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Rubicon Project: il Q1 2017 è a -34%. Ora si punta su header bidding server-side e audience garantite

Il Ceo Barrett prevede il ritorno del segno “più” nel 2018: «Intendiamo puntare su un’operatività scabile più efficiente, continuare a innovare nel mondo mobile-first e accelerare la crescita di quote di mercato»

di Alessandra La Rosa
04 maggio 2017
rubicon project

E’ passato circa un mese e mezzo dalla nomina di Michael Barrett a Ceo di Rubicon Project, troppo poco perché il manager potesse cambiare in maniera sensibile l’andamento della società di ad tech.

Rubicon ha ufficializzato i dati della prima trimestrale 2017: numeri che rivelano un calo del 34% del fatturato anno su anno, a quota 46 milioni di dollari, e un decremento della spesa pubblicitaria del 23%, a 191,5 milioni. Il “take rate” (un indicatore di performance del marketplace calcolato dividendo i ricavi per la spesa pubblicitaria, e sostanzialmente legato alle fee richieste ai clienti) è sceso dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, fermandosi al 23,7% (il 31 marzo 2016 era il 25,6%).

In occasione della call di bilancio Barrett ha fornito tre differenti motivazioni all’andamento in negativo della società di cui è a capo. Innanzitutto, il basso livello delle fee richieste ai publisher che gestiscono la domanda tramite header bidding; poi, allo stesso modo, le basse commissioni per gli accordi in private marketplace; infine, delle «dinamiche di mercato competitive» che portano le DSP a scegliere, tra gli exchange, quello con le fee più basse.

Michael-Barrett-rubicon
Michael Barrett

In ogni caso, Rubicon Project sembra avere le idee ben chiare sugli obiettivi futuri: «Nei trimestri che verranno intendiamo aumentare il nostro focus su un’operatività scabile più efficiente, continuare a innovare nel mondo mobile-first e accelerare la crescita di quote di mercato, allo stesso tempo investendo in importanti iniziative che crediamo ci aiuteranno a tornare in crescita. Sono incredibilmente incoraggiato dal lavoro e dalla passione di un meraviglioso team e sono entusiasta dei nostri piani di evoluzione del business», ha dichiarato il Ceo.

E in questi piani, un ruolo importante sarà giocato sia dall’header bidding server-side, una tecnologia su cui la società punta in maniera decisa, in particolare in ambiente mobile app, sia dall’Audience Guaranteed, soluzione che permette si acquistare audience per un numero di impression garantite. Quelle delle audience garantite è un’area in cui il player vede grosse opportunità: è «molto desiderata, [ma ancora] poco flessibile e poco efficiente per gli inserzionisti. Stiamo lavorando con loro per renderla più scalabile», ha affermato Barrett.

Insomma, la società sembra essere pronta a rimboccarsi le maniche. L’obiettivo finale, ovviamente, è tornare a risultati positivi, e Barrett prevede verrà raggiunto nel 2018.

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