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Programmatic: i trend del 2016, tra tv, dati e crescita dello spending

In aumento gli investimenti in pubblicità digital automatizzata (+36% video, +18% display), insieme all’interesse nei confronti di dati e DMP. Lo rivela uno studio di Rocket Fuel

di Alessandra La Rosa
22 febbraio 2016
Programmatic-spesa

 

Più attenzione ai dati e più sperimentazione sugli acquisti televisivi in programmatic. Sono solo alcuni dei trend del marketing tecnologico che prenderanno piede nel 2016 secondo Rocket Fuel, come rivela il nuovo white paper “Marketing Tech Trends: 10 Things Happening in 2016”.

Il programmatic player ha intervistato 204 professionisti di aziende e agenzie lo scorso dicembre riguardo il loro piani per il 2016, e ha incrociato le loro risposte con proprie analisi per mettere in luce quelle che saranno le tendenze che guideranno la industry pubblicitaria nel corso di quest’anno.

Tra le principali evidenze, il proseguimento del passaggio di investimenti dai media tradizionali al digital: il 64% degli intervistati ha detto che userà di più il mobile nel media mix, e il 60% che farà più spesso uso di video online e canali social.

Insieme a questa tendenza, sono in aumento anche le pianificazioni data-driven: ben il 70% delle aziende conta di acquistare digital video in programmatic (un dato in aumento del 36%), mentre l’80% pensa di farlo per inventory display (+18%).

L’aumento dell’utilizzo del programmatic va di pari passo con una maggiore attenzione nei confronti dei dati: il 91% dei marketer interpellati hanno detto di essere interessati a conoscere meglio le DMP nel 2016.

Il 2016, secondo lo studio di Rocket Fuel, sarà anche l’anno della sperimentazione sul Programmatic TV: il 24% delle aziende conta di acquistare spazi televisivi in programmatic, quota in crescita dell’81%.

Tra le altre tendenze messe in luce, una maggiore competizione tra analyst e data scientist, il consolidamento delle proprie piattaforme tecnologiche da parte dei marketer e la maggiore disponibilità di dati grazie all’adozione da parte degli utenti di device sempre connessi e alla diffusione dell’Internet of Things. Secondo lo studio, inoltre, il mobile continuerà ad essere un mezzo importante, e, non da ultimo, il tema degli ad-blocker sarà ancora una problematica con cui fare i conti.

Qui è possibile scaricare il white paper.

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