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Out of Home data-driven, tre regole da rispettare per il targeting

Nella nostra rassegna anche il nuovo programma Marketing Platform Partners di Google e le novità di Facebook e Twitter sul fronte trasparenza

di Alessandra La Rosa
29 giugno 2018
ooh

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Out of Home, Google e dei nuovi tool di Facebook e Twitter per la trasparenza.

OOH, tre regole da rispettare per l’uso dei dati

L’Out of Home sta per abbracciare definitivamente le tecnologie data-driven. Per questo è giunto il momento, per chi opera in questo settore, di imparare le giuste regole da tenere in considerazione per evitare di compiere certi errori del mondo digitale, soprattutto nel campo della privacy. Ci sono in particolare tre principi che il mercato dell’OOH deve aver presente: usare i dati quanto basta per rendere efficace un’azione, essere pienamente trasparenti con l’utilizzo dei dati, e non targettizzare singoli individui con la pubblicità. Leggi di più su MediaPost.

Google riorganizza il suo programma di marketing partner: nasce Marketing Platform Partners

In seguito all’annuncio della riorganizzazione dei suoi prodotti pubblicitari, Google ha comunicato di aver ristrutturato anche il proprio programma di marketing partner. Il nuovo Marketing Platform Partners di Google combinerà insieme i Google Analytics Certified Partners e i DoubleClick Certified Marketing Partners, includendo risorse provenienti dai vari prodotti pubblicitari della piattaforma. I partner appartenenti al programma potranno essere di tre tipi: Certified Individuals, Certified Companies e Sales Partners. Leggi di più su MarTech Today.

Facebook e Twitter puntano sulla trasparenza con nuovi strumenti

Sia Facebook che Twitter hanno annunciato il lancio di una serie di nuovi strumenti per la trasparenza, con l’obiettivo di dare una spinta alla fiducia nei confronti dei social network e limitare l’azione di attori fraudolenti. In entrambi i casi, si tratta di tool che consentono di visualizzare l’elenco di tutte le campagne pianificate da un’azienda su Twitter e, nel caso di Facebook, sul social, su Instagram e su Messenger, insieme a una serie di informazioni sugli annunci. Leggi di più sul New York Times.

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