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Le alternative dei brand al Super Bowl; Google sotto la lente dell’Antitrust europeo

Si avvicina il grande evento sportivo, i cui spazi adv quest’anno arrivano a costare più di 5 milioni di dollari. Intanto Google difende davanti all’UE l’imparzialità delle sue aste

di Alessandra La Rosa
30 gennaio 2018
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La febbre (anche pubblicitaria) da Super Bowl – l’evento è atteso per domenica prossima, 4 febbraio -; Google che fronteggia accuse di posizione dominante, con il sistema di aste pubblicitarie del suo motore di ricerca sotto la lente dell’Antitrust europeo; e l’attenzione degli inserzionisti di video adv che si sposta verso formati più “sicuri”. Ecco alcune notizie interessanti (e curiose) della giornata.

Acquistare uno spot al Super Bowl. Oppure…

Trentadue anni di annunci video mobile, 2,6 miliardi di impression su Instagram, 2,6 milioni di click search su Amazon, 1,85 miliardi di impression display o, qualora foste interessati all’influencer marketing, 8 post sponsorizzati con Selena Gomez. E’ quello che si potrebbe fare con 5,2 milioni di dollari di budget, ossia quello che costa in media, oggi, uno spazio pubblicitario di 30 secondi durante il Super Bowl. L’evento sportivo americano dell’anno, si sa, da sempre attrae i più grandi big spender, che fanno a gara a chi confeziona lo spot più spettacolare. Ma, numeri alla mano, ne vale la pena? Leggi di più su Digiday.

Google sotto la lente dell’Antitrust europeo

Google potrebbe dover pagare multe salate all’Antitrust europeo. Sotto accusa c’è il sistema di aste pubblicitarie del motore di ricerca: secondo vari competitor della società esso avvantaggerebbe il servizio Google Shopping, che vincerebbe la maggior parte degli spazi adv a disposizione togliendoli a quelli di altri retailer. A tali accuse Mountain View si difende affermando di offrire ai competitor le stesse opportunità di mostrare annunci pubblicitari che ha lei, e adesso ha poche ore per dimostrare all’Unione Europea che il proprio sistema rispetta le severe norme imposte dall’Antitrust. La mancata osservazione di tali norme potrebbe costare a Google fino al 5% dei ricavi giornalieri globali. Leggi di più su AdAge.

Video Adv, cresce l’attenzione verso i contenuti brandizzati

Le aziende che investono in pubblicità video sono più propense quest’anno ad aumentare i loro budget su video brandizzati creati insieme agli editori, mentre cala l’euforia sui tradizionali video pre-roll da 30 secondi. E’ quanto rivela una ricerca internazionale di Advertiser Perceptions per Trusted Media Brands, che ha analizzato la situazione della pubblicità video nel 2018. Secondo lo studio, il 35% conta di aumentare la spesa dedicata alla creazione e distribuzione di video “branded”, contro il 28% che mira a investire di più su pre-, mid- e post-roll. Effetto della questione brand safety? Leggi di più su MediaPost.

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