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PubMatic espande la sua soluzione di header bidding alle app mobile

La società ha presentato al Mobile World Congress l’estensione della propria tecnologia per la monetizzazione delle inventory, ora applicabile anche all’ambiente in-app

di Alessandra La Rosa
28 febbraio 2017
pubmatic

PubMatic espande all’ambiente in-app la propria soluzione di header bidding.

La società ha colto l’occasione del Mobile World Congress di Barcellona per presentare la nuova estensione della sua tecnologia di header bidding. La soluzione, inizialmente lanciata per desktop nel lontano 2012, e poi ampliata successivamente al mobile web, arriva adesso sulle app mobile, offrendo anche agli sviluppatori di applicazioni “un prodotto – recita la nota ufficiale – potente ma allo stesso tempo leggero per massimizzare i loro ricavi, mantenendo il controllo sul processo di vendita”.

Tutto questo in un momento in cui il consumo di contenuti su app sta notevolmente crescendo, insieme alle impression pubblicitarie. «Il volume di impression su app mobile sulla nostra piattaforma è aumentato del 21% nell’ultimo trimestre – spiega Evan Simeone, Senior Vice President of Product Management di PubMatic -. Se si considera che le impression mobile vendute tramite header bidding sono anch’esse circa 50 volte più numerose anno su anno, è chiaro che l’introduzione dell’header bidding in questo nuovo ecosistema offrirà agli editori opportunità ancora maggiori di monetizzare le loro già preziose inventory».

La nuova soluzione offre agli editori due differenti approcci: uno più leggero, senza SDK, la cui implementazione richiede solo l’aggiunta di un codice di PubMatic su un già esistente software development kit di ad serving dell’app; e una versione con SDK che fornisce agli sviluppatori accesso a più dati, compresi device ID, localizzazione, operatore telefonico e versione di sistema operativo, da utilizzare per arricchire il valore della propria inventory in-app.

PubMatic ha recentemente reso noti i risultati del suo Quarterly Mobile Index relativo al Q4 2016, che hanno evidenziato un aumento complessivo dell’utilizzo di header bidding sia su desktop che su mobile e una sensibile crescita degli eCPM (qui l’articolo).

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