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Gli utenti dovrebbero essere pagati per l’utilizzo dei loro dati personali, secondo Maurice Lévy

Il Presidente di Publicis Groupe è dell’opinione che la ricchezza ottenuta dalle piattaforme tecnologiche debba essere ridistribuita, includendo i consumatori

di Cosimo Vestito
15 maggio 2019
maurice-levy

Secondo il Presidente di Publicis Groupe, Maurice Lévy, gli utenti internet dovrebbero essere retribuiti dalle società tecnologiche per l’utilizzo dei loro dati personali.

In altre parole, i profitti generati da questa attività fondamentale per l’ecosistema della pubblicità digitale dovrebbero essere ridistribuiti, includendo coloro che hanno appunto generato i dati stessi. È una misura che, ha dichiarato Lévy nel corso di un evento organizzato dall’emittente Euronews sul futuro dell’Europa, sarebbe più efficace della General Data Protection Regulation (GDPR), entrata in vigore l’anno scorso.

“I dati personali dovrebbero appartenere a ogni consumatore e ogni volta che i dati sono usati penso che la società aggregatrice che ne otterrà dei ritorni dovrebbe in qualche modo pagarli. A me sembra normale che quelli che si trovino all’origine della ricchezza debbano essere messi nella posizione di percepirne i frutti. Così come sembra normale che le piattaforme che abilitano la ricchezza debbano essere in grado di beneficiarne”, ha affermato il Presidente di Maurice Lévy.

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