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Sizmek pronta a vendere DSP e DMP a Zeta Global per 36 milioni di dollari

La corte fallimentare americana deve valutare l’offerta giunta dalla marketing technology co-fondata dall’ex Ceo di Apple, John Sculley

di Andrea Di Domenico
23 aprile 2019
sizmek

Spunta un acquirente per gli asset la società internazionale specializzata in ad tech Sizmek, in amministrazione controllata dopo aver richesto il Chapter 11 statunitense. Si tratta di Zeta Global, una società specializzata in marketing technology e software cloud co-fondata dall’ex Ceo di Apple, John Sculley.

Secondo la stampa americana, Sizmek si è rivolta al tribunale fallimentare statunitense per autorizzare l’approvazione della vendita dei suoi asset a Zeta Global. Zeta ha proposto una vendita privata invece di un’asta prolungata sorvegliata dal tribunale con offerte competitive, che è la pratica comune in caso di fallimento.

In base a quanto riporta AdAge, Zeta Global ha offerto per la DSP e la DMP di Sizmek circa 36 milioni di dollari. Se l’affare sarà approvato, Zeta pagherà 10 milioni cash, 5 in azioni e il resto in modalità variabile in base alla capacità della società di far fronte ai debiti.

Per Sizmek, la cessione degli asset in tempi brevi è vitale per la continuità del business. Molti exchange e SPP hanno infatti smesso di accettare offerte da Sizmek da quando la società ha richiesto il Chapter 11 due settimane fa, rendendo pubbliche le proprie difficoltà finanziarie. In questo contesto, Zeta sembrerebbe avere le credenziali per rassicurare i creditori: la società ha raccolto 140 milioni di dollari nel 2017, portando il proprio finanziamento totale a 380 milioni e ha un business già redditizio, ha fatto sapere il Ceo David Steinberg.

Nel frattempo, Sizmek sta valutando opzioni strategiche per altre parti della sua attività, come l’ad server, la società di creatività dinamica PointRoll e Peer 39, una soluzione di targeting contestuale. Tuttavia, lo scenario attuale suggerirebbe di chiudere e annunciare l’accordo per DSP e DMP prima possibile. La corte fallimentare statunitense ha programmato un’udienza la prossima settimana (aprile 2019) per valutare l’offerta.

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