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Rubicon Project, +2% i ricavi nel Q3 2016. Frank Addante: «Un trimestre sfidante»

L’azienda di Programmatic frena la propria corsa: tra i principali motivi, il lento decollo sul fronte header bidding. Annunciata anche una riduzione del 19% della forza lavoro

di Cosimo Vestito e Alessandra La Rosa
03 novembre 2016
rubicon project

Rubicon Project ha pubblicato i risultati afferenti alle attività del terzo trimestre, terminato l’ultimo giorno di settembre.

I ricavi sono stati di 65,8 milioni di dollari, in aumento del 2% anno su anno, l’utile netto ha raggiunto i 3,5 milioni, in crescita del 217% anno su anno.

“Come ci aspettavamo, il terzo trimestre è stato sfidante sia per l’industria che per il nostro business in particolare e dobbiamo lavorare ancora per ottenere quella crescita che la nostra azienda è capace di generare. Riamiamo certi che la forza della nostra piattaforma tecnologica premium, il nostro “marketplace” globale e la solida posizione finanziaria ci collochino in una posizione vincente nel mercato, ci aspettiamo che queste forze traineranno il business vero una crescita più duratura nel 2017”, ha commentato Frank Addante, Ceo e Fondatore della piattaforma di Programmatic.

Inoltre, l’azienda ha annunciato una riduzione della forza lavoro pari a 125 individui, circa il 19% del personale totale impiegato. I tagli all’organico, si legge in una nota, dovrebbero ridurre i futuri costi d’impiego approssimativamente di 18 milioni di dollari su base annuale.

Questo intervento è la prosecuzione di un riallineamento comprensivo del business, avviato da Rubicon Project nel secondo trimestre di quest’anno, finalizzato ad un superiore impegno della società nelle principali aree di crescita.

La strategia di Rubicon Project sull’header bidding

Tra queste aree di crescita c’è anche l’header bidding, un tema che già in agosto era emerso come una delle possibili cause del rallentamento finanziario della società. All’epoca, infatti, il mercato aveva lamentato un certo ritardo del player, rispetto ad altri competitor, nello sviluppo di una soluzione dedicata.

Ed anche in questo trimestre l’header bidding si è confermato un tallone d’Achille per la società. Non per nulla, è stato l’argomento principe della call con cui l’azienda ha presentato i propri dati di bilancio. In quell’occasione, il presidente della società Gregory Raifman ha dichiarato che Rubicon Project ha acquisito nuove quote nel mercato dell’header bidding attraverso il suo prodotto FastLane, ma che, nonostante il superamento degli obiettivi fissati per il trimestre, non era stata ancora rilevata una crescita nelle revenue complessive. Attualmente da FastLane arriva il 16% delle revenue totali della società, in crescita di oltre il 10% ogni mese negli ultimi sei mesi.

Allo stesso modo, questioni relative all’header bidding hanno influenzato negativamente le revenue da mobile della società, insieme ad un generale clima di incertezza (legato in gran parte alle elezioni americane) che ha portato ad una certa esitazione degli inserzionisti a pianificare pubblicità.

Se servirà del tempo prima che l’offerta header bidding di Rubicon possa prendere piede, la società intende comunque continuare a investire molto su di essa. Rubicon Project ha introdotto FastLane lo scorso anno, e adesso il suo obiettivo è quello di espandere l’utilizzo dell’header bidding, tradizionalmente concentrato alle inventory display, anche alle app e ai video su larga scala, il che la metterebbe davanti a molti big player del settore. E in questo si inserisce anche la recente nomina del suo nuovo Chief Product & Engineering Officer (leggi qui la notizia), un ex di Google. Secondo un portavoce della società, riportato da AdAge, FastLane dovrebbe essere pronta a gestire pubblicità in-app già nei prossimi mesi.

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