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Grandi ospiti, workshop e formazione. Ecco l’agenda del Programmatic Day

È online l’agenda del Programmatic Day, l’evento italiano sul Programmatic Advertising in programma il prossimo 12 aprile al Multisala Orfeo di Milano.

Con oltre 50 speaker già confermati e un ricco programma articolato su tre sale, Programmatic Day alla sua terza edizione punta a confermarsi come il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’automazione della pubblicità e alle strategie di comunicazione data-driven.

L’appuntamento, organizzato da Programmatic Italia ed Engage, è rivolto a tutti coloro che si interessano al mondo della comunicazione e del digitale, e principalmente ad aziende, editori, agenzie e centri media. Il nuovo format dell’evento, organizzato in sessioni parallele, è studiato per consentire ai partecipanti di comporre il proprio palinsesto personalizzato in base al proprio interesse e al livello di conoscenza del mercato.

L’agenda della Sala Rossa, dedicata alla conferenza plenaria, proporrà una rassegna completa del meglio dell’offerta e degli strumenti disponibili in campo adtech e martech, grazie al contributo dei principali player del settore: sul palco principale del Multisala Orfeo si alterneranno Zeotap, Freewheel, Tradelab, IAS, Ligatus, 4W Marketplace, Quantcast, Mediamond. E ancora: Teads, Rubicon Project, RadiumOne, smartclip, Italiaonline, Main Ad, Imille.

In sala Blu, rivolta agli approfondimenti e all’innovazione, una serie di panel affronteranno i temi di maggiore attualità in ambito programmatico, come l’estrazione di valore dai dati, le nuove metriche e la trasparenza, lo sviluppo del programmatic dal punto di vista degli editori, i modelli di attribuzione. Ci sarà poi spazio per alcune tendenze emergenti del digital advertising, come chatbot, realtà virtuale, native advertising e start up rigorosamente made in Italy.

La sala Verde, invece sarà dedicata alla formazione e ai workshop, vedrà un corso “accelerato” sulle basi del programmatico per chi vuole conoscere (o ripassare) le nozioni fondamentali di questo settore, seguito da workshop verticali dedicati a marketing automation, creatività e al video multiscreen realizzati grazie al contributo di Adform, Sublime Skinz e Freewheel.

Un importante contributo sul versante dei dati e delle ricerche sarà fornito da Andrea Lamperti della School of Management – Politecnico di Milano, la più accreditata fonte di dati per quello che riguarda il Programmatic Advertising nel nostro Paese, e da Giacomo Fusina di Human Highway. Quest’ultimo presenterà i dati di YourSight, studio realizzato dall’importante società di ricerche per la prima volta insieme ad Engage, e finalizzata a sondare il punto di vista dei professionisti del digital sui principali temi del mercato della pubblicità online.

L’appuntamento è a partire dalle 8:30 al Multisala Orfeo di Milano, in via Coni Zugna 50 (MM2 Sant’Agostino, tram 9, 10 e 14). È ancora possibile partecipare gratuitamente al Programmatic Day registrandosi attraverso il form dedicato.

Dati, dati, dati: preziosi strumenti o indecifrabili rompicapi?

Può succedere che in questo universo data driven, dove tutto pare essere governato sulla base di dati, paradossalmente si scelga proprio di non utilizzare i dati? Si, può succedere. E questa scelta ha quasi sempre a che fare con la più banale e cruda delle motivazioni: cost saving. E’ vero, le voci di costo sono numerose e hanno una certa incidenza (tecnologia, adeguamento delle infrastrutture, gestione, hardware, software, umanoidi, …), ma è una risposta sufficiente? Vogliamo approfondire questo tema e far emergere un grande malinteso di fondo.

Con tutti gli strumenti a disposizione oggi, il processo di acquisizione e fidelizzazione del cliente dovrebbe essere perfetto, infallibile. Qualsiasi responsabile di marketing dovrebbe, ad esempio, essere in grado di riconoscere il proprio cliente quando incontra una sua campagna e proporgli qualcosa di nuovo, attinente ai suoi gusti. Ma non è così semplice.

Spesso questo non accade perché succede che il database dell’investitore non “parli” con il database di chi gestisce le campagne pubblicitarie. Questa è sicuramente una grande inefficienza, un grave spreco di opportunità.

