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LinkedIn, ora l’inventory Display si può acquistare in Programmatic

Il social network dà il via ufficiale alla vendita automatizzata dei propri spazi Display, che potranno essere acquistati in RTB via open exchange o private auction. L’offerta supporterà la maggioranza delle DSP e degli agency trading desks

di Alessandra La Rosa
28 giugno 2016
linkedin

Dopo una prima fase di test, e a un paio di settimane di distanza dall’annuncio della sua acquisizione da parte di Microsoft, LinkedIn dà il via ufficiale alla vendita in Programmatic della propria inventory display.

«Sono felice di annunciare il lancio del programmatic buying come metodo di accesso ai formati LinkedIn Display Ads – scrive Russell Glass, Head of Products di LinkedIn Marketing Solutions, in un blog post ufficiale -. Ciò significa che adesso potete collaborare con le vostre piattaforme di acquisto preferite per comprare spazi ad alta visibilità che possano aiutarvi a raggiungere e coinvolgere il giusto pubblico e costruire la vostra immagine di brand all’interno del contesto premium di LinkedIn».

L’inventory display sarà disponibile in RTB, sia tramite l’open exchange che via private auction. Quest’ultima offre maggiori possibilità di targeting, rendendo possibile l’uso di dati di prima e terza parte o, per chi non vuole utilizzare le proprie informazioni, consentendo di accedere a funzionalità di targeting proprie di LinkedIn (ad esempio il segmento “IT decision makers”).

L’offerta in Programmatic di LinkedIn supporterà la maggior parte delle DSP e degli agency trading desks.

Secondo dichiarazioni dello stesso Glass, riportate dalla testata AdWeek, la novità è parte di una riorganizzazione di due o tre anni del business pubblicitario della società, volto ad ampliare e allo stesso tempo rendere più semplice l’offerta sulla piattaforma. Secondo il manager, la scalabilità in rete del network professionale di LinkedIn, insieme al suo pubblico “loggato” sono elementi di grande attrattività per le aziende btob.

Se per l’inventory display di LinkedIn la vendita data-driven è una vera novità, altri segmenti dell’offerta pubblicitaria del social network erano già abilitati al Programmatic. E’ il caso per esempio degli Sponsored Content, attualmente il principale prodotto adv della piattaforma, da cui arriva il 56% delle revenue totali di LinkedIn Marketing Solutions.

La display conta solo per il 10% sul business pubblicitario complessivo di LinkedIn, e dunque, in tal senso, l’apertura della sua inventory al Programmatic può benissimo essere vista come un tentativo di dare nuova linfa a un segmento di business dalle performance non brillantissime: nell’ultimo trimestre la raccolta display ha registrato un calo di ben il 30%.

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