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Rubicon Project, fatturato a 155,5 milioni di dollari. Il CEO Barrett: «Riprenderemo a crescere a fine 2018»

La società ad-tech registra ricavi in calo per il quarto trimestre 2017 ma resta ottimista sul futuro. Adesso si punta sull’offerta e sulla riduzione dei costi

di Alessandra La Rosa
15 marzo 2018
rubicon-project

Per Rubicon Project non è ancora tempo di festeggiare un bilancio positivo. La società ad tech ha ufficializzato i dati relativi alla sua quarta trimestrale 2017, che vede un calo del 57% del fatturato, a quota 31,4 milioni di dollari (l’anno prima erano 72,7 milioni), e perdite nette pari a 23,8 milioni. Nell’anno 2017 Rubicon Project ha invece totalizzato un giro d’affari di 155,5 milioni di dollari, in discesa del 44% anno su anno. La spesa pubblicitaria è invece cresciuta a doppia cifra, con un +11% nel trimestre e un +18% nell’anno complessivo.

Performance su cui potrebbe aver giocato un ruolo anche la decisione, presa all’inizio di novembre, di tagliare le fee lato-acquisto sulla piattaforma, un passo compiuto dalla società in nome di una maggiore trasparenza nell’ecosistema programmatico.

Ma nonostante i trend negativi, il player resta fiducioso su una prossima inversione di tendenza, che secondo quanto ha dichiarato il CEO Michael Barrett dovrebbe arrivare nell’ultimo trimestre di quest’anno.

Proprio con questo obiettivo, la società ha dato il via a una seria strategia di revisione dei costi, che ha previsto tra l’altro a gennaio il taglio di un centinaio di dipendenti: una mossa presa per ridurre le voci dei costi “generali e amministrativi” relativi alle attuali operazioni e che, secondo quanto riporta la testata The Drum citando un portavoce dell’azienda, avrebbe portato a un risparmio di oltre 100 milioni di dollari sul bilancio della compagnia.

In occasione della earning call, Barrett e il management della società hanno sottolineato anche alcune recenti novità in termini di offerta che potrebbero contribuire a una ripresa dei conti. Tra queste c’è ad esempio l’adozione del nuovo modello “first-price” per le aste in header bidding: una nuova modalità di assegnazione delle aste che, fornendo maggiore trasparenza, più possibilità di scelta per gli inserzionisti e una migliore monetizzazione per i venditori, dovrebbe secondo Rubicon attirare un maggior numero di clienti, sia “lato buy” che “lato sell”.

«Abbiamo compiuto passi significativi per rafforzare la nostra posizione finanziaria e competitiva durante e dopo questo quarto trimestre – ha dichiarato Barrett -. Mentre il nostro mercato si muove verso una fase di maggior consolidamento, noi continuiamo a primeggiare in termini di trasparenza, fiducia, supporto e tecnologia, il tutto con dei prezzi estremamente invitanti, per offrire risultati vincenti agli inserzionisti e crescite significative di ricavi ai nostri editori. Il 2017 è stato un anno in cui abbiamo investito fortemente per gettare le basi per una crescita dell’azienda e nel 2018 abbiamo cominciato a compiere importanti passi per ridurre i nostri costi operativi e i flussi di cassa. Il risultato della recente crescita a doppia cifra della spesa pubblicitaria, insieme alle nuove riduzioni dei costi, sono destinati a darci più forza a livello finanziario e a rendere il nostro margine operativo lordo positivo nel quarto trimestre del 2018».

Riduzione dei costi a parte, un ruolo importante nella futura crescita di Rubicon lo avrà anche l’offerta di servizi. Un campo in cui la società non ha smesso di investire: tra le novità ci sono il nuovo formato Vertical OutStream – in ambito Video la società ha tra l’altro recentemente messo a segno importanti crescite – e l’apertura del Private Marketplace Guaranteed a DSP terze.

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