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LiveRamp punta sul marketing basato sulle persone: arriva IdentityLink

La soluzione arricchisce gli strumenti già esistenti di identity resolution della società, dando la possibilità alle aziende di analizzare dati provenienti da ogni canale, on e offline, per una visione più completa dei propri utenti

di Alessandra La Rosa
12 ottobre 2016
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Unificare i dati immagazzinati in silos provenienti dall’offline e dai canali digitali, per fornire una visione omnichannel del consumatore ed espandere la possibilità di eseguire attività di marketing basate sulle persone.

Con questo obiettivo, LiveRamp, società di Acxiom, ha annunciato il lancio della soluzione IdentityLink, un tool che arricchisce gli strumenti già esistenti di identity resolution della società, dando la possibilità alle aziende di analizzare dati provenienti da ogni canale, come addressable TV, direct mail, programmatic, punti vendita, mobile, CRM, social, call center.

IdentityLink fornisce, recita la nota ufficiale, la tecnologia per potere ospitare i permessi di privacy per ognuno di questi flussi di dati, creando una visione omnicanale del consumatore. Le aziende possono anche sfruttare le capacità di matching di dati per ampliare la loro conoscenza degli utenti con dati provenienti da altre società, caricare i loro dati in più di 400 piattaforme di marketing, raggiungere il proprio target su centinaia di milioni di device digitali e convogliare tutti i dati generati nell’immagine di singoli consumatori, il tutto in maniera privacy-safe.

In una parola, possono fare people-based marketing. La stessa LiveRamp ha recentemente condotto uno studio dedicato a questo tema, i cui risultati hanno rivelato che quasi tutti i marketer (il 92%) credono che fare attività di marketing basato sulle persone sia qualcosa di estremamente importante. E se molti di essi (il 79%) traggono vantaggio dalle competenze che Google e Facebook offrono in tal senso sui loro canali, la maggior parte (l’84%) vorrebbe unificare le proprie strategie di marketing people-based su tutti gli altri canali digitali, ma incontra oggettive difficoltà a farlo.

La ricerca rivela inoltre che, nonostante nove aziende su dieci reputino fondamentale avere una visione omnicanale del consumatore, solo il 17% indica di avere le capacità per farlo. E il 69% è convinto che l’avvento di nuovi canali digitali come la realtà virtuale e aumentata, l’Internet of Things, i wearable e i chatbot, renderà la sfida ancora più ardua.

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