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A gennaio boom di prenotazioni per il settore dei viaggi

Il Regional Director Southern Europe e MENA Region della piattaforma di programmatic sui vantaggi generati dall’applicazione del predictive marketing in ambito turistico

di Enrico Quaroni, Rocket Fuel
30 gennaio 2017
rocket fuel-quaroni

Le giornate corte e le fredde notti di gennaio, il ritorno in ufficio, la dieta e il timore di ricevere il conto della carta di credito fanno venire a molti la voglia di scappare. È proprio per questo motivo che all’inizio dell’anno aumenta il numero delle prenotazioni di viaggi rispetto al periodo precedente: secondo i dati della campagna EMEA di Rocket Fuel le prenotazioni effettuate a gennaio sono infatti superiori del 60% rispetto alla media del periodo natalizio.

Sembra che uno dei modi migliori per recuperare il buon umore sia proprio prenotare una fuga in una destinazione assolata e gennaio, caratterizzato da fantastici prezzi scontati, è il momento migliore per farlo.

Ma come trovare gli utenti alla ricerca delle migliori offerte per le vacanze? È proprio in questo che il predictive marketing dà a marketer e agenzie una marcia in più in un mercato molto competitivo.

Il predictive marketing si basa sull’intelligenza artificiale per ottimizzare ogni parte del marketing mix e offrire ai consumatori esperienze fluide, always-on e rilevanti.

Per il settore dei viaggi, l’applicazione dell’intelligenza artificiale consente alle aziende non solo di comprendere, ma anche prevedere, il comportamento degli utenti. Algoritmi avanzati definiscono dove si trovano i consumatori, a che punto sono del processo d’acquisto e quali messaggi pubblicitari li aiuterebbero ad arrivare all’acquisto. In questo modo è possibile mostrare offerte di viaggi e soggiorni a chi è pronto all’acquisto in modo da incrementare le conversioni e battere la concorrenza.

Ad esempio, chi è interessato ad acquistare un viaggio non visiterà solamente siti di compagnie aeree, comparatori di prezzi o portali di news turistiche: potrebbe anche cercare informazioni sulle destinazioni su blog, guardare le foto delle spiagge più belle o persino comprare un nuovo costume da bagno su un sito di e-commerce. Potrebbe non navigare affatto su siti anche solo lontanamente connessi ai viaggi, ma è possibile trovare indizi delle sue intenzioni di acquisto nei viaggi precedenti o in come ha interagito con i post pubblicati sui social network da amici in vacanza. Con queste informazioni è possibile mostrare agli utenti le pubblicità più rilevanti in quel momento specifico.

I dati relativi alla campagna di Rocket Fuel mostrano che il consumer journey per i prodotti travel non è affatto lineare, con marcate differenze nel comportamento degli utenti europei. Gli utenti inglesi sono quelli più portati a convertire su pubblicità posizionate su siti di viaggi (54%), mentre i tedeschi e i francesi lo fanno maggiormente su altri tipi di siti (su quelli di viaggio solo il 37%). Gli inglesi si sono anche rivelati coloro che necessitano del maggior numero di pubblicità prima di prendere la decisione di acquisto, con una media di 14 ad.

«Gli italiani, insieme agli inglesi, sono gli utenti che impiegano più tempo a convertire, con una media di oltre 10 giorni. Inoltre, con una percentuale del 40%, siamo quarti nella classifica di coloro che convertono maggiormente sui siti dedicati al turismo», ha affermato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region della piattaforma di Programmatic, «Per quanto riguarda invece l’acquisto di prodotti di altri settori in seguito alla prenotazione di un viaggio, gli italiani sono, tra gli utenti europei, quelli meno propensi a prendere decisioni d’acquisto e, quando lo fanno, nel 17% dei casi si limitano a noleggiare un’auto».

Con la proliferazione dei canali e dei point of influence, il customer journey non è più un processo lineare. Il prossimo cliente potrebbe essere ovunque e grazie al predictive marketing, basato sui comportamenti, è possibile guidare gli utenti verso un’offerta che troveranno attraente, aiutando a offrire esperienze più rilevanti e contestuali per i possibili clienti.

Spesso, chi cerca idee di viaggio a gennaio è aperto a suggerimenti e pacchetti. Non ha ancora deciso se godersi la spiaggia alle Baleari o andare in barca a vela tra le isole greche. Potrebbe persino scegliere destinazioni a cui non aveva mai pensato, come la Thailandia, le Barbados o le Maldive.

Questo è il momento dell’anno in cui è più probabile che una buona offerta riesca a influenzare la scelta della destinazione di viaggio. Il predictive marketing permette alle aziende del settore travel di capire chi è più predisposto a farsi convincere dalle offerte. Nessuna azienda dovrebbe farsi sfuggire questa opportunità.

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