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SpotX: partnership con Moat per garantire la viewability

Grazie alla nuova soluzione, i publisher potranno negoziare la propria inventory garantendo livelli predefiniti di erogazioni “viewable”. Un parametro sempre più ricercato dagli investitori e quindi molto qualificante

 

di Simone Freddi
21 ottobre 2015
SpotXchange

SpotX, la società specializzata in soluzioni di programmatic video (conosciuta fino al rebranding del mese scorso come SpotXchange), ha siglato una partnership con la società di analytics indipendente Moat per offrire agli editori metriche di viewability e performance sull’inventory venduta attraverso la propria piattaforma.

L’accordo è finalizzato a rendere disponibile un sistema di viewability targeting che consentirà ai publisher di selezionare un livello di viewability minimo cui associare la piattaforma.

Usando la suite di Analytics del sistema, gli editori saranno in grado di impostare specifici obiettivi di viewability per le campagne erogate attraverso la piattaforma SpotX sui vari device. Secondo la società si tratta della prima soluzione di questo tipo disponibile direttamente tramite un ad server.

Grazie a questa soluzione, i publisher potranno negoziare e vendere la propria inventory facendo leva su specifiche percentuali di erogazioni in view, per esempio il 70%, o anche il 100%. Un parametro sempre più ricercato dagli investitori e quindi molto qualificante.

A rendere possibile il tutto è un algoritmo sviluppato da SpotX e Moat, in grado di prevedere i livelli di viewability per i vari posizionamenti e formati pubblicitari, che permetterà alla piattaforma di selezionare solo le porzioni di inventory che consentono di raggiungere l’obiettivo richiesto.

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