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Nonostante le preoccupazioni sulla privacy, i brand continuano a investire sui dati terzi

Ne parliamo nella nostra rassegna, insieme alla nuova versione di Chrome capace di bloccare gli annunci, ora online, e a un nuovo manuale sulla pubblicità “rewarded”

di Alessandra La Rosa
06 dicembre 2018
dati-personali

Dati, pubblicità “rewarded” e ad blocker: ecco i temi della nostra rassegna di oggi.

Nonostante le preoccupazioni sulla privacy, le aziende continuano a investire sui dati di terza parte

Le nuove normative sulla privacy hanno influito sulla spesa delle aziende in dati di terza parte? A quanto pare, non più di tanto, anzi. E’ quanto rivela una ricerca condotta sul mercato americano, secondo cui i marketer investiranno quest’anno ben 19,2 miliardi di dollari su dati terzi e sulle tecnologie e soluzioni per gestirli, processarli e analizzarli: una cifra in aumento del 17,5% anno su anno. Sui dati, la spesa è aumentata dai 10,1 miliardi dell’anno scorso agli 11,9 di quest’anno, segnando un +17,7%; sulle tecnologie, invece, si è passati dai 6,1 miliardi del 2017 ai 7,2 miliardi del 2018, in aumento del 17,2%. Leggi di più su AdExchanger.

Google, online la nuova versione di Chrome capace di bloccare gli annunci

Da questa settimana la pubblicità invasiva avrà vita più difficile su Chrome. Google ha infatti rilasciato la nuova versione del suo browser, la numero 71, che tra le varie novità, presenta la possibilità di individuare siti con pubblicità ingannevole o aggressiva, e bloccare i loro annunci. Chrome metterà questi siti in blacklist e, 30 giorni dopo aver inviato loro una notifica di avvertimento, non mostrerà più i loro annunci pubblicitari agli utenti, anche se erogati dalla piattaforma di Google. Gli utenti potranno, se lo vorranno, disabilitare la funzione. Leggi di più su Marketing Land.

Pubblicità “rewarded”, arriva un manuale d’uso

IAB ha realizzato un manuale dedicato a brand e agenzie che vogliono comprendere e utilizzare la pubblicità “rewarded”, ossia quella tipologia di annunci che offre qualcosa (come coupon o promozioni) in cambio della visualizzazione. Una forma di pubblicità che per lungo tempo è stata popolare soprattutto tra le app di gaming, ma che adesso si sta rapidamente espandendo anche ai software musicali, ai contenuti testuali e ai video OTT. Il documento offre una definizione di pubblicità “rewarded” e una serie di best practice, e sarà seguito il prossimo anno da uno studio volto ad esaminare in maniera esaustiva l’utilizzo e l’efficacia di questo formato. Leggi di più su MediaPost.

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