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Di chi sono i dati provenienti dalle campagne digital?

Una ricerca lo ha chiesto a una serie di professionisti dell’adv. La risposta più frequente: i brand. Seguono le agenzie, gli editori, gli utenti e i walled garden, con una forte discrepanza in base al tipo di rispondenti

di Alessandra La Rosa
02 dicembre 2016
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L’erogazione delle campagne su siti e app produce una serie di dati, utili alle aziende per misurare le performance degli annunci e per affinare il proprio target. Ma chi è il reale proprietario di questi dati? A ben pensarci non è una risposta semplice, quanto lo è invece affermare che i dati di CRM sono di proprietà delle aziende e quelli relativi ai contenuti di un sito sono degli editori.

La testata MediaPost, insieme alla società Advertiser Perceptions Inc., ha posto questa domanda a una serie di professionisti di aziende ed agenzie, in una sua recente ricerca.

Quasi all’unanimità, gli intervistati hanno risposto che i dati generati dalle campagne digitali sono di proprietà della industry pubblicitaria, ma con un sostanziale dislivello tra chi considera che le aziende siano i principali possessori di tali informazioni e chi invece propende per le agenzie.

La maggioranza degli inserzionisti (il 60%) considera se stesso il possessore, sebbene quasi la metà (il 49%) pensa che anche le agenzie lo siano. Quanto a queste ultime, oltre un terzo (il 35%) si arroga il possesso dei dati, mentre solo il 19% include anche i brand.

I professionisti delle agenzie, inoltre, sono i più disposti a considerare come proprietari più di diritto dei dati digital anche altre categorie, come gli editori, gli utenti o persino i walled garden.

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