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L’Oreal USA: in-house la gestione del programmatic

La sede americana del colosso beauty avrebbe deciso di creare un proprio trading desk per la gestione degli acquisti e il loro monitoraggio, seguendo quanto già fatto da brand come P&G, Kellogg, Walmart e Target

di Alessandra La Rosa
04 febbraio 2016
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Chi fa da sè fa per tre. E’ quello che deve aver pensato L’Oreal USA, che pare abbia deciso di portare in house la gestione degli acquisti in programmatic.

L’azienda ha postato un annuncio di lavoro per un assistant VP of Precision Advertising Information Technology con esperienza nella supervisione di DMP e DSP utilizzate per costruire trading desk in-house. Obiettivo della persona sarà identificare “quali piattaforme potranno essere sperimentate e settate per un acquisto di spazi efficiente e per il tracking degli stessi acquisti”.

In effetti già da diverso tempo L’Oreal Usa (che tra l’altro di recente ha rivisto l’incarico media con un pitch, conclusosi con la vittoria di MEC) stava esplorando varie opzioni per la gestione degli acquisti automatizzati, come aveva confermato alla stampa la chief digital officer dell’azienda Lubomira Rochet.

L’Oreal non sarebbe la prima grande azienda a dotarsi di un trading desk interno: già prima di lei si era mossa la concorrente Procter & Gamble, che alcuni anni fa aveva lanciato i primi test del progetto Hawkeye, e fuori dal settore beauty si possono annoverare gli esempi di Kellogg, Walmart e Target. Gli ultimi due, in particolare, sono tra i vari retailer che in America gestiscono l’erogazione di pubblicità anche per i loro brand fornitori, in una sorta di nuova forma di comunicazione promozionale.

Secondo alcuni, gestire da sé l’acquisto automatizzato permetterebbe inoltre alle aziende di avere maggiore controllo su aspetti come trasparenza e frodi, che soprattutto negli Stati Uniti sono stati particolarmente assimilati all’ambito programmatic.


Aggiornamento dell’8 febbraio: 

La notizia, inizialmente riportata dalla testata AdAge, è stata poi smentita da una dichiarazione del portavoce della multinazionale, che ha precisato: «L’Oréal Usa non intende portare le attività programmatic in house. L’approccio su cui stiamo ragionando sarà una partnership con la nostra agenzia media per il supporto sotto il profilo decisionale, operativo e tecnologico».

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