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Perché le aziende portano in-house la gestione degli acquisti in Programmatic?

La principale motivazione? L’esigenza di un maggior controllo, ma anche di più ricavi e trasparenza. I risultati di uno studio

di Alessandra La Rosa
15 gennaio 2018
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Quello dell’internalizzazione della gestione degli acquisti in programmatic è una tendenza che sta sempre più prendendo piede. Col tempo cresce il numero delle aziende che gestiscono in-house tutte o parte delle attività di ad tech, complice la diffusione di conoscenza e di talenti specializzati sul mercato.

Una recente ricerca internazionale su 153 professionisti pubblicitari ha rivelato che ben l’81% dei marketer conta di internalizzare almeno parte delle proprie attività di ad tech nei prossimi 12 mesi, mentre il 59% afferma che entro il prossimo anno non affiderà più a società terze la gestione dei propri acquisti in programmatic.

Al di là però della portata quantitativa del fenomeno, è interessante capire i motivi che stanno alla base di tali scelte da parte dei marketer. La stessa ricerca, condotta da Centro, società americana specializzata in tecnologie per il media buying digitale, rivela che al primo posto tra le motivazioni che spingono le aziende a optare per una gestione in-house del programmatic c’è l’esigenza di avere “maggior controllo” sui processi. Segue, a una certa distanza, il bisogno di un “maggior flusso di ricavi“, di “più trasparenza” e di un “migliore ROI“.

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