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Perchè Microsoft ha acquisito LinkedIn?

Acquistando il social network professionale, attualmente seguito da circa 400 milioni di utenti, il colosso di Redmond si potenzia sul fronte dei dati relativi all’utenza business, un pubblico cui potrà offrire contenuti (e pubblicità) ancora più mirati

di Alessandra La Rosa
13 giugno 2016
Jeff-Weiner-Satya-Nadella-Reid-Hoffman
Jeff Weiner, Satya Nadella e Reid Hoffman

Con quella che si presenta come una delle operazioni dell’anno nel settore dell’Information Technology e delle Internet Company, Microsoft ha annunciato il 13 giugno di avere acquistato LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari.

L’operazione, giunta al termine di una trattativa lampo, dovrebbe essere completata entro l’anno, ed è una delle maggiori mai realizzate dalla società guidata da Satya Nadella. In seguito ad essa, Jeff Weiner rimarrà amministratore delegato del social network, riportando direttamente a Nadella, e la piattaforma manterrà il proprio brand distintivo, cultura e indipendenza.

Ma cosa c’è davvero dietro questa acquisizione? Cosa ha spinto il colosso di Redmond a spendere oltre 26 miliardi di dollari per una società che  ha mostrato negli ultimi mesi alcuni segnali di debolezza, con la chiusura dell’ultimo trimestre del 2015 con un rosso pari a 8,4 milioni di dollari?

La risposta è semplice. I dati.

Dati preziosi, perchè tanti e molto specifici: attualmente LinkedIn è il principale sito per il network professionale e le ricerche di lavoro, con circa 400 milioni di utenti, e attraverso questa acquisizione Microsoft avrà diretto accesso sia a questa audience che ai dati che essa produce.

A dirlo è la stessa Microsoft che, nelle slide prodotte per la call condotta il giorno dell’ufficializzazione dell’acquisizione, ha mostrato come l’operazione punti a una specifica integrazione tra “il primo Cloud professionale del mondo e il primo Network professionale del mondo”, specificando proprio di voler contare su LinkedIn per consolidare i dati sugli utenti business attualmente in suo possesso attraverso app e servizi. Dati che potranno contribuire, attraverso apposite sinergie tra prodotti e piattaforme, a offrire agli utenti esperienze ancora più coinvolgenti. Con ovvie conseguenze anche sul fronte pubblicitario, naturalmente anch’esso in ottica data-driven.

«Questa combinazione renderà possibili nuove esperienze, come quella di un newsfeed di LinkedIn che possa erogare contenuti basati sul progetto su cui si sta attualmente lavorando, o di Office che suggerisce un esperto da contattare via LinkedIn per aiutare a completare il proprio incarico – ha dichiarato lo stesso Nadella -. Man mano che queste esperienze diventeranno più intelligenti e soddisfacenti per l’utente, il suo engagement sia con LinkedIn che con Office 365 aumenterà. E a turno, verranno create nuove opportunità di monetizzazione attraverso l’iscrizione individuale o aziendale e attraverso la pubblicità targettizzata».

L’accordo, attualmente sottoposto alle necessarie approvazioni negli Stati Uniti e in Europa, Canada e Brasile, dovrebbe essere completato entro la fine di quest’anno.

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