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Ecco come i Mobile Data salveranno gli utenti dalla pubblicità invasiva

La cessione dei dati può portare vantaggi non solo alle aziende, ma anche agli utenti. Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia, ci spiega perché

di Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia
24 marzo 2017
Francesca-Lerario-ogury

Big Data, Big Data ovunque. Tutti ne parlano ormai, tutti si chiedono quante informazioni private cediamo, a chi e soprattutto se la nostra privacy rimanga tutelata.

Questo è il problema più rilevante per l’intero mondo del mobile advertising: seppure aziende come Ogury lavorino con algoritmi e dati affinatissimi, bisogna interrogarsi sul modo in cui gli utenti stessi percepiscono l’utilizzo delle loro informazioni da parte degli advertisers.

Si è diffusa la sensazione che l’utilizzo dei dati porti a una violazione della privacy poiché non solo le informazioni personali vengono catalogate all’interno di database, ma queste vengono anche utilizzate a fini commerciali attraverso vari presidi pubblicitari durante la navigazione. L’uso di dispositivi mobili afferisce alla sfera intima dell’utente, di conseguenza la proposition pubblicitaria deve essere percepita come molto poco invasiva e costruita su modelli quanto più generici possibile e al tempo stesso di interesse, diversamente si potrebbe verificare una reazione di opposizione e di chiusura totale da parte dell’utente in quanto minacciato nella sua dimensione privata.

I dati sono alla base del mercato pubblicitario e devono essere studiati e usati per identificare profili a cui proporre un contenuto pubblicitario pertinente, di interesse e che sia percepito come un beneficio, un vantaggio per l’utente.

Per perseguire questa direzione i dati devono essere mantenuti “freschi” così da proporre brand, prodotti e promozioni utili per limitare il fenomeno dell’Ad Blocking.

La pubblicità è necessaria per garantire la gratuità; sta a noi attori dei Mobile Data il compito di renderla sempre più pertinente per essere percepita come meno invasiva. Ai vari editori di contenuti invece spetta il compito di adoperare queste soluzioni basate sui dati, nell’interesse di migliorare l’esperienza dei loro utilizzatori. Una pubblicità più attraente per il consumatore genera una maggiore interazione e di conseguenza una performance sopra la media.

Naturalmente, oltre al tema della pubblicità interessante c’è quello del targeting e della raccolta dati. Su questo punto, il mercato deve fare dei passi da gigante, anche in vista dell’applicazione nel 2018 della nuova legge europea “regolamento generale sulla protezione dei dati”, che impone l’esplicito consenso dell’utente.

In questo senso Ogury è una data platform mobile che grazie al suo sdk implementato su più di 10.000 app Android riesce ad ottenere una grande quantità di dati preziosi, ma solo dopo che l’utente ha espresso un consapevole consenso alla loro cessione. Tramite il suo codice sdk Ogury può conoscere tutte le app che sono presenti nel dispositivo di un utente, quante volte vi accede e per quanto tempo, tutti i siti che visita, le informazioni di geo-localizzazione fino all’individuazione del modello del dispositivo stesso.

Il consenso a cedere tutti questi dati è basato su un modello generico: infatti vengono censiti solo lo stile di navigazione e le aree di interesse dell’utente in maniera anonima.

Ma perché un utente dovrebbe accettare consapevolmente la cessione dei dati?

L’accettazione del disclaimer sulla cessione dei dati garantisce all’utente due garanzie fondamentali: la prima naturalmente è quella di scegliere liberamente se fornire o meno le sue informazioni; la seconda, altrettanto importante, la garanzia di essere esposto solo a comunicazioni pubblicitarie sotto forma di suggerimento che siano altamente affini con i suoi interessi.

Questa trasparenza nella richiesta dei dati rappresenta la nostra apertura verso l’utente, così da instaurare una relazione di fiducia che può aiutare a evitare o mitigare atteggiamenti di diffidenza o addirittura la chiusura verso la comunicazione pubblicitaria.

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