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Orientarsi nel paesaggio del mobile advertising: una mappa per i marketers

In Italia, il 32,2% degli utenti di internet consuma principalmente media online e le aziende devono essere pronte a seguire i consumatori in territori nuovi e ancora inesplorati. I consigli di SpotX

Léon Siotis, Managing Director, UK & Southern Europe di SpotX
10 aprile 2017
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Léon Siotis, Managing Director, UK & Southern Europe di SpotX

Pensate all’ultima volta che avete controllato le notizie: avete letto il giornale o scorso con il dito lo schermo del vostro cellulare?

La maggior parte delle persone darebbe la seconda risposta, soprattutto in Italia, dove il 32,2% degli utenti di Internet consuma principalmente media online. Grazie a schermi più larghi e a connessioni più veloci, gli utenti guardano inoltre sempre più video sui propri dispositivi mobili. Mentre internet, e in particolare l’internet mobile, continua a crescere, vediamo già ora che in Italia 8 su 10 adolescenti guardano video online quotidianamente.

È chiaro che tra gli utenti italiani il consumo di video su smartphone e tablet sta aumentando. E allora come si adeguano i brand? Investono di più in mobile e video. Nel 2015, gli investimenti in mobile advertising in Italia sono cresciuti infatti del 53%.

I brand non dovrebbero però investire in modo casuale. Con il consumo di video su dispositivi mobili a livelli massimi, i marketers digitali devono essere pronti a seguire i consumatori in territori nuovi e ancora inesplorati. Ai marketers che stanno per iniziare il viaggio offriamo tre suggerimenti.

  1. Stare al passo con le aspettative dei consumatori: con così tanti contenuti video di alta qualità a portata di mano, i consumatori si aspettano che gli annunci pubblicitari siano dello stesso livello, nonché parte integrante dell’esperienza multimediale. Fortunatamente, i progressi della tecnologia hanno reso la creazione di inserzioni pubblicitarie specificamente per i dispositivi mobili più facile per i brand, consentendo di ottenere qualità, diffusione e prestazioni migliori. Per esempio Geico, una compagnia di assicurazione auto americana, ha creato un filmato pubblicitario per dispositivi mobili estremamente efficace e umoristico, con la battuta “Non puoi saltare questo annuncio”.
  2. Rimanere visibili: la visibilità rimane la preoccupazione principale per molti inserzionisti, tuttavia i brand stanno facendo passi da gigante quando si tratta di mobile. Vari partner tecnologici e società di analisi sono ora in grado, per esempio, di verificare che il pubblico destinatario veda le campagne pubblicitarie corrette. Inoltre, nuove unità video che possono essere inserite in paragrafi di testo, come l’unità pubblicitaria in-content di SpotX, sono ora disponibili nei dispositivi mobili. Ciò significa che le pubblicità video saranno riprodotte solo quando si trovano su uno schermo, ottenendo una visibilità del 100%.
  3. Aggirare i “walled garden”: i “walled garden”, ovvero gli spazi protetti, hanno creato alcune delle sfide più grandi per i marketers digitali, tra cui inefficienza e scarsa visibilità del percorso del cliente. Gli acquirenti erroneamente ritengono che i giganti dei media americani siano gli unici operatori che offrono dati, portata ed efficienza. Quando possono, i brand dovrebbero entrare nel mercato aperto, dove la concorrenza tra operatori indipendenti determina un servizio migliore per i clienti e dove i brand possono ottenere una comprensione più accurata del successo del mobile marketing.

Tutti per il mobile

Mentre si avventurano in territori inesplorati, molti brand affrontano queste sfide con cautela, pianificando per il mobile una percentuale della spesa della campagna invece che considerarlo a parte.

Notiamo tuttavia un’evoluzione del mercato, in cui gli acquirenti di pubblicità più sofisticati destinano risorse alle campagne video su tutti i dispositivi, riconoscendo l’importanza di tablet, smartphone e TV connessa, o, in poche parole: video totale. Comprendono che il video è video, indipendentemente da dove viene riprodotto, e pianificano per il pubblico e l’esperienza di ciascun dispositivo.

Non c’è da stupirsi: ciò che avviene in Italia fa parte di un trend globale più ampio nel consumo di video mobile. In tutto il mondo, smartphone e tablet hanno soppiantato i computer come i dispositivi più utilizzati, il che significa che i consumatori a cui gli inserzionisti danno la caccia navigano nel web e guardano video su dispositivi mobili. E dal momento che il 75,7% degli italiani ora possiede un smartphone, è ormai tempo che i brand raggiungano i consumatori italiani dove hanno più possibilità di trovarli.

Nel seguire i potenziali clienti su tutti i dispositivi e nel mondo del mobile, il settore è tuttora alle prese con delle sfide fondamentali. Ma se i brand metteranno questi tre suggerimenti al centro di ogni decisione durante il loro viaggio, il futuro del mobile advertising sarà una passeggiata.

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