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Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

Esprimi la tua opinione sui trend del digitale: partecipa a Yoursight!

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Territorio e digital advertising: il workshop di 4w MarketPlace e Almed alla Milano Digital Week

Tra i protagonisti dell’edizione 2019 della Milano Digital Week, ci sono anche 4w MarketPlace e il Master in Digital Communications Specialist di Almed, con un workshop dedicato alla trasformazione subita dal territorio urbano in relazione agli sviluppi digitali dell’advertising.

L’incontro offrirà un approfondimento sull’evoluzione delle tecnologie di distribuzione del digital advertising che si sono spinte fino a creare occasioni concrete di relazione intelligente con il territorio urbano: nel tempo è cambiata la città e sono cambiate le abitudini delle persone, che oggi si affacciano su scenari in cui, ad esempio, un quartiere si anima attraverso comunicazioni digitali e rapisce il passante con offerte culturali e commerciali utilizzando tecnologie push o corner.

Insieme ad esperti di settore si parlerà di tecnologia, comunicazione, sociologia, marketing, design e urbanistica. Parteciperanno: Nicoletta Vittadini, Direttore del Master in Digital Communications Specialist e Professore Associato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Layla Pavone, Condirettore del Master in Digital Communications Specialist e Consigliere e Chief Innovation and Marketing & Communication Officer di Digital Magics, Gabriele Ronchini, Executive Chairman di 4w MarketPlace e Fondatore e Amministratore Delegato di Digital Magics, Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w MarketPlace, Patrizia Musso, Founder & Director di Brandforum.it e Adjunct Professor dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Carlo Rinaldi, Marketing & Innovation Director di Clear Channel Italy Outdoor.

L’appuntamento è per il prossimo 15 marzo, dalle 14.30 alle 16.30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sala Cripta Aula Magna, in Largo A. Gemelli 1 a Milano. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la registrazione a questo link.

4w Marketplace: «Il Programmatic Native è l’occasione da cogliere per ampliare il mercato»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w Marketplace. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Un ambito di sviluppo interessante per il programmatico nel 2019 potrebbe rivelarsi quello del Native. Se ne parla da alcuni anni ma, al di là di tanti proclami, non ha ancora effettivamente preso piede per una serie di motivi. Il forte potenziale del programmatico, che anche nel Native comincia ad esprimersi, consiste nella capacità di raggiungere l’utente che c’è dietro ad ogni singola impression andando ad individuarne le specifiche caratteristiche. Questa logica rappresenta dunque una grande opportunità anche per i numerosi editori specialistici o new-comers magari di dimensioni limitate ma che dispongono di audience molto verticali, quindi estremamente interessanti per l’investitore. Ritengo che il Native in programmatico debba essere l’occasione da cogliere nel 2019 per ampliare il mercato, andando quindi a contrastare la tendenza alla selezione di pochi grandi editori con larghe inventory generaliste che gli strumenti di data management riescono a caratterizzare solo in maniera approssimativa e spesso ipotetica.

La crescita del programmatic continua, anno dopo anno, ma certamente non più in modo esponenziale, complice una serie di fattori: il GDPR, varie trappole disseminate lungo la strada della standardizzazione tecnologica, una serie infinita di kpi, Ads.txt, la coalition for better ads. Aggiungo che in Italia pesa una certa complessità nell’organizzazione della filiera, a differenza dei paesi anglosassoni dove tutto sembra essere più snello. Oggi il programmatic vale circa il 15% dell’internet advertising ma c’è sicuramente molto spazio di miglioramento».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Spesso il nostro settore si concentra su determinati temi, anche importanti, ma purtroppo in maniera del tutto pretestuosa. La brand safety e l’invulnerabilità dei dati, ad esempio, sono questioni serie e di importanza fondamentale della quali si è fatto un gran parlare in decine di convegni, si sono impostate strategie di planning apparentemente molto stringenti. Ma nella realtà, si è continuato a favorire sempre e comunque contesti che, proprio per la natura del modello di business, hanno dimostrato di rappresentare quanto di più insicuro e vulnerabile nell’offerta del digital advertising. Ci si sarebbe aspettato che dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, gli investitori avrebbero bruscamente cambiato rotta, ma così non è stato affatto. E ancora, se qualche tempo fa lo user generated content non godeva di buona fama, oggi gli investitori lo considerano un veicolo indispensabile e imprescindibile delle proprie strategie di comunicazione, a dispetto di qualsiasi considerazione sensata sulla brand safety.

