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Mobile programmatic, da IAB USA una guida dedicata

La pubblicazione del primo “Mobile Programmatic Playbook” riflette il forte intesse delle industry per il programmatic sui nuovi device, dove si evidenziano alcune specificità, come il ruolo trainante di video e native

di Simone Freddi
27 marzo 2015
Mobile_generica

Negli scorsi giorni, lo IAB americano ha pubblicato il suo primo “Mobile Programmatic Playbook”, una “guida” (o “pamplhet”) dedicata dedicato appunto al mobile programmatic. Si tratta in effetti della prima pubblicazione dell’Associazione, impegnata a sostegno dello sviluppo dell’advertising online, dedicata specificamente a quest’ambito.

Il documento, in gran parte, si concentra sulla spiegazione dell’ecosistema e sulla definizione dei termini in gioco, senza fornire dati inediti. Ma il fatto che il documento sia stato presentato come “playbook” evidenzia la forte presa di coscienza da parte della industry digitale a stelle e strisce del fenomeno. In effetti, gli investitori dovrebbero destinare più investimenti pubblicitari “programmatici” al mobile che al desktop già quest’anno in America, secondo eMarketer.

IAB_LogoIl documento, scaricabile dal blog americano dello IAB, evidenzia chiaramente alcune specificità del mobile per quanto riguarda il programmatic. Per esempio: mentre su PC le piattaforme per lo scambio tecnologico di spazi adv si sono sviluppate a partire dalla parte meno “evoluta” del mercato, la standard display, nel mobile i driver di crescita del programmatic sembrano essere altri, video e native in particolare.

“All’interno dell’ecosistema mobile, il video sta diventando uno dei più forti driver di traffico – è scritto tra l’altro nel playbook -. Molti investitori pubblicitari hanno dimostrato di preferire il video come veicolo pubblicitario di grande impatto, su tutte le piattaforme. Attualmente, il video mobile costituisce oltre il 10% di tutti i video digitali (Kovach, 2013) e la visione di filmati e di pubblicità mobile è destinata a crescere ad un tasso annuale medio del 71% fino al 2016 (eMarketer, 2013). A causa della crescita del video nei prossimi cinque anni, il video mobile probabilmente occuperà una porzione importante dello spazio programmatico sui nuovi device”.

Diverse aziende dell’ad-tech si stanno attrezzando per questa convergenza tra mobile, video e programmatic in generale. (LiveRail di Facebook, per esempio, negli scorsi giorni ha annunciato un’estensione dal video alla display in-app).

Lo IAB inoltre evidenzia la potenzialità delle unità pubblicitarie native, scrivendo: “Attualmente l’offerta di formati nativi è limitata, e per conquistare questi spazi, gli inserzionisti devono alzare l’offerta. Nonostante questo, la domanda rimane alta”. Proprio per questo, conclude lo IAB, “l’uso di annunci nativi è destinato a crescere nei prossimi anni “.

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