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Finance e programmatic, un rapporto ancora immaturo

Secondo una ricerca di Quantcast, il 41% delle grandi organizzazioni finanziarie in Europa spende solo il 20% del budget display in programmatic e non ne sfrutta il potenziale in termini di branding

di Andrea Di Domenico
18 dicembre 2015
Finance-Programmatic

Tra Finance e ad-tech, il rapporto stenta ad arrivare a una piena maturazione, tanto che nei principali mercati europei solo il 20% del budget display delle principali aziende di settore è destinato al Programmatic.

A indagare il settore finanziario sotto il profilo della comunicazione digitale è Quantcast – azienda tecnologica specializzata in real-time advertising presente dallo scorso giugno in Italia, dove è guidata da Ilaria Zampori – che ha condotto un’indagine approfondita su 321 marketer senior del settore finanziario in Germania, Francia e UK per capire quali tattiche e strategie adottano a livello digital e programmatic per rendere efficaci le proprie campagne di marketing (Il report completo in inglese può essere scaricato qui, ndr).

In particolare dalla ricerca è emerso che il 53% delle grandi organizzazioni finanziarie riceve una grossa fetta del proprio traffico da mobile – con percentuali che variano tra il 21 e il 60% – e che oltre l’80% di esse ritiene che il branding sia ancora uno degli obiettivi più rilevanti quando allocano il budget adv.

Tuttavia dal report emerge che il 41% di esse spende solo il 20% del proprio budget display in programmatic. In particolare l’analisi più dettagliata di quest’ultimo dato mostra che esiste ancora un ampio margine di crescita per l’adozione del real time advertising da parte di questo settore: secondo la ricerca infatti il 47% delle organizzazioni medio-piccole (sotto i 500 dipendenti) ha finora evitato le soluzioni di programmatic adv.

Ilaria_Zampori_Quantcast
Ilaria

«La parziale adozione del real time advertising da parte di queste realtà fa emergere in maniera molto chiara la difficoltà dei marketer del finance di sfruttare a proprio vantaggio le potenzialità di questo strumento fino a questo momento considerato solo un tool di direct response», commenta Ilaria Zampori, General Manager per l’Italia di Quantcast. «Tuttavia», aggiunge la manager, «proprio il programmatic fornisce la risposta all’esigenza di massimizzare gli investimenti anche sul fronte del branding permettendo di utilizzare a proprio vantaggio i cambiamenti in real time nel comportamento dei consumatori».

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