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La Democrazia Digitale: l’utilizzo del Programmatic nella politica

Il Managing director di Rocket Fuel Italia, Spagna e Mena Region parla dell’utilizzo del programmatic nelle campagne elettorali

di Enrico Quaroni, Rocket Fuel
08 novembre 2016
rocket fuel

Sicuramente ci sono molte differenze tra le campagne elettorali negli Stati Uniti e in Italia: basta guardare, ad esempio, alla durata che in America è quasi di due anni mentre in Italia di pochi mesi. Tuttavia, i politici italiani possono prendere qualche spunto dalle strategie utilizzate nelle campagne del partito Repubblicano e Democratico e valutare cosa ha funzionato bene.

Otto anni fa, la campagna di Barack Obama ha ricevuto un ampio riconoscimento per l’uso dei social media e quattro anni fa l’utilizzo dei Big Data e dell’analisi predittiva ha aperto nuove strade nel fundraising e nell’incrementare i voti. Quest’anno, i social media continuano a svolgere un ruolo fondamentale nell’organizzazione e mobilitazione dei sostenitori grazie alle applicazioni di Facebook, Twitter e Reddit, ma i canali social non sono l’ultima frontiera.

Mentre i social media sono perfetti per raggiungere i sostenitori esistenti, non sono il mezzo migliore per gli elettori indecisi. Qualcuno può già seguire un politico su Twitter oppure cliccare “mi piace” sulla pagina della campagna su Facebook, ma queste persone hanno già deciso chi votare. Per raggiungere invece gli indecisi, i candidati hanno implementato altre forme di tecnologia digitale, come il programmatic.

Durante questo periodo elettorale negli Stati Uniti, un approccio programmatic alla pubblicità politica ha assunto un ruolo centrale ed è un altro passo avanti nell’evoluzione di come la tecnologia venga utilizzata per raggiungere gli elettori. È un segnale il fatto che anche i politici considerati non convenzionali riconoscano che sia importante per ingaggiare gli elettori il passaggio ad una “democrazia digitale”.

La tecnologia programmatic è ideale per individuare le persone che non hanno ancora deciso chi votare e per mostrare loro, nel momento più appropriato, un annuncio di una campagna elettorale in grado di influenzare la loro decisione di voto. Per essere convinto, un elettore deve essere ben disposto ad essere persuaso. Questa apertura cambia nel corso della campagna elettorale, ecco perché i Big Data e l’intelligenza artificiale vengono utilizzati per stabilire esattamente quando un elettore sia maggiormente sensibile ad essere influenzato e per mostrare un annuncio in quel preciso momento.

La campagna elettorale ha avuto un andamento molto variabile, anche a causa dei numerosi scandali e rivelazioni che hanno spostato le previsioni da un candidato all’altro.

Il programmatic buying ha il maggiore impatto sui gruppi di persone indecise su chi votare. Con la giusta creatività e nel momento giusto, un candidato può ricevere l’attenzione di un elettore che fino a quel momento potrebbe non aver realizzato l’impatto che le elezioni potrebbero avere sulla sua vita.

I politici italiani potrebbero quindi trarre, dalle elezioni americane, un importante lezione e cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia che permette di coinvolgere anche gli elettori che generalmente non si interessano alla politica. Inoltre, capendo più profondamente chi sono questi elettori e a cosa rispondono in tempo reale, i candidati possono affinare le strategie di comunicazione. Questo diventa particolarmente importante nella frenesia delle ultime settimane di campagna elettorale.

La cosa che rende più interessante l’utilizzo del programmatic nella politica è la possibilità di raggiungere molte più persone, di connetterle l’una con l’altra e di coinvolgerle più efficacemente.

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