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Paolo Mardegan, Gruppo DigiTouch: «Programmatic? Necessario evangelizzare clienti e prospect»

Secondo il ceo di Gruppo DigiTouch, l’Italia è pronta per il Programmatic in quanto a dotazione tecnologica. Ma c’è ancora molto da fare per educare, soprattutto le aziende investitrici, alle potenzialità e ai vantaggi del programmatic

Teresa Nappi
13 ottobre 2015
PaoloMardegan_DigiMob-BPM-Mutui
Paolo Mardegan

Tra i player che hanno da subito colto le opportunità del programmatic c’è anche Gruppo DigiTouch, che in seguito a una serie di investimenti in tecnologia e competenze è oggi in grado di competere con le più grandi realtà del mercato. Ci spiega tutto nel dettaglio Paolo Mardegan, Ceo del Gruppo.

Paolo, a tuo giudizio il mercato italiano è pronto per il programmatic?

Sicuramente è pronto per quel che riguarda la dotazione tecnologica. Esiste però un tema culturale di education e di trasmissione della conoscenza, specie verso le aziende investitrici, circa le specifiche, le potenzialità e i vantaggi del programmatic. Nel nostro piccolo, portiamo avanti questa mission di evangelizzazione illustrando e spiegando a clienti e prospect questo nuovo modello di pianificazione e acquisto dell’advertising digitale che ha rivoluzionato le precedenti logiche di media buying e planning, passando da un approccio di site targeting a un approccio di audience targeting. Ci auguriamo che anche IAB Italia, il Politecnico di Milano e gli altri player della filiera possano dare un forte contributo in questa direzione.

Gruppo DigiTouch come si posiziona in questo mercato?

Posizionandoci come Ad-Tech Group, abbiamo fatto della tecnologia e dell’innovazione la nostra ragion d’essere e abbiamo colto sin da subito la sfida del programmatic. Dapprima grazie a DigiTouch Agency e successivamente grazie anche a Performedia ed E3, le altre due agenzie del Gruppo acquisite rispettivamente ad agosto 2014 e a luglio 2015, abbiamo aumentato e rinforzato le nostre competenze. A tutti gli effetti oggi siamo in grado di competere con realtà internazionali più grandi in termini di fatturato. Tutte le tre agenzie, pur nelle loro differenze legate alle proprie specificità, sono pronte a vincere la sfida del programmatic.

Dati e pubblicità: quanto sta diventando importante questo binomio?

Sta acquisendo un’importanza enorme. Da un lato i brand vogliono investire avendo la certezza di raggiungere il proprio target, dall’altra i consumatori vogliono ricevere solo messaggi di valore, pertinenti con i loro interessi e bisogni del momento. Associare alla pianificazione media una strategia di data profiling è diventato quindi fondamentale e i player si stanno attrezzando per far fronte a questa sfida. Il nostro Gruppo, oltre a specializzarsi nelle pianificazioni in programmatic, ha sviluppato al proprio interno una società, Audiens, che ha creato la prima piattaforma tecnologica di gestione e profilazione dei dati delle Telco per la loro valorizzazione a fini pubblicitari.

Veniamo al mobile: il programmatic può contribuire allo sviluppo dell’adv sui nuovi device?

Secondo noi sì. Questo perché dal punto di vista tecnologico non ci sono diversità. E anche se riguardo alle competenze il mobile si presenta ancora un passo indietro nel programmatic, crediamo che presto questo gap verrà ridotto.

Infine: quali sono le novità della vostra offerta nell’area del programmatic?

Abbiamo diverse novità in pipeline di cui daremo a breve notizia e che interessano diverse realtà del nostro gruppo: sia il mobile solution provider DigiMob, che la mobile DMP Audiens, che le nostre tre agenzie. Keep in touch!

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