Main partner:

Ligatus, 10 anni di successi nel native adv. «Il programmatic è la nuova frontiera»

Al party di inaugurazione dei nuovi uffici milanesi abbiamo parlato con Klaus Ludemann (nella foto), ceo dell’azienda e Julien Mosse, managing director Sud Europa, del presente e del futuro del “#1 native & performance Network in Europa”

di Simone Freddi
02 ottobre 2015
ligatus-logo

Dieci anni di attività internazionale, due in Italia, rebranding e la nuova sede da inaugurare: tante ricorrenze che Ligatus, uno dei principali operatori internazionali nel campo del performance e nel native advertising, ha festeggiato giovedì sera in compagnia di clienti, partner ed editori nel cortile dell’antico convento che ospita i nuovi uffici milanesi della società, in via Sant’Antonio. Una serata piacevole e informale in cui abbiamo avuto il piacere di incontrare Klaus Ludemann, ceo dell’azienda e Julien Mosse, managing director Ligatus Sud Europa e Belgio, che ha seguito sin dal suo ingresso in Italia nel 2013 lo sviluppo del mercato nazionale.

Dieci anni di Ligatus: come riassumete i passaggi-chiave del vostro percorso?

Ludemann: Dagli esordi nel 2005, l’azienda ha messo al centro della propria strategia la tecnologia, da sempre sviluppata interamente in house nel nostro dipartimento R&S a Colonia, in cui attualmente lavorano 40 persone, e lo sviluppo di formati efficaci e non invasivi basati sulla combinazione di testo e immagine, “Native” a tutti gli effetti molti anni prima che fosse coniato il termine. Un passaggio-chiave della nostra crescita è avvenuto con la scelta dell’internazionalizzazione, nel 2009, che grazie all’efficacia delle nostre soluzioni per gli editori ci ha permesso di crescere anno dopo anno e di investire in operazioni strategiche come l’acquisizione di veeseo, avvenuta due anni fa, che ci hanno consentito di accrescere la nostra posizione competitiva nel campo pubblicitario specializzato in ambito editoriale.

Arriviamo quindi al nuovo posizionamento di mercato, recentemente inaugurato, di #1 native & performance Network in Europa.

Ludemann: Nessuno tra i nostri competitor può vantare una presenza diretta in nove Paesi europei, con oltre 27 miliardi di ad impressions al mese su oltre 1.200 siti partner, che sono tutti Premium, non lavoriamo con la “coda lunga”. Come dicevo, il successo di Ligatus è stato costruito in primo luogo sulle tecnologie innovative e gli investimenti continui in ricerca & sviluppo. Allo stesso tempo, ci siamo proposti sul mercato con un atteggiamento fortemente “local”, che mette al centro la relazione per sviluppare soluzioni “custom” in base alle reali esigenze dei singoli editori. Un approccio che ci sta premiando.

Quali sono i prodotti su cui attualmente state puntando in Italia?

Mosse: L’attuale offerta di Ligatus in Italia è composta dai prodotti di content promotion e direct response, integrabili tra loro, con cui andiamo a ottimizzare le campagne di advertising dei nostri clienti per proporre il messaggio giusto per ogni singolo utente. “Content Promotion” consente di indirizzare il traffico e coinvolgere il pubblico adatto, promuovendo i contenuti grazie all’engagement dell’audience premium di Ligatus. “Direct Response” consente di rivolgersi alla persona giusta e utilizzare i click del traffico per generare contatti utili quindi leads “caldi” e ordini o vendite. Tutto declinabile ovviamente lato desktop, mobile o tablet.

Qual è la vostra opinione sulle potenzialità del native advertising?

Mosse: Il native advertising è oggi in forte crescita, e sta dimostrando di essere la soluzione ideale per risolvere lo stallo che il settore del display classico sta riscontrando. In questo campo, Ligatus grazie alle proprie tecnologie, può vantare una serie di soluzioni uniche in questo mercato: per esempio, la possibilità di monetizzare campagne Native con modelli di pricing avanzato come CPC, CPL, o CPI per il mobile.

A quando il programmatic nel Native?

Ludemann: Insieme alla spinta verso il content marketing, il programmatic è il grande trend del digital attuale, ma è necessaria una operazione di standardizzazione. Noi siamo pronti: Ligatus supporta già lo standard OpenRTB 2.3, attraverso il quale è possibile far dialogare demand e sell side per comprare e vendere spazi nativi con metodologie programmatiche. Nel momento in cui le grandi DSP avranno compiuto anch’esse questo step tecnologico, potremo cominciare a erogare campagne native in programmatic, ed è lecito aspettarsi un impatto positivo sul mercato e sulla nostra attività.

Chiudiamo con un tema di grande attualità, quello degli ad blocker. Qual è la vostra posizione in merito?

Ludemann: In parte, la responsabilità della proliferazione degli AdBlocker è degli editori, che per fretta di far crescere le revenue hanno esagerato consentendo l’erogazione di una quantità estesa di formati pubblicitari, spesso intrusivi, mal sopportata dall’utente sia come esperienza di navigazione sia come consumo di dati. Ciò detto, riteniamo gli adblocker un danno per il mercato in quanto si pongono quale rottura del “contratto” non scritto tra editori e utenti, ossia che i contenuti hanno un costo, che può essere pagato o direttamente o con la pubblicità. Alcuni adblocker, inoltre, vengono pagati dagli inserzionisti o da alcuni player per non bloccare le loro pubblicità, comportamento che giudichiamo scorretto. Per questo noi abbiamo sviluppato una tecnologia che consente di bypassare gli adblocker: siamo sempre stati e continuiamo ad essere dalla parte degli editori; e siamo lieti che anche in Italia i nostri editori stiano beneficiando di queste tecnologie per monetizzare una parte di business che prima era persa.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter

Ti chiediamo il consenso per il trattamento dei dati personali diretto all’invio di newsletter editoriali, o altre informazioni di carattere informativo e promozionale riguardanti Programmatic Italia e Società Partner, in conformità con la nostra Privacy Policy.

Acconsento
Non acconsento

Ricevi anche la newsletter di Engage.it

Cliccando su Iscriviti, riceverai da Programmatic Italia una nostra newsletter bisettimanale e qualche mail promozionale ogni tanto. Potrai cambiare le tue impostazioni quando vuoi e non cederemo mai a terzi i tuoi dati.