maniera completa campagne digitali a livello globale”. I servizi verranno fatti pagare ai clienti secondo un modello FTE (“full-time equivalent”), e non addebitando una percentuale dell’investimento media effettuato.

Il Programmatic non è esattamente un terreno nuovo per Accenture Interactive. La società infatti forniva già servizi in questo settore, alcuni di consulenza o di formazione in-house, altri inerenti l’esecuzione degli acquisti, ed altri ancora semplicemente di supporto tecnologico. Ma non erano sistematizzati all’interno di una divisione specifica.

Adesso, invece, sarebbe giunto per la società il momento di “formalizzare” il raggruppamento di questi servizi in un’offerta dedicata. Un’offerta capace di rispondere a un bisogno pressante delle aziende di reagire a questioni come trasparenza, brand safety, frodi e utilizzo incontrollato dei dati assumendo il pieno controllo delle proprie capacità media, come evidenzia la tendenza di sempre più brand a gestire internamente il business programmatico. «Crediamo di poter aiutare i nostri clienti a fare le cose in maniera differente – spiega Scott Tieman, global lead of programmatic services di Accenture Interactive -. Accenture Interactive ha un’offerta che si contraddistingue nel mercato e che è costruita su fiducia e trasparenza. Abbiamo la possibilità di sfruttare la portata globale di Accenture e la capacità di integrare strategie, creatività, dati, tecnologie e misurazioni per portare grandi risultati. Un chiaro vantaggio per i nostri clienti».

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