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La qualità dei dati preoccupa quasi la metà dei professionisti media europei

Lo rivela uno studio di Xaxis ed ExchangeWire Research. In quattro dei sette Paesi coinvolti si registrano livelli di soddisfazione sul livello qualitativo dei dati di oltre il 50%. Ma non in Italia

di Alessandra La Rosa
26 maggio 2017
big-data

La cattiva qualità dei dati può costituire un freno all’efficacia della pubblicità digitale? Secondo uno studio sì, e ne è preoccupato il 43% dei professionisti media in Europa.

E’ quanto rivela una ricerca di ExchangeWire Research e Xaxis, che ha indagato il rapporto tra dati e campagne digital efficaci in 7 Paesi europei: Italia, Danimarca, Francia, Germania, Polonia, Spagna e UK, rivelando come la percezione della qualità dei dati cambia da Paese a Paese, anche se in assoluto quasi la metà dei professionisti considera i dati poco affidabili un ostacolo alle pianificazioni efficaci e all’engagement degli utenti.

In assoluto, è in UK e Francia che si registrano i più alti livelli di soddisfazione sulla qualità dei dati: è oltre l’80% per quanto riguarda i dati demografici, comportamentali e di geo-localizzazione, e oltre il 65% per quelli di CRM, survey e financial scoring. Seguono Germania e Spagna con livelli di soddisfazione rispettivamente del 70% e 56%, mentre l’Italia, insieme a Polonia e Danimarca, stanno molto indietro.

«I risultati della ricerca evidenziano una diffusa mancanza di fiducia nella qualità dei dati in Europa, con oltre quattro intervistati su 10 preoccupati della qualità dei dati disponibili per pianificazioni ed engagement – commenta Rebecca Muir, head of research and analysis di ExchangeWire -. Nessun mercato è uguale a un altro quando si parla di disponibilità e applicazione dei dati sulle audience; è dunque importante che la raccolta delle informazioni sia accurata, rilevante e localizzata per massimizzare il coinvolgimento del pubblico».

«I mercati emergenti devono lavorare per superare le barriere che attualmente si trovano davanti, tuttavia i ridotti volumi di dati continuano ad essere un problema su questo fronte. La principale differenza tra i mercati emergenti e quelli più maturi è la capacità di estrapolare dati di nicchia. Una volta che i mercati emergenti riusciranno a raccoglierli e implementarli in una data strategy più efficace, in linea con le loro controparti europee, vedremo una maggiore crescita e maturità in tutta Europa», aggiunge John Wittesaele, presidente di Xaxis EMEA.

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