Quest’anno non mi aspetto cambiamenti rilevanti dal punto di vista della regolamentazione in ambito programmatico, mentre penso che i temi dei quali si parlerà saranno numerosi: il GDPR, il Consent Framework, i Kpi, i dati, l’intelligenza artificiale, e direi la blockchain».


4w Marketplace sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

4w MarketPlace partner unico di Ansa.it per video e display in programmatic e guaranteed

Dopo aver collaborato per diversi anni come partner tecnologico di Ansa, 4w MarketPlace inaugura un nuovo capitolo della partnership con la prestigiosa agenzia di informazione per la quale si occuperà in maniera esclusiva della vendita dei formati video e display in programmatic e programmatic guaranteed. La società guidata dal Ceo Roberto Barberis affiancherà inoltre, sempre in esclusiva, la forza vendite di Ansa sulle pianificazioni premium.

In seguito alla cessazione del rapporto con la concessionaria Sky Media (che si era assicurata l’incarico nel 2017 nell’ambito dell’accordo per la raccolta di Tiscali e del suo network gestita da Veesible), Ansa ha infatti deciso di gestire al proprio interno la raccolta pubblicitaria di Ansa.it e di farsi affiancare da 4w MarketPlace anche per tutto ciò che è l’ambito programmatic e guaranteed.

Ansa e 4w MarketPlace, si legge in una nota, hanno pianificato per il 2019 obiettivi sfidanti sostenuti dai contenuti editoriali, dalla tecnologia, dall’affidabilità e dalla capacità di raggiungere gli obiettivi degli investitori pubblicitari. Ansa.it è uno dei principali siti di informazione italiana (primo per affidabilità secondo il Digital News Report 2018 del Reuters Institute) con una media oltre 29 milioni di browser unici al mese e 164 milioni di pagine viste (Google Analytics, media giugno/dicembre 2018).

“Siamo molto orgogliosi dell’incarico che Ansa ci ha affidato, soprattutto perché conferma la bontà del lavoro svolto insieme negli anni e la fiducia nei progetti di sviluppo che 4w propone per il futuro”, afferma Roberto Bassani, Chief Product & Technology Officer di 4w MarketPlace.

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Roberto Bassani

“Da molti anni Ansa.it fa parte del network 4w e con l’accordo raggiunto oggi andrà a rafforzare in maniera importante e trasversale la struttura dell’offerta 4w, in programmatico e in reservation, anche sui segmenti Video e Display”, commenta Roberto Barberis, Ceo di 4w. “Ansa.it è uno dei principali siti di informazione in Italia, prestigioso ed autorevole, e rappresenta dunque uno spazio ideale per i nostri investitori”.

 

Publisher Day, riflettori sul Programmatic: «Editori, fate sistema per trarre valore dai dati»

Programmatic advertising sotto i riflettori nell’edizione 2018 di Publisher Day, l’evento annuale organizzato da 4w MarketPlace per approfondire i temi caldi del mercato della pubblicità online dal punto di vista degli editori.

Quest’anno, il network pubblicitario di cui è Ceo Roberto Barberis ha voluto concentrare la discussione sull’ad-tech, mettendo al centro il mondo delle agenzie media e dei trading desk, ossia le strutture che comprano spazi pubblicitari in programmatic per conto di aziende e brand. Così, all’Open di via Montenero a Milano Ugo Benini, Chief Digital Officer di Zenith, Umberto Bottesini, Chief Programmatic & Data Officer di Dentsu Aegis Network e Davide Costantino, Head of Affiperf – Programmatic, Havas Media Group, si sono prestati a rispondere alle domande di Massimo Pattano, Marketing Manager di 4W, su temi come la concentrazione del mercato sugli OTT, il GDPR, i Kpi sempre più ardui cui dare risposta.

Punto di partenza, la constatazione che editori e investitori, che sembravano “continenti in avvicinamento”, oggi si ritrovano invece ad essere piuttosto distanti, come dimostrano anche l’andamento recente degli investimenti pubblicitari. Cosa è successo? Gli OTT si sono presi la scena? «Google, Facebook, Amazon hanno avuto e hanno ancora un certo fascino di innovazione», ha confermato Ugo Benini, aggiungendo che questi big player digitali hanno preso nei piani digital dei clienti il posto tradizionalmente occupato dalle grandi concessionarie: «specialmente quando c’è molta attenzione al budget sono piattaforme con cui in un certo senso si va sul sicuro, “nel dubbio, non sbaglio”». E in tutto questo, c’è spazio per gli editori emergenti, magari di nicchia? «Si ma bisogna raccontarli bene, soprattutto verso clienti con grossi budget, che magari sono pronti a raccogliere sollecitazioni su qualcosa di innovativo», ha detto il Cdo di Zenith.

