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Qualità delle inventory: i trend a livello globale in uno studio di DoubleVerify

La brand safety è ancora in cima ai pensieri degli inserzionisti. Aumenta la viewability, ma anche il fenomeno delle frodi su mobile

di Alessandra La Rosa
15 giugno 2018
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La qualità delle inventory è ancora in cima ai pensieri di chi acquista pubblicità online, e non a caso. Una nuova ricerca di DoubleVerify, fornitore indipendente di soluzioni per la misurazione dei media digitali, ha svelato che nel 2017 il numero di violazioni della brand safety è aumentato del 25%, trainato da un aumento della diffusione di fake news e contenuti non verificati, e che insieme ad esso sono aumentati anche i casi di frodi su device mobili (+800%) sulla base dell’aumento degli investimenti in pubblicità su smartphone e tablet.

Uno scenario davanti al quale, secondo il CEO della società Wayne Gattinella, è necessario un approccio olistico alla qualità degli spazi media: «Con queste quote più alte che mai, è fondamentale che i marketer digitali di tutto il mondo adottino un approccio olistico alla brand safety, alle frodi pubblicitarie digitali e alla viewability. Gli inserzionisti chiedono chiarezza e affidabilità rispetto alla qualità delle piattaforme online e ai contenuti a cui i loro brand vengono associati».

Ecco qualche evidenza dello studio:

  • La qualità dei media continua ad essere tra i principali elementi capaci di influenzare le performance digitali oggi. Gli inserzionisti sono sempre più alla ricerca di modi per autentificare in maniera indipendente la qualità dei loro investimenti digitali.
  • La diffusione di fake news, violenza e contenuti incitanti l’odio ha riportato in auge il problema della brand safety. Un tema che si sta evolvendo, con le richieste degli inserzionisti di una sempre maggiore trasparenza per assicurare che i loro brand siano inseriti in posizionamenti appropriati e “autentici”: le aziende, infatti, si stanno muovendo concretamente per modificare le loro strategie di brand safety globali al fine di evitare contenuti violenti, sensibili o non verificati.
  • Le frodi sono diventate un fenomeno “mobile”. Se su desktop il fenomeno è diventato più gestibile, la diffusione di inventory “fake” si sta diffondendo rapidamente su smartphone e tablet, con la nascita di tecniche come falsificazione di app, annunci nascosti e dispositivi manipolati.
  • La viewability continua a crescere a livello globale, anche se il suo valore è ancora basso rispetto alle aspettative delle aziende: sono visibili il 56% delle impression display e il 63% di quelle video, contro un obiettivo fissato da IAB al 70%. D’altra parte, significativi progressi sono stati compiuti per espandere le misurazioni effettuate da società terze su social, ambienti in-app e piattaforme OTT e Connected TV.
DoubleVerify-Global-Insights-Report
Credits: PRNewsfoto/DoubleVerify

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