Un altro motivo riguarda il retargeting: spesso il messaggio viene convogliato su un target “arido”, che nella realtà non corrisponde al nostro utente-tipo ma più probabilmente al tipo di utente che vorremmo.

A complicare ulteriormente questo coacervo di elementi ci pensano i costi tecnologici. Ogni piattaforma coinvolta nell’erogazione di una campagna reclama il proprio compenso per ogni impression controllata. Prendiamo ad esempio una campagna programmatica con tutti gli “optional” (dati, verifica della viewability, della brand safety, ecc.) e, sicuramente, le piattaforme coinvolte saranno più di una. Ecco che il budget investito viene decurtato da tali e tanti partecipanti, che quando arriva all’editore, quindi colui che mette a disposizione lo spazio, ma soprattutto la preziosa audience, si è praticamente ridotto del 70% (qualcuno dice anche di più).

Ma torniamo ai dati. Ho sempre pensato che i dati di prima parte rappresentassero un vero e proprio tesoro, in particolare per l’editore. Di quei dati (generalmente login e mail) l’editore conosce tutto, o quantomeno tutte le informazioni raccolte in fase di registrazione. Ma per creare una vera offerta di valore, che potesse risultare utile e interessante per l’investitore, i diversi e numerosi player avrebbero dovuto realizzare un unico bacino di dati stabilendo regole comuni di fornitura. La storia è piena di timidi tentativi in questo senso, ma le alleanze nel nostro mercato sono notoriamente impossibili, quindi anche in questo caso, come in molti altri, l’offerta è talmente frammentata che il dato di prima parte, nella forma in cui viene proposto, sembra aver perso di valore.

Abbiamo detto quindi che ci sono innumerevoli player e ognuno raccoglie, censisce, trasforma, vende i nostri dati secondo criteri differenti. Questo grazie a quei disclaimer che su qualsiasi sito ormai tutti “accettano” con un click quasi automatico, autorizzando l’utilizzo dei famosi “biscottini” da parte di qualche piattaforma di profilazione. Dal punto di vista dell’investitore è qui che emerge il problema: gli strumenti di analisi che vengono impiegati danno spesso rilevazioni contrastanti tra loro ed è difficile verificare la corrispondenza reale delle informazioni, a meno di non controllare fisicamente ogni singolo utente. Ci sono infatti elementi deduttivi che non funzionano affatto alla perfezione: un pc condiviso in famiglia trasmetterà ovviamente informazioni comportamentali tra di loro incoerenti semplicemente perché si riferiscono a diversi utilizzatori dello stesso device. Ma anche nel caso del singolo utilizzatore, non è sempre vero che si comporti in rete come una persona di un determinato genere e di una determinata età. Magari si è divertito proprio per ingannare i sistemi di profilazione.

Insomma, ogni player – editore, investitore, network e DMP – ha la sua dotazione di dati, raccolti in maniera difforme e più o meno affidabile, quindi è evidente che se nella gestione di una campagna l’investitore richiede l’utilizzo del suo database, che non corrisponde ad esempio a quello dell’editore perché il Data Manager è diverso, si creerà certamente una discrepanza e l’ottimizzazione sarà molto difficile.

Fino a situazioni estreme, laddove l’investitore decide di pianificare per audience su siti molto verticali, di nicchia, pensando in questo modo di raggiungere con certezza determinati utenti. E scoprendo che molto spesso, più si restringe il campo e più difficilmente si è in grado di trovare il proprio obiettivo. Ecco quindi che la scelta diventa l’esclusione dei dati e, in un mondo data-driven, ci ritroviamo ad andare “a occhio”, affidandoci a pianificazioni 1.0.

Abbiamo compreso quindi che i dati sono un bene prezioso ma di difficile utilizzo per motivi diversi. Per uscire da queste incertezze, 4w MarketPlace mette in campo due elementi fondamentali: la partnership con un player di assoluta affidabilità e la propria competenza. In tutto il nostro lavoro ci sono infatti sempre due ingredienti imprescindibili: la tecnologia e l’uomo. Tecnologicamente abbiamo inserito nel nostro framework il data management di nugg.ad, partner che tra l’altro aggrega anche i dati di uno dei più famosi e-commerce del mercato, aggiungendo così un potente cluster di “propensione all’acquisto”. Dal punto di vista umano, offriamo la nostra esperienza che, in tema di dati, si esprime nella capacità di scegliere a monte il tipo di approccio per ogni singola pianificazione, tenendo conto dei numerosi fattori che compongono lo scenario. 4w MarketPlace è infatti un ad-tech-network che opera con i dati da molti anni, lavorando per abilitare la connessione tra domanda e offerta con l’obiettivo di portare il miglior risultato in termini di ROI, attraverso l’utilizzo degli strumenti più adatti per ogni singolo investimento.