E poi c’è la richiesta di Kpi sempre più selettivi, dalla viewability alla brand safety… «Purtroppo la brand safety è stata adottata dai clienti nella modalità più “punitiva” per i publisher – ha detto in proposito Benini – trasformando un concetto che dovrebbe essere soprattutto intuitivo e di sensibilità in un processo di esclusione “meccanica” basato su url e keyword. Di fatto però, se un brand decide che non vuole erogare nelle pagine in cui è presente la parola “attentato”, “terrorismo”, omicidio eccetera, qualunque editore di news è automaticamente escluso dalla potenziale delivery, senza contare che tra viewability, dati, centinaia di keyword, a volte diventa oggettivamente difficile erogare la campagna». Questo in un contesto in cui, paradossalmente, Facebook e Google dopo i vari e recenti problemi su metriche e brand safety hanno fatto i loro record di fatturato, come ha fatto notare Umberto Bottesini: «Nessuno ha spiegato bene ai clienti che nelle piattaforme basate su UGC la maggior parte dei contenuti è di bassa qualità», mentre Davide Costantino ha posto l’accento sull’ulteriore confusione data dalla mancanza di standard condivisi per la validazione di metriche come la viewability. «Usando varie piattaforme come IAS, Moat, Doubleverify si riscontrano grandi differenze nei risultati. Ma lo standard qual è?», ha osservato l’head of Affiperf.

E dunque, in uno scenario così complesso, quali sono le iniziative concrete che un editore può mettere in campo per rendere il proprio prodotto più “appetibile” per un mercato digital che si vira sempre di più verso il programmatico? «In primo luogo, fate sistema – ha suggerito Umberto Bottesini agli editori presenti –. In particolare nel mercato dei dati, voi sedete su un tesoretto ma il dato per essere significativo dev’essere a volume. Anche parlando di publisher importanti, la quantità di dati che possono raccogliere da soli è troppo ridotta per essere realmente significativa. Dovreste consorziarvi. Messo a sistema, il dato vale molto».

Un altro aspetto è vincere le resistenze che comunque ci sono ancora verso le tecnologie di ad-tech, e usarle con “onestà” per non essere tagliati fuori dalle scelte del lato domanda: «La prima cosa che chiedo a editori e network pubblicitari – ha detto Ugo Benini – è non fatemi lavorare due volte. Se notiamo reiterati comportamenti poco corretti, preferiamo escludere certi interlocutori dalle pianificazioni. Anche perché dover fare il lavoro supplementare per ripulire le audience dalle sorgenti non trasparenti, genera un extra lavoro che è anche un extra costo. La nostra regola è questa: publisher virtuosi, pricing virtuoso».

E infine, puntare sul video: «L’inventory video resta una risorsa scarsa, soprattutto parlando di preroll» ha commentato Davide Costantino, che ha concluso con un semplice consiglio ai publisher: «premesso che oggi un editore può monetizzare qualsiasi tipo di contenuto, se ne avete la possibilità portate audience sui video».

Più che mai attuali, dunque, i temi trattati nel corso dell’edizione 2018 dell’evento, che ha riscosso un buon successo anche in termini di partecipazione. «Promuovere il confronto diretto tra investitore ed editore, offrire un’occasione di reale scambio e di crescita attraverso un incontro dall’impronta operativa su tematiche cruciali e concrete è da sempre l’obiettivo del Publisher Day di 4w», commenta Roberto Barberis. «Crediamo sia importante il contributo di tutti noi operatori del digital advertising per una crescita corretta del settore. Oggi più che mai, c’è bisogno che i nostri stakeholder facciano sentire la propria voce, ognuno per il suo ambito, per fare chiarezza e soprattutto per trovare soluzioni condivise».

Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

4w Marketplace lancia una suite di targetizzazione e aggiorna l’offerta pubblicitaria

4w Marketplace ha reso disponibile una suite di targetizzazione dell’audience basata sugli interessi, realizzata in collaborazione con la data management platform partner nugg.ad.

