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Arriva su LinkedIn il nuovo strumento di conversion tracking

Permette agli inserzionisti di registrare i momenti in cui gli annunci reindirizzano gli utenti allo svolgimento di attività sul sito web di un marchio, come l’acquisto di un prodotto o la registrazione di un profilo. Al momento riguarda solo gli annunci Sponsored Content e Text

di Cosimo Vestito
09 settembre 2016
linkedin

Finalmente anche su LinkedIn il tracciamento di conversione, il cosiddetto conversion tracking: uno strumento, presente già da tempo su Facebook, Google, Twitter e Pinterest, che permette agli inserzionisti di registrare i momenti in cui i loro annunci reindirizzano gli utenti allo svolgimento di attività sul sito web di un marchio, come l’acquisto di un prodotto o la registrazione di un profilo.

Il social network professionale, acquisito da Microsoft nel mese di giugno per 26,2 miliardi di dollari, non solo ha deciso di introdurre questa nuova funzione ma anche di differenziarla rispetto a quanto offerto dai suoi concorrenti: oltre a conteggiare quante persone hanno visualizzato, cliccato un’inserzione e svolto un’attività sul sito di un’azienda sarà in grado di eseguire riferimenti incrociati con i dati degli utenti LinkedIn.

In questo modo i marketer saranno in grado di rilevare quante conversioni sono state generate dai loro annunci dividendole per segmento di pubblico, ossia i settori in cui gli utenti lavorano, l’anzianità della loro posizione, i ruoli professionali e la dimensione delle compagnie in cui lavorano.

La soluzione è inclusa all’interno del Campaign Manager di LinkedIn, lanciato un anno fa. Come descritto sul blog ufficiale, gli inserzionisti potranno visionare il numero di lead generate, le iscrizioni, gli scaricamenti di contenuti e gli acquisti che stanno ricevendo dai loro contenuti sponsorizzati e dalle campagne di testo. Inoltre, essi saranno in grado di tracciare le conversioni da desktop e mobile, identificando se esse sono state precedute da una semplice visualizzazione o da un clic.

“Il conversion tracking è stata una delle funzionalità più richieste da parte dei nostri clienti, i quali cercano sempre maggiori insight circa la generazione di lead dei loro annunci”, ha scritto nel post Ivye Khilnani, Product manager di LinkedIn.

Uno strumento per migliorare il ROI delle campagne

“Il nostro obiettivo è aiutare gli inserzionisti a comprendere con facilità il ROI delle loro campagne LinkedIn senza dover mai lasciare Campaign Manager per farlo. Con un breve sguardo, possono ottenere dati sul conto delle conversioni, sul costo-per-conversione e sui tassi di conversione, ha dichiarato a MediaPost Russell Glass, Head of product di LinkedIn.

Per utilizzare lo strumento gli inserzionisti devono aggiungere un tag singolo, uno universale o una porzione di codice ai loro siti e dopo definire quali specifiche URL corrispondono alle varie tipologie di conversione. Le aziende possono utilizzare una lista predefinita di conversioni fornita da LinkedIn, che include acquisti, lead, iscrizioni, e scaricamenti, o creare le proprie definizioni per attività non incluse nell’elenco.

Per il momento, il conversion tracking funziona solo per gli annunci Sponsored Content e Text ma il social network pianifica di implementare lo strumento per tutti i suoi formati, incluse le campagne Sponsored InMail.

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