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Massimo Pattano, 4w MarketPlace: «In arrivo nuovi servizi per valorizzare i dati degli editori»

Il marketing manager ha dichiarato che per la società il programmatic ha un peso sempre maggiore ed è in crescita anche per il 2016

di Caterina Varpi
29 aprile 2016
massimo-pattano
Massimo Pattano

4w MarketPlace continua nel proprio percorso di crescita. Il network pubblicitario è sicuramente il più imponente sul mercato italiano con gli oltre 12.000 editori collegati alla sua piattaforma. Raggiunge il 70% dell’audience totale e gestisce un volume di impression mensili pari a 7 miliardi con un’offerta completa di formati adv sia in modalità diretta che in programmatico.

Il 2015 ha segnato ottimi risultati con un incremento del fatturato pari al 44% rispetto all’anno procedente e con una crescita significativa in particolare del programmatic, che ha pesato per quasi un terzo sul dato globale dell’attività.

«Il programmatic è in crescita anche nel 2016», dichiara in occasione del Programmatic Day, Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w Marketplace, «Come aggregatori ci poniamo in modo da accogliere le richieste che ci vengono dal mercato e rispondiamo con proposte concrete: siamo attrezzati per gestire al meglio il traffico che raccogliamo utilizzando un approccio multipiattaforma e tecnologie atte a valorizzare gli spazi dei nostri editori e al tempo stesso a risolvere dinamicamente le richieste degli investitori. Questo sul programmatico si traduce in un grande sforzo per ottimizzare gli accordi commerciali e devo dire che questo impegno sta dando i suoi frutti».

Come si integra il programmatic nella vostra offerta?

4w MarketPlace è un network di editori. Il programmatic  si integra in maniera naturale con la nostra offerta di formati text-link, display e video. Il nostro obiettivo è quello di monetizzare al 100% l’inventory dell’editore, bilanciando nel modo più efficiente ed efficace programmatic e vendita diretta.

Il programmatic si sta evolvendo in varie forme: cosa ne pensi ad esempio dell’automated guaranteed?

L’automated guaranteed, che in qualche modo mette insieme elementi della vendita diretta con l’uso delle piattaforme di trading tecnologico, non è ancora diventato del tutto patrimonio dell’editoria, ma a livello potenziale può costituire una nuova boccata di ossigeno anche per i piccoli e medi editori, in grado di aiutarli a sostenere il loro business e continuare a produrre contenuti di qualità.

Al Programmatic Day si è parlato molto di native programmatic. Anche per voi è il futuro?

Per ora non vediamo una grossa domanda di native programmatic, ma avendo comunque una grossa fetta della nostra offerta posizionata sul Native, stiamo ovviamente sviluppando servizi e opportunità da poter integrare nelle varie piattaforme. Il Native per noi rappresenta un elemento del nostro DNA, un terreno da presidiare fortemente. Oltre alla sue peculiarità più note, ci interessa capire a fondo la possibilità di automatizzare contenuti e comunicazioni pubblicitarie per servirli in modo dedicato agli utenti, nella forma meno invasiva possibile.

Quali novità presenterete nel corso del 2016?

Abbiamo una serie di frecce al nostro arco, molte vanno a supporto della pianificazione. Vogliamo dare nuovi strumenti agli editori per poter rispondere appieno alle esigenze della domanda. Questo va da una precisa catalogazione dell’inventario con un’assoluta attenzione a tutti gli indicatori che ad oggi si possono raccogliere – Ctr, Vtr, Viewability sono solo alcuni – alla costruzione di nuovi formati sempre più efficaci dal punto di vista della comunicazione.

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