Il prossimo 12 aprile parteciperemo al Programmatic Day e ci sarà sicuramente occasione per qualche ulteriore battuta sull’argomento.

Teads, viene dal Programmatic il nuovo Publisher Director Corinna Marrone Lisignoli

Corinna Marrone Lisignoli entra in Teads, la società che ha ideato la pubblicità video outstream nonché primo video advertising marketplace al mondo, in veste di nuova Publisher Director.

Con un’esperienza quasi decennale nell’universo digital, Corinna Marrone Lisignoli ha iniziato la sua carriera come giornalista acquisendo, negli anni, una particolare sensibilità verso le esigenze dei publisher. Significativo è il suo know how in ambito programmatico, in cui opera sin dal 2011. Formatasi in Netbooster, digital agency indipendente con uffici in tutta Europa, si è nutrita delle conoscenze derivanti dai mercati più evoluti che ha portato, poi, in 4w Marketplace e messo al servizio di 4w Matic, la nuova unit dedicata all’automated trading.

All’inizio del 2015 Corinna entra a far parte del team PubMatic, SSP americana, contribuendo alla start up dell’ufficio italiano. Qui, ricopre il ruolo internazionale di Senior Customer Success Manager Southen Europe gestendo numerose partnership con publisher premium, elaborando strategie di ottimizzazione per incrementare la monetizzazione e fornendo consulenza agli editori che operano nel mondo del programmatic advertising.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

4w MarketPlace con nugg.ad per offrire un targeting più evoluto

4w MarketPlace, uno dei maggiori network pubblicitari del mercato digitale italiano, ha scelto nugg.ad e le sue soluzioni di data management per offrire ai propri clienti la garanzia di una segmentazione evoluta dell’audience.

Il forte valore aggiunto del data management risponde in maniera efficace alle esigenze sia degli editori che degli investitori: va infatti nella direzione di una monetizzazione globale dell’inventory degli editori del Network 4w, aggiungendo alle pianificazioni trasversali la certezza del target quindi il raggiungimento di uno dei più importanti Kpi richiesti dagli investitori pubblicitari, su tutti i formati e tutti i device.

«Crediamo che questo valore si possa trasferire a tutti i livelli dell’offerta», dichiara Roberto Barberis, Ceo di 4w MarketPlace. «Sia quella programmatica, individuando segmenti di inventory dedicati a cluster di utenti in linea con le necessità del planning, sia quella diretta, iper-customizzata creando cluster di riferimento specifici, soprattutto nell’area del commercio elettronico».

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Massimo Pattano, 4w MarketPlace: «In arrivo nuovi servizi per valorizzare i dati degli editori»

4w MarketPlace continua nel proprio percorso di crescita. Il network pubblicitario è sicuramente il più imponente sul mercato italiano con gli oltre 12.000 editori collegati alla sua piattaforma. Raggiunge il 70% dell’audience totale e gestisce un volume di impression mensili pari a 7 miliardi con un’offerta completa di formati adv sia in modalità diretta che in programmatico.

Il 2015 ha segnato ottimi risultati con un incremento del fatturato pari al 44% rispetto all’anno procedente e con una crescita significativa in particolare del programmatic, che ha pesato per quasi un terzo sul dato globale dell’attività.

«Il programmatic è in crescita anche nel 2016», dichiara in occasione del Programmatic Day, Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w Marketplace, «Come aggregatori ci poniamo in modo da accogliere le richieste che ci vengono dal mercato e rispondiamo con proposte concrete: siamo attrezzati per gestire al meglio il traffico che raccogliamo utilizzando un approccio multipiattaforma e tecnologie atte a valorizzare gli spazi dei nostri editori e al tempo stesso a risolvere dinamicamente le richieste degli investitori. Questo sul programmatico si traduce in un grande sforzo per ottimizzare gli accordi commerciali e devo dire che questo impegno sta dando i suoi frutti».

Come si integra il programmatic nella vostra offerta?

