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Limitazioni al tracking su Chrome, Calzolari (Turbo): «Trasparenza e chiarezza verranno premiate»

Secondo il CEO di Turbo, le nuove limitazioni all’uso dei cookie si inseriscono in una generale maggiore attenzione del mercato al rispetto della privacy. E porteranno a valorizzare di più i dati di prima parte

Alessandra La Rosa
18 maggio 2019
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Claudio Calzolari

Dopo le mosse intraprese da Apple e Mozilla sui rispettivi browser, il mercato attendeva con ansia di sapere se e come anche Google avrebbe imposto dei limiti al tracciamento pubblicitario su Chrome.

Gli operatori hanno ricevuto risposta in occasione del recente evento I/O, in cui Big G ha annunciato una serie di novità relative al suo browser, volte a rafforzare la privacy e la trasparenza nei confronti degli utenti, e che diventeranno operative nei prossimi mesi. In particolare, sul browser diventerà più facile per gli utenti gestire i cookie, ed eventualmente bloccarli o cancellarli. Per le aziende, d’altro canto, diventerà più complicato attuare alcune pratiche come il fingerprinting dei browser, ossia la raccolta di dettagli come lingua, sistema operativo e indirizzo IP per identificare in maniera più approfondita un utente.

Novità che naturalmente, considerando che Chrome è attualmente il browser più utilizzato da chi naviga su internet, potrebbero avere importanti ripercussioni sul mercato pubblicitario, in particolare sul targeting degli utenti. Abbiamo chiesto a Claudio Calzolari, CEO di Turbo, cosa ne pensa.

Claudio, a tuo parere quali potranno essere le conseguenze di questa mossa di Google sul mercato adv?

«Il mercato data-driven sta procedendo da tempo verso una direzione che vada sempre più verso il rispetto della privacy. Ha aumentato la consapevolezza e l’attenzione degli utenti verso le informazioni condivise con le aziende che effettuano attività di tracciamento e profilazione. Già con l’entrata in vigore del GDPR e l’adozione delle Consent Management Platform, è stato fatto un primo grosso passo in avanti. L’integrazione direttamente nel browser di questo tipo di opzione, migliora la capacità degli utenti di effettuare le proprie scelte, semplificandone le modalità. Google, con questa decisione, segue il processo di maturazione della gestione dei cookie già attivato da altre realtà. Vedremo come gli utenti si muoveranno; io credo che la trasparenza e la chiarezza verranno premiate. Un messaggio adv mirato è comunque preferibile ed interessante da ricevere, rispetto ad uno più generico e non in linea con i propri interessi».

Al di là dell’iniziativa di Google, quella di apporre restrizioni all’uso dei cookie è una mossa comune tra i browser. Come si adatterà il mercato a questo orientamento?

«L’adozione di nuove tipologie di dati, con una più forte integrazione tra agenzie e cliente, porterà sicuramente il mercato ad utilizzare dati ed identificativi di prima parte che consentano di avere non solo più informazioni efficaci, ma anche di maggiore tutela nel rapporto tra le Brand e l’utente finale. Il dato di proprietà delle aziende assumerà sempre più valore».

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