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MoPub, al via la fase beta per il tool Native Video Mediation

Permetterà agli editori di filtrare la domanda di spazi adv da parte degli spender operata attraverso qualsiasi tipo di native ad network, compreso l’audience network di Facebook

di Teresa Nappi
25 novembre 2015
twitter-mopub

MoPub, la selling solution di Twitter per il mobile, ha annunciato il lancio, ancora in fase beta, di Native Video Mediation, una soluzione che permetterà agli editori di filtrare la domanda di spazi adv da parte degli spender operata attraverso qualsiasi tipo di native ad network, tra cui anche l’audience network di Facebook oltre alle 175 DSP integrate con il marketplace MoPub.

La mossa ha lo scopo di assicurare a inserzionisti ed editori maggiore trasparenza e controllo. Per gli editori questo significa coordinare la domanda di native video ads lavorando tanto con il marketplace di MoPub quanto con altre reti pubblicitarie, rendere più efficiente l’erogazione dell’adv e la monetizzazione degli spazi senza interferire con l’esperienza utente. Al contempo, il Native Video Mediation consentirà agli inserzionisti un modo scalabile per erogare i propri annunci attraverso l’ecosistema di 31.000 app di MoPub, senza l’onere di dover costruire campagne ad hoc per ciascuna piattaforma.

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Questo, di fatto, è un altro segnale alquanto esplicito che MoPub intende sganciarsi dalla definizione di “soluzione” per posizionarsi come piattaforma completa di tool e ad-serving per aiutare i publisher a monetizzare al meglio il proprio inventario e generare così maggiori entrate.

Attualmente, MoPub utilizza Twitter per raccogliere indicazioni sugli interessi degli utenti attraverso l’Audience Platform di Twitter (TAP), nome assegnato al già Twitter Publisher Network lo scorso agosto. Obiettivo di Twitter ora è utilizzare l’audience platform e MoPub per monetizzare i consumatori che non sono connessi.

Twitter vanta più di 300 milioni di utenti attivi al mese. TAP, alimentato da MoPub, porta questo numero a 700 milioni, includendo i consumatori che utilizzano applicazioni e siti di terze parti.

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