4w MarketPlace è un network di editori. Il programmatic  si integra in maniera naturale con la nostra offerta di formati text-link, display e video. Il nostro obiettivo è quello di monetizzare al 100% l’inventory dell’editore, bilanciando nel modo più efficiente ed efficace programmatic e vendita diretta.

Il programmatic si sta evolvendo in varie forme: cosa ne pensi ad esempio dell’automated guaranteed?

L’automated guaranteed, che in qualche modo mette insieme elementi della vendita diretta con l’uso delle piattaforme di trading tecnologico, non è ancora diventato del tutto patrimonio dell’editoria, ma a livello potenziale può costituire una nuova boccata di ossigeno anche per i piccoli e medi editori, in grado di aiutarli a sostenere il loro business e continuare a produrre contenuti di qualità.

Al Programmatic Day si è parlato molto di native programmatic. Anche per voi è il futuro?

Per ora non vediamo una grossa domanda di native programmatic, ma avendo comunque una grossa fetta della nostra offerta posizionata sul Native, stiamo ovviamente sviluppando servizi e opportunità da poter integrare nelle varie piattaforme. Il Native per noi rappresenta un elemento del nostro DNA, un terreno da presidiare fortemente. Oltre alla sue peculiarità più note, ci interessa capire a fondo la possibilità di automatizzare contenuti e comunicazioni pubblicitarie per servirli in modo dedicato agli utenti, nella forma meno invasiva possibile.

Quali novità presenterete nel corso del 2016?

Abbiamo una serie di frecce al nostro arco, molte vanno a supporto della pianificazione. Vogliamo dare nuovi strumenti agli editori per poter rispondere appieno alle esigenze della domanda. Questo va da una precisa catalogazione dell’inventario con un’assoluta attenzione a tutti gli indicatori che ad oggi si possono raccogliere – Ctr, Vtr, Viewability sono solo alcuni – alla costruzione di nuovi formati sempre più efficaci dal punto di vista della comunicazione.

Programmatic Day, ecco l’agenda della seconda edizione. Posti in esaurimento

Qualità oltre alla quantità”: questo il titolo della seconda edizione del Programmatic Day, l’unico evento italiano interamente dedicato al Programmatic Advertising in programma giovedì 21 aprile a Milano, presso l’Auditorium IULM di Via Carlo Bo.

L’appuntamento, organizzato da Engage e Programmatic Italia, vedrà intervenire aziende, centri media, operatori ed editori in un dibattito aperto su acquisto e vendita di spazi pubblicitari in modo automatizzato.

Il settore vede aumentare rapidamente la sua importanza nell’ambito del mercato pubblicitario (+115% nel 2015 secondo il Politecnico di Milano) e al contempo sta attraversando una chiara fase evolutiva, in cui alla crescita quantitativa si affianca un sempre maggiore focus sulla qualità: il Programmatic, infatti, sta rapidamente superando la connotazione prevalente di efficientamento dell’acquisto di impression invendute, per affermarsi come leva per raggiungere – agendo su dati, creatività e tecnologia – gli utenti giusti con messaggi rilevanti, ovunque essi siano, su qualsiasi canale, al prezzo ideale.

Programmatic-Day: l’agenda del mattino

L’agenda dell’evento, di cui sono in lavorazione gli ultimi dettagli, si aprirà con una disamina su numeri e trend del programmatic e sul livello di conoscenza del settore da parte delle aziende italiane, con il supporto di una ricerca inedita.

In apertura, il Programmatic Day entrerà subito nel vivo di un caso reale di strategia programmatica, con l’esperienza di Hello Bank e Xaxis, che sarà raccontata da Giovanna Loi (Managing Director del braccio programmatico di GroupM) e Luigi Maccallini (Retail Communication Manager in Bnl gruppo Bnp Paribas).

La mattinata proseguirà con una serie di speech a cura dei più importanti player dell’ad-tech: Sara Buluggiu di Rubicon Project aprirà il tema del mobile con un intervento dal titolo “MMM – Monetising Mobile Media”, mentre Mattia Stuani di RadiumOne illustrerà le strategie per passare dall’acquisizione all’attivazione del cliente attraverso il Programmatic ed Enrico Quaroni, di Rocket Fuel, parlerà delle strategie Cross Device realizzabili con l’uso avanzato dei dati.

Spazio quindi a una grande concessionaria italiana: Mediamond, la cui evoluzione sarà illustrata dall’Head of Technology e Business Development Paola Colombo.