Il pubblico dell’intero network è stato vagliato tramite sondaggi che hanno portato ad individuare gli interessi primari degli utenti partecipanti. Ad oggi è possibile acquistare pacchetti dedicati ad una serie di categorie: Responsabili d’acquisto, Sport & Fitness, Consumer Electronics, Travel, Fashion, Offerte commerciali.

Sono inoltre disponibili le ottimizzazioni basate sulla post valutazione, realizzate grazie alla partnership con Nielsen e Integral Ad Science che consentono di aggiornare costantemente i parametri utili alla definizione dell’audience e dei vari dati storici.

In tema di pubblicità video, 4w MarketPlace lavora all’ampliamento della propria suite e per la fine del mese prevede di completare la realizzazione di un nuovo formato Native che risponderà quindi ai requisiti L.E.A.N., con l’obiettivo di raggiungere l’utente con comunicazioni sempre più efficaci.

Questo inizio d’anno vede inoltre il rafforzamento dell’intera linea tecnologica dell’azienda con l’obiettivo di completare il processo che porterà all’unificazione di tutti i formati gestiti da 4w MarketPlace – Native, Video e Display – sotto un’unica piattaforma. Questo processo è iniziato lo scorso anno, ha raggiunto diverse fasi intermedie e vedrà imprimere un’importante accelerazione nei mesi a venire per l’ottenimento del risultato finale.

Si tratta di un traguardo “estremamente importante”, si legge nella nota, che consentirà  la programmazione di operazioni cross- e multi-formato in maniera agile ed efficace e che offrirà ai clienti la possibilità di un’unica azione per raccogliere sia awareness che performance pura, attraverso la modulazione di una serie di ottimizzazioni articolate in modo da sfruttare tutto il potenziale del digitale per una comunicazione davvero efficace.

“In un anno così denso di incognite, tra il filtro pubblicitario di Chrome, GDPR e KPI, il nostro messaggio è chiaro e forte”, afferma Roberto Bassani, CP & TO della società, “Il contributo di ogni player in questo mercato deve essere concreto, portare innovazione, creatività, inventiva. E 4w MarktePlace partecipa sempre con tutte le sue energie migliori per continuare ad essere il primo ad-tech network italiano”.

“La sensazione è che il mercato sia partito piuttosto lento quest’anno, un po’ per tutti”, ha aggiunto il Ceo Roberto Barberis, “Ma 4w MarketPlace è attiva con proposte mirate ad intercettare le pianificazioni più esigenti. Abbiamo sempre cercato di andare nella direzione di una pubblicità utile e a maggior ragione, nel periodo di ripensamento delle logiche dell’adv digitale che l’industry tutta sta attraversando, vogliamo offrire soluzioni concrete per una comunicazione efficace, che arrivi a destinazione nel momento in cui si sviluppa un bisogno, nella situazione adatta a stimolare un desiderio, sui diversi device, nelle differenti circostanze”.

4w MarketPlace, il Programmatic corre: +30% la raccolta automatizzata nel Q1 2017

Con una chiusura del 2016 a +9% a quota 7 milioni di euro di fatturato, e con un inizio d’anno ancora più brillante, 4w MarketPlace può dirsi senza dubbio soddisfatta delle proprie performance.

Nato nel 2009 come startup dell’incubatore Digital Magics, il network pubblicitario specializzato nella vendita diretta e automatizzata di formati pubblicitari desktop e mobile ha messo a segno nei primi tre mesi dell’anno un incremento del giro d’affari del 20% rispetto allo stesso periodo del 2016. Un trend positivo, trainato anche dal business programmatico, come ci spiega Roberto Barberis, CEO di 4w MarketPlace.

Roberto, come sta andando il business Programmatico di 4w MarketPlace?

«Direi decisamente bene, siamo fortemente posizionati in ambito Programmatico e vediamo che il mercato continua a dare segnali di crescita importanti. La nostra piattaforma è collegata a tutte le principali SSP per la gestione dei diversi formati per poter in questo modo cogliere le migliori opportunità in ogni ambito. Nel primo trimestre 2017 abbiamo registrato un incremento del fatturato in programmatico di circa il 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Direi un ottimo risultato, al di sopra delle previsioni di crescita annue presentate dal PoliMi il mese scorso che parlano del 25%».

Formati-4w-MarketPlace

Quanto pesa attualmente la raccolta automatizzata sul vostro giro d’affari?

