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SpotXchange, via al rebranding: la SSP diventa SpotX

L’operazione riflette i cambiamenti del mercato e della stessa piattaforma: l’azienda ha abbreviato il suo nome per evidenziare la sua evoluzione nel tempo da “semplice” ad exchange a piattaforma olistica per il management dell’inventory video

di Simone Freddi
02 settembre 2015
Spotx-logo

SpotXchange diventa SpotX. La società di Denver, detenuta al 65% da RTL Group e proprietaria di una tra le più utilizzate piattaforme di video programmatic per gli editori, ha annunciato il proprio rebranding.

L’operazione riflette i cambiamenti del mercato e della stessa piattaforma: l’azienda ha abbreviato il suo nome per evidenziare la sua evoluzione nel tempo da “semplice” ad exchange a piattaforma olistica per il management dell’inventory video, sviluppata specificatamente per il lato dell’offerta, ossia per gli editori.

La piattaforma di SpotX oggi integra un ad server, una SSP, e un’infrastruttura per la vendita di spazi in programmatic utilizzabile sia in open market sia in modalità private marketplace. Tutto questo ​​per aiutare i publisher a gestire in un’unica piattaforma tutte le modalità di vendita della propria inventory video su desktop, mobile e dispositivi connessi in generale.

SpotX è molto cresciuta nel 2015, con tre nuovi uffici aperti, il 28 % di aumento dell’organico globale nei primi 6 mesi dell’anno e un aumento del 90% dei ricavi nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 .

In particolare, SpotX ha visto quest’anno un massiccio aumento nella vendita automatizzata di inventory premium, in primo luogo attraverso un maggiore uso dei private marketplace​​, che ora gestiscono oltre il 40% delle impression gestite sulla piattaforma. Rispetto al primo semestre 2014, l’utilizzo dei private marketplace è cresciuto del 112% nel 1H 2015.

«Negli ultimi anni si è parlato di modelli di vendita programmatic e dirette come se fossero concorrenti. Con entrambe le possibilità ora integrate in piattaforme olistiche, gli editori stanno iniziando a sfruttare i punti di forza del programmatic a fianco della vendita diretta, piuttosto che dare la priorità a uno rispetto all’altro», ha detto Mike Shehan, fondatore e Ceo di SpotX.

Leon-Siotis-spotxchange
Leon Siotis

Attualmente, SpotX con la sua piattaforma è utilizzata da editori come The Atlantic, Vox Media, Meredith Local, NDN, E.W. Scripps, Gamut, Viewster, Newsy, Bonnier, TEN: The Enthusiast Network, LifeZette, TV Insider, Tetris, iWin, Mode, e Digital Trends. La società non ha ancora uffici in Italia, mercato che fa capo alla direzione Regno Unito e Sud Europa, guidata da Leon Siotis.

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