Toccherà poi a un ospite internazionale: Phil Duffield, Head of Advertising di AOL International. Duffield, numero uno della struttura commerciale di AOL al di fuori degli Stati Uniti ed ex managing director di Adap.tv, delineerà le opportunità del programmatic nel mondo del video, nello scenario sempre più convergente tra tv e online.

Il tema delle best practice italiane tornerà quindi protagonista con Cristina Ughes (VOS – Publicis Media) accompagnata da un cliente di primo piano. Seguiranno gli interventi di Gaetano Polignano (TradeLab) che illustrerà i vantaggi di una strategia 100% programmatic capace di dipanarsi lungo tutto il funnel del consumatore, di Ilaria Zampori di Quantcast (“Mobile + me” il titolo dello speech) e di Carlo De Matteo, Ceo MyIntelligence, che presenterà i vantaggi di una DMP “Cookieless”.

La fitta agenda del mattino sarà seguita da un lunch break, offerto da Engage e Programmatic Italia a tutti i partecipanti.

Programmatic-Day: l’agenda del pomeriggio

Dopo la pausa pranzo, la seconda parte del Programmatic Day si aprirà con un approfondimento su uno dei temi più sfidanti per la industry della pubblicità online, quello degli ad blocker, che verrà inquadrato con l’aiuto di Fabrizio Angelini (comScore) – che presenterà dati inediti sull’adozione dei filtri anti-pubblicità – e, sotto l’aspetto più squisitamente qualitativo, con l’aiuto di una ricerca di Teads sul perché gli utenti installano gli ad blocker.

A partire dagli ad blocker si parlerà quindi di Native Advertising, una modalità di comunicare che punta al coinvolgimento e che offre sempre maggiori possibilità anche in chiave programmatica, in una tavola rotonda che vedrà intervenire, oltre a Hugues Templier di Teads, Giorgio Mennella di CiaoPeople, Giacomo Zampieron di Zebestof, Claudio Vaccaro di BizUp, Marco Paolieri di Viralize e Sebastiano Cappa di Ligatus.

Finita la tavola rotonda, l’evento allargherà lo sguardo ad altre due esperienze internazionali con AppNexus e Integral Ad Science, per poi tornare in Italia con Luca Mecca di VE Interactive (“Audience Share: collaborare per dare un valore aggiunto ai tuoi dati”) e Nereo Sciutto di Webranking (“Programmatic is the new SEO).

Al termine, prima dell’”happy hour” di chiusura, ci sarà spazio per un ultimo dibattito di attualità: lo sviluppo di forme di programmatic “non Rtb” come il programmatic guaranteed può portare vantaggi significativi ai publisher in termini di valorizzazione della loro inventory? A parlarne, tra gli altri, ci saranno Massimo Pattano di 4W MarketPlace e Marcus Ruhe, esperto olandese di architetture programmatiche e coach di Lens Academy.

Una conclusione di lavori di sicuro interesse per un evento che si propone di illustrare lo scenario del programmatic in tutte le sue sfaccettature, a cui solo per pochi giorni sarà ancora possibile iscriversi sul sito dedicato www.programmatic-day.com. Gli oltre mille posti garantiti dall’Auditorium IULM sono infatti in esaurimento.

4w Marketplace: 2015 in crescita. Dal programmatic quasi un terzo del business

4w Marketplace continua nel proprio percorso di crescita. Per il 2015, sono buoni sia i risultati economici sia quelli strategici raggiunti, complice anche il Programmatic.

Il network pubblicitario registra un incremento del fatturato pari al 44% rispetto all’anno precedente e un Ebitda positivo di oltre l’8% rispetto alle revenue, con il quale raddoppia le performance del 2014 in termini di marginalità.

La crescita più significativa si è verificata in due ambiti di prodotto: nel business storico di 4w, quello degli annunci testuali native (+10%) e nei formati video, grazie all’apporto dell’inventory che Simply aveva aggregato e fatto crescere intorno a questo formato e ai prodotti editoriali che 4w ha proposto ai propri publisher nell’ultimo anno. Rilevante è stato il contributo del programmatic, che ha pesato per quasi un terzo sul dato globale dell’attività.

