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Sharethrough si apre al Programmatic e lancia un Content Quality Score per il Native Adv

Ora sarà possibile per gli advertiser pianificare sui siti del network della società anche in modalità data-driven. Il punteggio di qualità, che testa il livello del contenuto dell’annuncio prima che questo venga erogato, si propone come uno strumento utile in fase di bid e che dà più potere agli editori

di Alessandra La Rosa
20 aprile 2015
sharethrough

Sharethrough si apre definitivamente al programmatic native. La SSP per native advertising ha infatti lanciato una nuova versione della propria piattaforma Sharethrough for Publishers, che dà agli gli advertiser la possibilità, anziché scegliere su quali siti in particolare pianificare la loro pubblicità nativa, di circoscrivere una determinata audience e raggiungerla attraverso l’ampio network di siti con cui Sharethrough lavora.

Contestualmente a questo, la SSP ha annunciato anche l’introduzione di un nuovo “filtro di qualità”, dal nome Content Quality Score, al quale ogni contenuto pubblicitario verrà sottoposto prima di essere erogato.

Uno strumento che, secondo Curt Larson, v.p. of product di Sharethrough, può giocare un ruolo importante all’atto della risoluzione di un asta: se infatti due advertiser propongono la stessa cifra per un determinato posizionamento, otterrà lo spazio quello il cui contenuto ha un più alto “quality score”. Ma allo stesso tempo, come Larson non manca di evidenziare, «ha in definitiva l’obiettivo di porre l’editore al timone delle decisioni».

Lo strumento funziona sulla base di singole variabili che tengono conto del tipo di contenuto preso in esame. «Per esempio per un video di YouTube un importante punto è il rapporto tra like e view. Per gli articoli, è invece importante il sentiment dei tweet sul pezzo così come gli articoli correlati e i temi discussi nel testo. Insomma, ogni categoria di contenuto è unica – ha spiegato Larson -. Noi esplicitamente non consideriamo nulla di legato alla creatività dell’annuncio, ad esempio il ctr o l’headline, dal momento che questi aspetti non riflettono il valore che l’utente effettivamente coglie dal contenuto sotteso alla campagna».

Sharethrough, di base a San Francisco, gestisce campagne native sui siti web e mobile e sulle app di un centinaio di editori premium, quali Time, TMZ, Men’s Health e Forbes e ha fatturato 48 milioni di dollari nel 2014. Una cifra importante, ma il target 2015 è ben più ambizioso: 100 milioni, soprattutto grazie al Programmatic.

 

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