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Raccogliere insight sugli utenti rispettando la GDPR? Nestlé punta sui first-party data

Nella nostra rassegna di oggi anche le nuove stime sul business pubblicitario di Amazon e una ricerca sull’efficacia degli spot

di Alessandra La Rosa
14 marzo 2018
nestle

La strategia data-driven di Nestlé, le nuove stime sul business pubblicitario di Amazon e una ricerca sull’efficacia degli spot: ne parliamo nella nostra rassegna di oggi.

Raccogliere insight sugli utenti rispettando la GDPR? Nestlé punta sui first-party data

Con la definitiva entrata in vigore della GDPR dietro l’angolo, per un’azienda diventa fondamentale focalizzarsi sui dati proprietari e su come essi vengono raccolti. E’ l’opinione di Pete Blackshaw, global head of digital and social media di Nestlé, intervenuto con un panel all’evento americano SXSW. E per il manager ci sono dei canali che si stanno rivelando cruciali per la raccolta di dati di prima parte, nel pieno rispetto di quanto imposto dalla nuova normativa europea: ad esempio, le recensioni sui prodotti. Leggi di più su AdWeek.

Amazon, la pubblicità potrebbe arrivare a 22 miliardi di dollari entro il 2022

Che Amazon sia una realtà destinata a diventare presto il terzo big di internet sono convinti in molti. Una nuova analisi effettuata dalla banca di investimenti Jefferies offre nuove previsioni sul futuro del colosso ecommerce, stimando il raggiungimento di 500 miliardi di dollari di fatturato nei prossimi 4 anni. Naturalmente, un forte driver della crescita del giro d’affari arriverà dalla pubblicità: la società prevede che i ricavi adv di Amazon possano arrivare a 22 miliardi di dollari entro il 2022. Leggi di più su AdAge.

E’ più efficace uno spot da 15 o da 30 secondi?

Da un lato l’importanza dello storytelling per veicolare pubblicità capaci di essere ricordate, dall’altra la difficoltà di incuriosire un pubblico che spesso non ha voglia di guardare lunghi spot che interrompono la visione di altri contenuti: è meglio un commercial più o meno lungo per far conoscere un brand? Una ricerca ha messo a paragone spot di 15 e 30 secondi, cercando di individuare quali sono più efficaci in termini di brand building. E sembrerebbe che le differenze, sia a livello razionale che emozionale, non siano in realtà molte. Leggi di più su WARC.

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