Per quanto riguarda gli obiettivi 2016, l’executive chairman di 4w Marketplace Gabriele Ronchini, contattato telefonicamente, ha commentato: «Stiamo continuando la nostra crescita dopo una serie di importanti scelte dal punto di vista dello sviluppo, come l’integrazione con ProAdvSimply. Siamo stati avvantaggiati dalle scelte tecniche dell’ultimo periodo che ci hanno portato a una crescita maggiore rispetto ai trend del mercato. Per il 2016 confidiamo in una crescita tra il 10 e il 15% a parità di perimetro rispetto all’anno precedente e vogliamo potenziare la nostra piattaforma. Il mercato in crescita ci fa ben sperare. La nostra strategia è in continua evoluzione e puntiamo all’internazionalizzazione dopo esserci consolidati sul mercato italiano. Vedremo in seguito se affidarci a partner sul territorio o se costruire team da zero».

Leggi l’articolo completo su Engage

A-day 2015: un confronto accesso su tecnologia e programmatic

Tutti gli indicatori dicono che il Programmatic è uno dei segmenti a maggior crescita nell’online adv. Ma nel complesso, tecnologia, dati e compravendita automatizzata della pubblicità stanno portando vantaggi concreti a editori e inserzionisti, oppure non è così?

Dalla quarta edizione di A-day, l’evento organizzato da 4W MarketPlace con il patrocinio di FCP ed Editori Digitali svoltosi giovedì a Firenze, non è emersa una risposta univoca, ma qualche ragionevole certezza per il futuro, sì.

La prima è che il Programmatic è uno tsunami che non lascerà tutto come prima (con effetti che già si vedono, non tutti positivi). La seconda è che nell’ambito di questo terremoto ci sono già diverse indicazioni per ritrovare la bussola, la sfida per tutte le parti coinvolte è saperle “leggere”, e agire.

Certo è che, sulla valorizzazione delle audience così come su altri temi cui si è accennato nel corso dell’A-day come viewability, ad blocking e traffico non umano, la capacità di “fare squadra” potrebbe facilitare decisi passi avanti nel mercato. Tuttavia, come è chiaramente emerso dal vivace confronto che ha caratterizzato l’A-day 2015, il superamento delle tradizionali barriere tra singoli player e interessi nel nome di un supposto interesse comune incontra forti resistenze. In Italia, probabilmente, più che altrove.

Da questo punto di vista, A-Day 2015 ha costituito un punto di partenza interessante e ricco di spunti, da cui partiranno anche una serie di iniziative concrete come un ciclo di corsi di formazione proprio sull’uso della tecnologia targati FCP, a beneficio delle concessionarie aderenti. Si parte a gennaio.

La cronaca dettagliata dell’evento è su Engage.it.

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Un momento dell’evento

A-Day 2015: si parla di viewability, programmatic e big data

Si avvicina la quarta edizione dell’A-Day, l’iniziativa rivolta ai professionisti dell’advertising digitale che hanno una funzione di informazione e di formazione, in programma a Firenze all’Auditorium de La Nazione, giovedì 12 novembre.

L’evento, che sarà condotto da Enrico Pagliarini di Radio 24 e Layla Pavone di Digital Magics, viene organizzato da 4w MarketPlace, realtà del settore rafforzata dal recente accordo con SimplyAdv, con l’obiettivo di offrire un’occasione di approfondimento, di scambio di opinioni e di aggiornamento del mondo della pubblicità online, in continua evoluzione. 4w raccoglie quindi il testimone di SimplyAdv, che aveva dato origine all’iniziativa.

Il titolo dell’evento riassume gli argomenti scelti per questa edizione, La Tecnologia Accorcia le Distanze. Si parlerà di viewability, di programmatic e di big data, mettendo a fuoco le opportunità che la tecnologia può offrire, provando a fare chiarezza su come sfruttare questo grande potenziale in maniera proficua. Quest’anno l’A-Day sarà patrocinato da FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità e dall’associazione Editori Digitali.

Roberto Barberis, ceo di 4w, commenta: «Il settore del digital advertising è in costante evoluzione, per questo la formazione è fondamentale sia per i player del mercato, sia per gli editori, sia per gli investitori. L’individuazione delle migliori opportunità per il proprio business passa da un aggiornamento continuo, che 4w vuole offrire e condividere, tramite un’occasione concreta di informazione, formazione e approfondimento. Il ruolo istituzionale che FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità e Editori Digitali rivestono è fondamentale per la promozione di attività formative come l’A-Day e per la diffusione di contenuti privi di condizionamenti di tipo commerciale, su
tutta la filiera degli associati».

