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Spotify, ecco quanto pesa il Programmatic nel business pubblicitario

I documenti per l’imminente quotazione in Borsa svelano cifre e trend dell’offerta adv dell’app, in cui la vendita automatizzata ha un ruolo sempre più strategico

di Alessandra La Rosa
01 marzo 2018
spotify

Spotify si prepara alla quotazione. L’app di streaming musicale ha ufficialmente presentato alla US Securities and Exchange Commission i documenti per lo sbarco a Wall Street, scegliendo la strada di un listing diretto (cioè senza intermediari) sul New York Stock Exchange.

I documenti presentati rendono pubblica una panoramica dei dati finanziari della società, utenti e business pubblicitario compresi. Scopriamo così che nel 2017 la società ha registrato 5 miliardi di dollari di ricavi e che nello stesso anno la raccolta pubblicitaria è aumentata del 41%, raggiungendo quota 147 milioni di dollari.

Una crescita trainata anche dal Programmatic: nell’anno il numero di impression vendute in maniera automatizzata sono aumentate del 31% e il costo medio per impression è cresciuto del 7%. Lo scorso anno il Programmatic ha coperto quasi la metà delle impression vendute su Spotify, il 49% per l’esattezza, ed ha fornito il 18% dei ricavi pubblicitari. Di per sé, la raccolta in programmatic è aumentata del 100% anno su anno nel 2017.

La vendita automatizzata di spazi, del resto, rimane centrale nella strategia dell’app, come ha dichiarato la stessa società: “Offrire agli inserzionisti ulteriori modi di acquistare la pubblicità in programmatic è un tema chiave con cui intendiamo espandere il nostro portafoglio di soluzioni pubblicitarie ed aumentare i nostri ricavi adv. Offrendo alle aziende maggiori ‘opzioni self-service’ ci aspettiamo di aumentare efficienza e scalabilità della nostra piattaforma pubblicitaria”.

All’interno dell’offerta adv di Spotify, i documenti hanno evidenziato anche le positive performance delle soluzioni Video, cresciute del 74% nel 2017 e oggi responsabili del 29% del business pubblicitario della piattaforma.

Ancora oggi la maggior parte del fatturato di Spotify (il 90%) proviene dagli abbonamenti – gli abbonati lo scorso anno erano 71 milioni, in crescita del 46% sul 2016. Ma l’app sembra essere molto focalizzata strategicamente sulla crescita della sua offerta ad-supported, che come dichiarato nei documenti per l’IPO è “un prodotto stand-alone forte e sostenibile con considerevoli opportunità a lungo termine di crescita”.

I documenti forniscono anche alcuni dati sull’utenza dell’app, che nel 2017 ha contato 159 milioni di utenti attivi al mese, e 92 milioni in particolare per la versione con pubblicità (in aumento del 19% sul 2016).

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