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Programmatic Audio, in Italia le aziende ci credono, ma serve più formazione

Secondo uno studio di Xaxis e IAB Europe, nel nostro Paese gli investimenti crescono, ma il potenziale del settore audio non è sfruttato pienamente a causa di una limitata conoscenza del canale

di Alessandra La Rosa
17 luglio 2019
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Erik Rosa

Le aziende credono nel Programmatic Audio in Italia, ma il potenziale di questo settore non è sfruttato del tutto. Lo rivela uno studio condotto da Xaxis e IAB Europe, che ha indagato in tutta Europa il panorama della pubblicità audio in programmatic. La ricerca ha coinvolto addetti ai lavori, agenzie, inserzionisti, editori e concessionarie.

In Italia, i rispondenti sono stati per il 71% provenienti dalla parte buy-side (agenzie 58%, inserzionisti 13%), contro un 29% dalla parte sell-side (editori/concessionarie), e stando alle intenzioni della maggior parte dei professionisti coinvolti lato agenzie e inserzionisti (68%), gli investimenti nel Programmatic Audio sono destinati a crescere nei prossimi 18 mesi.

Secondo lo studio, tuttavia, in Italia il potenziale del settore audio non è sfruttato pienamente. Infatti, sebbene il 54% dei rispondenti utilizzi le capacità del Programmatic Audio, la spesa è estremamente limitata: nel 91% dei casi, si tratta infatti di un investimento che non supera il 10% del budget pubblicitario totale.

Con grande sorpresa, solo una piccola parte (13%) della componente di operatori lato buy afferma di conoscere bene il Programmatic Audio, contro un buon 37% di operatori lato sell che invece dichiara di avere una buona conoscenza del mezzo. Sebbene si prevedano futuri investimenti nel Programmatic Audio, emerge dunque un evidente bisogno di formazione in merito.

Nonostante dall’analisi emerga che i marketer in Italia hanno un approccio conservatore al media e all’allocazione di budget audio rilevanti, il mercato ne percepisce le opportunità. Il 65% sta infatti investendo in Programmatic Audio per i benefici relativi al targeting e alla possibilità di raggiungere audience specifiche mentre il 71% afferma che l’investimento in audio advertising completi il media mix.

Tuttavia, l’incremento degli investimenti nel mezzo audio è ostacolato da barriere, ovvero dalla comprensione dell’impatto del Programmatic Audio sull’investimento totale in termini di ROI (44%) e dalla collaborazione con publishers, agenzie o advertiser (41%).

«Il Programmatic Audio è il futuro – ha affermato Erik Rosa, Managing Director di Xaxis Italia -. Nonostante la limitata conoscenza del Programmatic Audio ne condizioni l’allocazione del budget pubblicitario, si è d’accordo sul fatto che possiamo favorire la spesa nei prossimi 18 mesi incrementandone la familiarità».

Di seguito un’infografica riassuntiva dello studio.

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