«Circa il 40% del nostro fatturato viene generato tramite piattaforme, sia attraverso deal che in open market, con le due linee di prodotto Video e Display».

Quali saranno i vostri focus per quest’anno sull’area Programmatic?

«La novità principale è quella che abbiamo presentato al Programmatic Day lo scorso mese e riguarda l’adozione di questa modalità di vendita anche sul formato Annunci Native, segmento nel quale 4w è fortemente presente da lungo tempo. La soluzione è stata realizzata insieme a Zodiak Advertising che ci ha fatto da facilitatore verso la tecnologia AppNexus. La piattaforma beneficia di una porzione dell’inventory del net­work, disponibile tramite deal o in automated guaranteed».

Avete in cantiere altre novità?

«Nel corso dell’anno abbiamo in piano il lancio di diversi nuovi prodotti che nascono ovviamente già con tutte le caratteristiche necessarie alla gestione anche in programmatico. Ma non voglio anticipare ancora nulla».

4w MarketPlace al Programmatic Day: «Un anno pieno di sviluppi tecnologici»

Programmatic-Day, l’evento italiano sul programmatic advertising organizzato da Engage e Programmatic Italia, è stato l’appuntamento scelto da 4w MarketPlace per il battesimo ufficiale di NativeMatic, la nuova tecnologia per la gestione di formati di annunci native in modalità programmatica.

Una novità realizzata grazie alla collaborazione di Zodiak Advertising che amplia l’offerta di prodotti pubblicitari di casa 4w e sottolinea l’impegno della società sul fronte dello sviluppo tecnologico dopo il recente lancio della nuova Suite Video, come ha spiegato all’evento Roberto Bassani, Chief Product & Technology Officer. Non è tutto: nell’intervista realizzata a margine il manager anticipa anche i prossimi sviluppi, con il lancio in particolare di formati video nativi e una razionalizzazione degli strumenti messi a disposizione dei clienti per offrire in modo semplice soluzioni cross-canale e cross-device.

4W MarketPlace lancia una soluzione di Programmatic native

4w MarketPlace lancia 4w Native Matic, tecnologia per la gestione di formati Annunci Native in modalità programmatica, realizzata in collaborazione con Zodiak Advertising, la soluzione AdTech cross-SSP, che ha abilitato la connessione della piattaforma 4w con la tecnologia AppNexus.

Con l’attivazione della modalità programmatica, l’ad-network andrà ad ampliare l’offerta per i clienti che si stanno rivolgendo al native con richieste automatizzate. 4w Native Matic metterà loro a disposizione una consistente porzione dell’inventory (2 Miliardi di impression) tramite specifici deal, offrendo la possibilità di qualificare anticipatamente le impression (geo, device, beacon) destinate al bacino programmatico.

Nel piano degli sviluppi tecnologici di 4w MarketPlace del 2017, questo rilascio rappresenta una fase intermedia del processo che porterà alla riunione di tutte le componenti tecnologiche dell’azienda in un solo framework per la gestione dei diversi prodotti (Native, Video e Display). La MetaSSP di Zodiak Advertising, una soluzione plug and play per attivare scambi in Open Market e PMP, in tempo reale e da un’unica interfaccia, da questo momento consente la remunerazione dell’inventory anche attraverso i formati contestuali.

«Con la nostra proposta vogliamo sicuramente partecipare all’evoluzione del prodotto sul mercato ponendo le condizioni migliori per ottenere risultati soddisfacenti, soprattutto mantenendo alto il valore del Native Advertising per le sue preziose specificità», ha detto Roberto Bassani, Chief Technology and Product Officer di 4w MarketPlace, «Grazie al contributo di Zodiak siamo certi di aver trovato la formula giusta».

«Grazie al progetto 4w Native Matic, Zodiak Advertising entra ufficialmente nel segmento Native advertising ampliando ulteriormente la propria offerta di servizi per i publisher», ha aggiunto Ellis Bosisio, Chief Technology & Operation Offiicer di Zodiak, «il Native rappresenta uno dei comparti a maggior crescita nel mondo dell’advertising online ed è per tale motivo che abbiamo ritenuto fondamentale supportare key client come 4w in questo ambito».

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Ellis Bosisio, Coo & Cto di Zodiak Advertising

Il network pubblicitario guidato dal Ceo Roberto Barberis ha rilasciato il mese scorso un Player video su cui andrà a declinare tutti i propri formati pubblicitari.