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Rubicon Project, primo trimestre a +12%. Crescita frenata dal Covid-19

La società ha cominciato a risentire degli effetti della pandemia a metà marzo, ma si è stabilizzata nelle ultime settimane. Ora il focus è su tv connesse, SPO e Demand Manager

di Alessandra La Rosa
07 maggio 2020
rubicon project

Rubicon Project cresce nel primo trimestre 2020 ma non raggiunge le stime del mercato, causa effetto Covid-19.

La società di ad tech ha visto aumentare i propri ricavi del 12% anno su anno, a quota 36,3 milioni di dollari, ma si ferma al di sotto delle stime degli investitori. La società sarebbe stata al passo con gli obiettivi fino a metà marzo, quando l’economia ha cominciato a risentire pesantemente degli effetti della pandemia da Coronavirus.

Quello del Q1 2020 è il primo bilancio di Rubicon Project dopo la sua fusione con Telaria. Quest’ultima ha totalizzato nel trimestre 15,1 milioni di ricavi, in aumento dell’11% anno su anno. Adesso Rubicon Project punta, per il secondo trimestre, a totalizzare un fatturato tra i 36 e i 39 milioni di dollari (per le due società insieme).

Un obiettivo che tiene naturalmente conto dell’attuale situazione di emergenza sanitaria, e dei risvolti che sta avendo e continuerà probabilmente ad avere sul mercato pubblicitario nel prossimo futuro. Nel corso del primo trimestre, proprio per far fronte agli effetti della pandemia, e a seguito della fusione con Telaria, Rubicon Project ha tagliato l’8% del personale combinato delle due strutture per ridurre i costi a breve termine. Secondo quanto dichiarato dal CEO Michael Barrett durante la call di bilancio, originariamente le due società contavano di raggiungere tra i 15 e i 20 milioni di dollari di sinergie di costi post-merger, ma la pandemia ha portato la nuova società unica ad aumentare il taglio dei costi ad oltre 20 milioni di dollari. Anche Barrett si sarebbe ridotto lo stipendio del 30%.

Barrett si è comunque rivelato ottimista sull’andamento della società: «Nonostante la tragedia globale che tutti noi stiamo vivendo, siamo focalizzati sullo sviluppo della nostra unita e meglio posizionata società omnicanale – ha commentato -. Siamo capaci di navigare tempi sfidanti come quelli che stiamo vivendo, come è emerso dal nostro percorso degli ultimi 3 anni. Abbiamo un grande team, la società è solida da un punto di vista finanziario, e mi sento fiducioso nel poter dire che emergeremo come una società ancora più forte una volta che l’economia tornerà a riprendersi e ricomincerà la crescita dei fatturati».

Il manager si è mostrato particolarmente incoraggiato «nel vedere i nostri livelli di ricavi essersi stabilizzati nelle ultime settimane», e pronto ad approfittare delle nuove opportunità del mercato, come la crescita del mondo Connected TV (il cui potenziale, dopo la fusione con Telaria, Rubicon Project è definitivamente pronta a cogliere) «e l’aumento dei prospect per la nostra nuova soluzione Demand Manager».

Proprio Demand Manager, tool che aiuta gli editori a implementare l’header bidding attraverso prebid, oggi utilizzato da 156 clienti contro gli 86 del precedente trimestre, sarà uno dei futuri focus della società, insieme agli investimenti nel mondo delle tv connesse e nella supply-path optimization.

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