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SpotX presenta la SDK per tvOS: gli editori possono monetizzare le app ideate per Apple Tv

Gli annunci video erogati sulle Apple Tv possono essere venduti sia per via diretta sia in programmatic, insieme ai pre-roll per desktop e mobile, a app interstitial, all’out-stream, attraverso la piattaforma di SpotX

di Caterina Varpi
17 novembre 2015
Spotx-logo

SpotX ha lanciato una SDK per tvOS di Apple, che consente agli editori di monetizzare le loro applicazioni ideate per le Apple tv con annunci video dall’elevato CPM.

La SDK permetterà agli editori di programmare annunci nelle loro applicazioni per Apple Tv e realizzare una strategia di monetizzazione cross-screen tramite la piattaforma SpotX che gestisce le campagn su desktop, mobile e gli altri ambienti collegati al televisore.

La SDK consente agli editori di monetizzare in modo indipendente le loro applicazioni di Apple Tv, e scegliere quando e come pianificare gli annunci.

Allen-Klosowski-spotx
Allen Klosowski

Allen Klosowski, vp of mobile & connected devices di SpotX, commenta: «Ci aspettiamo che la maggior parte degli editori più grandi pensi di estendere i loro prodotti alle Apple Tv nel prossimo futuro, raggiungendo le audience già esistenti e nuovi utenti. Gli editori sono ora in grado di sviluppare per la Apple Tv, proprio come farebbero per iOS, nel senso che possono sfruttare la potenza del grande schermo video unita alla capacità di targeting e di misurabilità del digitale. Ci aspettiamo che il tipo dominante di pubblicità su Apple Tv sia il video, in quanto è molto più incisivo dei banner. Inoltre, alle Apple Tv manca il supporto per una vera esperienza di navigazione, il che significa che le marche devono concentrarsi meno sulla risposta diretta e più sul messaggio e lo storytelling».

La SDK consentirà che gli annunci erogati sul sistema Apple Tv possano essere venduti sia per via diretta sia via programmatic, insieme ai pre-roll per desktop e mobile, a app interstitial, all’out-stream, attraverso la piattaforma di SpotX.

«Gestendo diverse tecniche di vendita e schermi sulla stessa piattaforma, gli editori possono lavorare con gli inserzionisti per fornire la giusta audience a prescindere dal fatto che le utenti stanno utilizzando il proprio computer portatile, tablet, smartphone o schermo televisivo», conclude Klosowski.

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