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Marco Ferrari, Next 14: «Il programmatic verso nuove frontiere»

Marco Ferrari, fondatore del Gruppo di cui sono parte le società Turbo, Sting Media e Zero Studios, parla del ruolo rivestito dal Programmatic per lo sviluppo dell’intero ecosistema pubblicitario

Teresa Nappi
13 ottobre 2015
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Marco Ferrari

Il programmatic è uno dei trend più rilevanti dell’advertising online. Ma ancora il nostro mercato è additato come “giovane” da questo punto di vista. E’ probabilmente vero per certi aspetti, ma è altrettanto vero il fatto che la crescita dell’Italia in questo segmento sta correndo a grande velocità: «Che il mercato italiano del Programmatic si sia definitivamente affermato, lo dimostrano i numeri», afferma Marco Ferrari, co-Founder & Ceo del gruppo Next 14 di cui fanno parte il trading desk indipendente Turbo, la piattaforma di programmatic tv Sting Media e Zero Studios, attiva nel data-driven brand entertainment. Secondo il manager, per questo mercato «Le previsioni di una crescita ancora a tripla cifra, da 100 a 200 milioni, dovrebbero trovare conferma ufficiale nelle prossime settimane. E, considerate le dimensioni totali del mercato italiano dell’advertising online, direi che la domanda non è più “se” ma “come” le aziende italiane spendono in programmatic advertising».

Con Turbo avete dato vita al primo trading desk italiano indipendente. E’ stata una scelta vincente?

Quando abbiamo fondato Turbo, abbiamo chiarito sin da subito che ci saremmo focalizzati esclusivamente sul programmatic. Non perché era il trend del momento, ma perché si trattava e si tratta di una vera svolta nel mondo dell’advertising. Come per tutte le cose, il mercato ha bisogno di un po’ di tempo per assestarsi e le aziende devono essere messe in condizione di comprendere i veri vantaggi apportati dall’automazione. Sono nati tanti nuovi attori, nuovi ambiti e figure professionali. Il ruolo di aziende come la nostra consiste anche nel dimostrare con i fatti che il programmatic, se gestito correttamente, può portare sia efficienza che efficacia alla comunicazione. Una cosa di cui siamo particolarmente soddisfatti è che il mercato ci riconosce come interlocutori di qualità che portano valore. Contribuire a rendere trasparente e comprensibile un mercato nato un po’ troppo “opaco” è stata, ed è, una sfida che riteniamo fondamentale per la crescita nostra e dell’intero rinnovato ecosistema digitale.

Parliamo di mobile: il programmatic può contribuire allo sviluppo del mercato?

Potenzialmente, il mobile è il canale perfetto per gli acquisti in programmatic, visto che rispetto alle tradizionali campagne display, potrebbe utilizzare anche dati aggiuntivi (sistema operativo, posizione geografica e così via, ndr). E’ un canale che sta crescendo molto rapidamente e credo si stiano facendo passi avanti importanti per la definitiva affermazione del canale.

Voi come rispondete alle necessità di tracciamento a fronte della frammentazione tra device diversi?

Il tracciamento cross-device, che attualmente è nel suo stadio iniziale, continuerà a evolversi di pari passo con l’ingresso sul mercato di nuovi gadget tecnologici quali le tecnologie “indossabili”. Al fianco del tracciamento cross-device “deterministico”, oggi garantito solo dalle grandi piattaforme come Google, Facebook o Twitter che attraverso il login possono garantire una tracciabilità certa degli utenti cross, non ci sono alternative che utilizzare tecniche di tracciamento “probabilistiche”. Lo sviluppo di una soluzione di fingerprint per la nostra Turbo DMP, va in questa direzione e ci permette di utilizzare modelli statistici complessi per decodificare tutti i dati a nostra disposizione.

Dunque, il ruolo dei dati nella comunicazione del presente e del futuro è importante…

E’ assolutamente centrale. Marketing e advertising saranno sempre più data-driven nei prossimi anni. Per questo tutte le aziende sviluppate all’interno di Next 14 – oltre a Turbo, Zero Studios, che si occupa di brand entertainment, e Sting Media, piattaforma di programmatic tv -, hanno in comune, al di là dello specifico ambito di attività, la cultura della raccolta, analisi e attivazione dei dati.

 

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