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I professionisti credono nel marketing data-driven: “Fa crescere i ricavi”

Lo rivela una ricerca condotta dalla Data & Marketing Association e da Winterberry Group. Un altro sondaggio, pubblicato da Dun & Bradstreet, segnala le tattiche più utilizzate dai professionisti: in testa il cross-canale e cross-dispositivo

di Cosimo Vestito
12 gennaio 2017
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L’utilizzo dei dati nei processi decisionali è ormai una tendenza consolidata nel settore del marketing. Sono sempre più i professionisti che continuano ad investire e a beneficiare dalla spesa nel marketing data-driven.

L’ultima conferma proviene da un sondaggio, condotto nel terzo trimestre del 2016, dalla Data & Marketing Association (DMA) e da Winterberry Group, che ha coinvolto gli stessi membri dell’associazione. Molti marketer hanno dichiarato l’intenzione di aumentare la spesa sul marketing data-driven alla fine del 2016. Oltre il 40% dei rispondenti si è aspettato di aumentare la spesa “significativamente” o “lievemente” nel T4 2016.

E ci si aspetta anche che questi investimenti abbiano un impatto positivo sui ricavi delle aziende. Oltre il 40% dei professionisti intervistati da DMA e Winterberry ha previsto che i ricavi da marketing data-driven relativi al quarto trimestre 2016 sarebbero cresciuti “significativamente” o “sensibilmente”.

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Marketing data-driven: quali sono le tecniche preferite dagli operatori?

Poiché il termine “marketing data-driven” si riferisce ad un ampio spettro di tattiche, un’altra ricerca, di Dun & Bradstreet con dati relativi a settembre 2016, si è proposta di individuare quelle più utilizzate. Molti operatori americani Business-to-Business hanno citato il marketing e la pubblicità cross-canale prima e cross-dispositivo poi, con il targeting lookalike al terzo posto.

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