Presenti, tra gli altri, a Firenze, Fabrizio Angelini, Elena Moriondo, Biagio Stasi, Paolo Bordini, Paola Colombo, Greta Barsanti, Enrico Ciampini e Luca Morpurgo.

Il programma completo della giornata è consultabile sul sito https://www.a-day.it dove è anche possibile accreditarsi per partecipare.

Roberto Barberis, 4w MarketPlace: «Il Programmatic? Occorre imparare a utilizzarlo in maniera adeguata»

Il programmatic è un mondo ancora tutto da scoprire. Come per tutte le innovazioni, specialmente quelle ad alto potenziale, «occorre imparare a utilizzarlo in maniera adeguata, prestando molta attenzione alle possibili conseguenze e guardando un po’ più in là del brevissimo termine». Ad affermarlo è Roberto Barberis, ceo di 4w MarketPlace, ad-network che attraverso tecnologie proprietarie riesce a gestire il rapporto con i publisher e a connetterli a diverse SSP e DSP. «La premessa fatta – continua il ceo – è doverosa quando si tratta del mercato italiano che, rispetto a quello anglosassone, per esempio, vive le novità in maniera un po’ schizofrenica, mantenendo però metodi e consuetudini che appartengono a sistemi diversi, e che quindi risultano spesso inadeguati».

Ci può fare un esempio di quanto afferma?

Un’importante caratteristica del programmatic è sicuramente la propensione verso l’audience: gli algoritmi dovrebbero inseguire l’utente su qualsiasi sito egli stia navigando, il che dovrebbe escludere una pianificazione su brand editoriali specifici. Questo spesso non succede. La tendenza da parte dei brand è quella di posizionarsi su pacchetti di traffico predefiniti, andando a inficiare i vantaggi propri degli automatismi del programmatic. Aggiungo poi un altro aspetto tipicamente italiano che riguarda le relazioni storiche tra le parti, difficilmente adattabili all’automazione.

Voi come vi posizionate in questo mercato?

Il nostro posizionamento è esattamente quello di un ad-network, la nostra mission è portare traffico raffinato secondo le esigenze della domanda. Il nostro ruolo è di agevolare gli editori nell’affrontare il mondo del programmatic evitando loro la complicazione di relazionarsi con le numerose piattaforme del mercato. Inoltre, per ottenere la maggior efficienza del programmatic, è necessario uno sforzo formativo imponente e anche in questo ambito 4w è particolarmente attiva, per esempio con eventi e un tavolo di lavoro FCP che raduna sia la domanda sia l’offerta.

Dati e pubblicità: quanto sta diventando importante questo binomio?

Mi pare che si stia attraversando una fase di profonda riflessione intorno a questo tema. In linea generale, costruire infrastrutture complesse è molto oneroso e potrebbe risultare insostenibile rispetto al valore che il mercato è disposto a riconoscere attualmente al dato. Per quanto riguarda 4w, utilizziamo già strumenti di qualificazione del dato estremamente efficienti e insieme ad alcuni partner stiamo studiando delle soluzioni che permettano un utilizzo dell’enorme mole di dati a nostra disposizione sempre più efficace e in linea con gli strumenti di misurazione riconosciuti dagli advertiser.

A livello di prodotto, quali sono le novità della vostra offerta nell’area programmatic?

Grazie all’operazione di integrazione con Simply, oggi abbiamo un importante posizionamento sul video: oltre a editori che utilizzano i loro contenuti per propagare i nostri pre-roll, siamo in grado di fornire contenuti a player ed editori che non hanno questa possibilità. Abbiamo inoltre una solida presenza sulla display standard e siamo in costante crescita sul segmento rich media.

Prima l’integrazione con Simply, poi la nuova brand image. Come va il 2015 di 4w MarketPlace?

Abbiamo affrontato l’operazione societaria con grande entusiasmo mettendo a fuoco tutte le possibili sinergie e in questa fase, nella quale l’integrazione tra le due realtà, soprattutto delle rispettive piattaforme tecnologiche, è quasi completata, cominciamo a registrare ottimi risultati. Mi piace pensare a 4w come una macchina con enormi potenzialità. Il nostro intento da qui alla fine dell’anno è far andare a regime l’insieme per raggiungere il massimo della prestazione.